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IL REPORT

Cloud, I-com: “Risparmi record per la PA e forte aumento della produttività per le aziende”

È quanto emerge dallo studio “Digital Impact” presentato al Mise. Incremento di valore aggiunto di produttività di 47mila euro per dipendente e 900 milioni di risparmio per gli enti comunali se solo si incrementassero gli “utenti” del 10%. Nord batte Sud. Ict, energia e commercio i settori al top

28 Mar 2019

Mila Fiordalisi

Direttore

Se il 10% in più di imprese investisse sul cloud si potrebbe ottenere un incremento di valore aggiunto della produttività fino a 47mila euro per dipendente. E se il 10% in più delle Pubbliche amministrazioni adottasse la “nuvola” il risparmio potenziale per i soli enti comunali ammonterebbe a circa 900 milioni di euro. Queste le stime messe nero su bianco nello studio I-Com “Digital Impact – Gli effetti della trasformazione digitale sulle imprese e sulla PA italiane” presentato al Mise.

Lo studio, di cui Corcom ha potuto prendere visione assegna al cloud il ruolo di deus ex machina della trasformazione digitale delle imprese, in particolare quelle di piccola e media dimensione – che ancora tanta strada hanno da fare sul fronte della digitalizzazione – ed anche e soprattutto della PA.

Cloud, i vantaggi per le imprese

Dal miglioramento dei processi all’automazione di numerose mansioni, dall’aumento della qualità di gestione alla riduzione dei costi fissi per le infrastrutture Ict: questi i principali vantaggi derivanti dall’adozione del cloud. “Per tali ragioni – si legge nello studio –  il suo utilizzo comporta particolari benefici per le startup e le imprese di dimensioni contenute, che in questo modo possono accedere a capacità e servizi del livello più avanzato senza doversi sobbarcare gli ingenti costi che la realizzazione di tali complesse infrastrutture e servizi comporterebbero”. Da un’analisi più dettagliata su un campione di circa 19.000 imprese italiane emerge come circa il 30% impieghi soluzioni di cloud computing – in particolare di cloud pubblico (18%).

I trend già mostrano un sensibile aumento dell’acquisto di servizi di livello alto (applicazioni software di finanza e contabilità, Crm, potenza di calcolo): nel biennio 2016-2018 la crescita è stata del 47% coinvolgendo l’11% delle imprese italiane sopra i 10 dipendenti. Le dimensioni aziendali, in particolare relative al numero di addetti – evidenzia lo studio I-com – risultano attualmente un fattore determinante nell’adozione del cloud. Distinguendo per dimensione d’impresa, solo il 23% delle aziende di piccole dimensioni impiega soluzioni cloud, mentre maggiore è la diffusione tra medie e grandi imprese, dove l’adozione è rispettivamente del 34% e 51%.

L’impatto del cloud sui ricavi delle imprese

Le imprese che fanno uso del cloud hanno una probabilità superiore del 27% di conseguire ricavi maggiori, con un impatto stimato superiore per le grandi imprese (+56%) rispetto alle PMI, nell’ambito delle quali l’adozione del cloud sembra avere un ruolo più importante tra le piccole imprese piuttosto che tra le medie (22% vs 15%). Inoltre, mentre la probabilità di ricavi superiori per le (piccole) imprese che utilizzano soluzioni di cloud privato è del 19% in più rispetto a chi non impiega soluzioni cloud, per chi ricorre al cloud pubblico la probabilità di realizzare ricavi maggiori è più alta di circa il 24%.

Ict, energia e commercio i settori più cloud-advanced

Ict, energia e commercio i settori che maggiormente si sono votati al cloud mentre restano sotto la media nazionale manifattura, costruzioni e trasporti. Se nel settore energetico (16,7% pubblico vs. 16,1% privato), nella manifattura (12,6 vs. 11,9%) e nei trasporti (8,2% vs. 8%) si riscontra un sostanziale equilibrio nell’utilizzo, con una leggera preferenza per il cloud pubblico, nel settore dei servizi postali tale rapporto risulta addirittura di 10 a 1, con il 30% delle imprese che adottano public cloud e il 3% che utilizzano soluzioni di cloud privato.

