LA GARA

Cloud e Psn: la cordata Tim-Leonardo-Sogei-Cdp rilancia su Fastweb-Aruba

Il quartetto esercita il diritto di prelazione e si impegna ad adempiere agli obblighi contrattuali alle medesime condizioni offerte dai competitor aggiudicatari in via provvisoria. Colao: “Vantaggio economico e competitivo”

07 Lug 2022

Mila Fiordalisi

Direttore

multicloud

La cordata Tim-Leonardo-Sogei-Cdp non si è fa scappare l’”affaire” del cloud per la PA e con rilancia sull’offerta di Fastweb e Aruba da 2,8 miliardi esercitando il diritto di prelazione sulla gara per il Polo Strategico Nazionale. Il progetto del quartetto era stato già giudicato “vincitore” nella prima fase, quella della valutazione e la cordata aveva tentato di aggiudicarsi la gara nei giorni scorsi con uno sconto che però non era riuscito ad eguagliare quello proposto dai concorrenti Fastweb e Aruba. Necessario anche un aggiustamento di tipo tecnico e soprattutto sul fronte della governance.

La compagine composta da Tim, Leonardo, Cassa Depositi e Prestiti (attraverso la controllata Cdp Equity) e Sogei, in qualità di soggetto promotore ha esercitato, nel rispetto della normativa applicabile e della documentazione di gara, il diritto di prelazione nell’ambito della gara europea per l’affidamento, mediante un contratto di partenariato pubblico-privato, della realizzazione e gestione del Polo Strategico Nazionale indetta a gennaio 2022 da Difesa Servizi in qualità di Centrale di Committenza del Dipartimento per la Trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, si legge in una nota. La cordata si impegna dunque ad “adempiere, così come comunicato all’Amministrazione, alle obbligazioni contrattuali alle medesime condizioni offerte dall’attuale aggiudicatario provvisorio“.

L’offerta di Fastweb e Aruba

Fastweb e Aruba hanno presentato un’offerta giudicata idonea sul fronte tecnico e decisamente più competitiva su quello economico: la gara è stata aggiudicata nei giorni scorsi a 2,8 miliardi, pari a uno sconto medio del 39,19% sui listini posti a base di gara. Non era bastato lo sconto – pur proposto dai competitor e pari al 23,36% – a garantire la vittoria alla cordata promotrice al primo colpo. Ma, soprattutto, nel progetto Fastweb-Aruba è stata messa nero su bianco la possibilità per lo Stato di entrare in qualsiasi momento nella newco attraverso un aumento di capitale. Dunque il quartetto Tim-Leonardo-Sogei-Cdp dovrà adempiere anche su questo fronte.

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Colao: “Vantaggio economico e competitivo”

“La conclusione della definizione della infrastruttura del Cloud nazionale ha portato vantaggi importanti – ha detto il ministro per l’Innovazione e la transizione digitale, Vittorio Colao, intervenuto all’Innovation day di Acea – Si è concluso il processo di definizione della grande infrastruttura del Cloud nazionale con due vantaggi importanti: una significativa riduzione di costo ma anche l’aggregazione di un consorzio che col tempo può diventare competitivo su scala nazionale”

Piccoli data center, sul piede di guerra il Consorzio Italia Cloud

Per restare sul tema, il Consorzio Italia Cloud in una nota non le ha mandate a dire al Ministro della Transizione Digitale Vittorio Colao, intervenuto sul tema delle architetture cloud.“Molto spesso ci sono data center piccolissimi, che non sono sicuri, che non sono moderni, che non sono efficienti e non sono sostenibili e quindi – diciamolo – non avrebbero motivo di esistere”, ha detto nei giorni scorsi il ministro.

Il presidente del Consorzio Italia Cloud Michele Zunino non ci sta: “Conosciamo la passione del Ministro Colao per i grandi operatori globali come Google e Microsoft, ma non può più far finta che in Italia non esistano altri cloud provider innovativi e capaci di intercettare la richiesta delle PA e delle imprese sul territorio, anche meglio dei grandi hyperscaler. C’è un mercato intero che sta andando nella direzione opposta. Le in-house regionali ad esempio, con il loro patrimonio di strutture e di personale qualificato. La stessa gara per il cosiddetto cloud di Stato poteva avere esternalità positive anche per le pmi italiane del settore. Ma così non è stato ed il mondo della PA locale si sta attivando diversamente da quel progetto, quindi è molto probabile che ci saranno degli scenari di mercato legati alla richiesta della PA locale che saranno diversi dal Polo Strategico Nazionale”.

Secondo Zunino “la dimensione del datacenter è un parametro irrilevante in merito alla sicurezza e all’efficienza. In epoca di edge computing, si cerca di avvicinare il dato all’utente e tutti stanno pensando a soluzioni smart più piccole proprio per garantire una crescita di aziende locali e di competenze nazionali. Al contrario la “localizzazione” del dato è un tema giuridico che non è suscettibile di interpretazioni. Il Ministro non può dire che è irrilevante sapere se il dato è ospitato nei data center di Google o di Microsoft: vuol dire cancellare di colpo il Gdpr e tutto il pacchetto di regolamenti in arrivo dall’Europa”.

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