IL PROGETTO

Amazon scommette su Israele: 7,2 miliardi per la nuova cloud region

I servizi di Aws consentiranno al governo di eseguire applicazioni e memorizzare dati nei centri dati localizzati nel Paese. Obiettivo: accelerare la trasformazione digitale del settore pubblico

Pubblicato il 01 Ago 2023

Patrizia Licata

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Amazon apre la cloud region Israele e annuncia un investimento nel paese di 7,2 miliardi di dollari fino al 2037. I data center Amazon web services (Aws) sono da oggi attivi in Israele e consentiranno al governo di eseguire applicazioni e archiviare dati nei data center situati sul territorio nazionale.  

L’istituzione della cloud region in Israele “ci consentirà di migrare carichi di lavoro governativi importanti verso il cloud e siamo fiduciosi che ci aiuterà ad accelerare la trasformazione digitale nel settore pubblico“, ha detto Yali Rothenberg, accountant general di Israele.

Amazon ha affermato che il suo investimento in Israele contribuirà per circa 13,9 miliardi di dollari al prodotto interno lordo del paese.

Gli investimenti di Aws in Israle

Aws è presente in Israele dal 2013. Nel 2014, ha aperto anche un centro di ricerca e sviluppo (R&S) nel Paese. Da allora, Amazon ha ampliato la sua presenza di ricerca e sviluppo nel paese, che ora include Prime Air e Alexa Shopping.

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Nel 2015, Aws ha acquisito Annapurna Labs, una società israeliana di microelettronica, che ha sviluppato tecnologie avanzate di elaborazione, rete, sicurezza e storage per Aws, come i processori Graviton progettati da Aws, Aws Inferentia, i chip Aws Trainium e il sistema Aws Nitro.

Nel 2019 l’azienda americana ha cominciato a lanciare le sue infrastrutture Aws in Israele. Nell’aprile del 2021, la società di Amazon è stata selezionata dal governo di Tel Aviv come principale fornitore di cloud all’interno della commessa Nimbus, un progetto che consentirà ai dipartimenti governativi, compresi i ministeri, l’istruzione, l’assistenza sanitaria e i comuni, di accelerare la loro trasformazione digitale.

La cloud region Aws in Italia

Con questa espansione, Aws sarà disponibile in 32 regioni geografiche. L’anno scorso Aws ha aperto anche una cloud region a Milano, la prima in Italia e la sesta in Europa. L’azienda prevede un investimento fino a 2 miliardi di euro entro il 2029 nel nostro Paese che sosterrà, secondo le stime, 1.155 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno (Fte) all’anno.

La divisione cloud di Amazon ha anche realizzato uno studio (“Aws Economic Impact Study: Aws Investment in Italy”) che illustra l’impatto per l’Italia dei prossimi investimenti nella sua Regione Aws Europa in ambiti quali l’innovazione tecnologica, la creazione di posti di lavoro, le reti di fornitori locali, e il supporto della comunità.

“I nostri piani di investimento contribuiranno per circa 3,7 miliardi di euro al Pil italiano entro il 2029 grazie anche alla nostra Regione Aws di Milano“, sottolinea Carlo Giorgi, managing director di Amazon web services Italy. “L’Italia è un Paese innovativo e stiamo assistendo a un numero sempre maggiore di organizzazioni che scelgono Aws Cloud per eseguire i propri carichi di lavoro mission-critical e ottenere risparmi sui costi, accelerare l’innovazione e il time-to-market. La Region Aws consente a un numero ancora maggiore di sviluppatori, startup e imprese, nonché a organizzazioni governative, educative e no profit di eseguire le proprie applicazioni e servire gli utenti finali da data center situati in Italia. La tecnologia cloud è al centro del programma di trasformazione digitale del governo italiano, che ha l’obiettivo di reinventare i servizi messi a disposizione dei cittadini”.

Israele sempre più attrattiva

Gli investimenti di Aws nella nuova cloud region Israele arrivano a poca distanza da quelli di Intel per la produzione locale dei chip: il gigante statunitense dei semiconduttori spenderà 25 miliardi di dollari per un nuovo impianto nella città meridionale di Kiryat Gat.

Il nuovo stabilimento di Intel, come annunciato dal governo di Tel Aviv, aprirà entro il 2027 e sarà operativo almeno fino al 2035. Non si tratta del primo investimento del genere: l’azienda americana è presente nel paese mediorientale da quasi cinquant’anni ed è il più grande datore di lavoro ed esportatore privato. Ma, come ha osservato il primo ministro Benjamin Netanyahu, 90 miliardi di shekel, ovvero 25 miliardi di dollari, sono “il più grande investimento di sempre da parte di una società internazionale in Israele”.

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