Cloud, Nord batte Sud

Rispetto all’utilizzo del cloud da parte delle imprese, scomponendolo per regione, si osserva una netta prevalenza nel Nord Italia, con punte che superano il 27% in Lombardia ed Emilia-Romagna fino a raggiungere il 30% in Friuli Venezia Giulia. Le regioni che presentano la diffusione minore si trovano prevalentemente al Sud (Sicilia al 10%, Molise all’11% e Calabria al 13%) anche se la performance è bassa anche per la Valle d’Aosta (14% di adozione) e la Liguria (13%).

Cloud, i vantaggi per la PA

Maggiore efficienza, abbattimento delle distanze tra PA e utenti, più facile accesso ai servizi: questi secondo I-com i maggiori benefici derivanti dall’uso del cloud da parte della PA. L’approccio in direzione del cloud journey genera molteplici vantaggi, si legge nello studio: maggiore sicurezza del cloud rispetto a quella garantita dalle infrastrutture on-premise; abbattimento dei costi complessivi di implementazione delle infrastrutture IT; superamento degli impegni relativi a manutenzione e aggiornamento dei data center e delle tecnologie ad essi associate; e la possibilità di avere accesso ad infrastrutture IT completamente elastiche e flessibili, tarate sui bisogni dell’azienda o dell’organizzazione nel momento in cui queste ne hanno bisogno, senza necessità di prevedere con anticipo le infrastrutture necessarie.

Una maggiore adozione del cloud potrebbe costituire un importante fattore di innovazione facendo da “abilitatore” dei servizi avanzati quali applicazioni intelligenti (AI), che utilizzano grandi quantitativi di dati (Big data), ed in grado in interagire con l’ambiente circostante (IoT), sia per la possibilità di contenere sensibilmente i costi.

Cloud, i risparmi per la PA

Per la PA viene stimato nello studio un risparmio di almeno 900 milioni di euro solo per gli enti comunali, in gran parte dovuta ad una maggiore efficienza (circa 728 milioni di euro) e per la restante parte grazie ad un contenimento della spesa in prodotti energetici (177 milioni di euro). Ulteriori risparmi per 275 milioni di euro vengono stimati per gli enti regionali: 263 in maggiore efficienza ed i restanti 12 milioni di euro in minori costi energetici. A ciò andrebbero ad aggiungersi gli ulteriori risparmi indiretti derivanti dall’aumentata diffusione dell’e-government e dell’e-procurement, che, in quest’ultimo caso, riducendo il prezzo medio sostenuto per l’acquisto di beni e servizi, apporterebbero un ulteriore contenimento della spesa pubblica.

Il marketplace della PA: dal 1° aprile le nuove regole

A partire dal 1° aprile 2019 le PA potranno acquisire esclusivamente infrastrutture e servizi IaaS, PaaS e SaaS qualificati dall’Agenzia e pubblicati sul Marketplace Cloud della PA7. I servizi cloud offerti da operatori privati verranno offerti tramite il Cloud Marketplace, una piattaforma dedicata che le PA potranno utilizzare per consultarli e confrontarli. Amazon Web Services, Ibm, Microsoft e Oracle fra gli operatori privati ammessi nelle prime posizioni per presenza e numero di servizi offerti. Riguardo ad Amazon Web Services, la società ha recentemente annunciato l’apertura nel 2020, nell’area di Milano, di una Region con 3 Availability Zones.

Le raccomandazioni I-Com per spingere la digital transformation

Lo studio I-Com mette nero su bianco anche una serie di Raccomandazioni per spingere la digital tranformation nelle aziende e nella PA italiana.  Al primo punto il potenziamento della capillarità della rete ultra broadband e in particolare l’accelerazione delle procedure di rilascio dei bandi per le aree grigie, dove si concentrano in particolare le aree industriali del Paese. Gli analisti auspicano inoltre l’adozione di un’adeguata policy di supporto alla diffusione delle tecnologie digitali ed in particolare del cloud quale piattaforma abilitante per le imprese . Si suggerisce in particolare di incentivare l’adozione del cloud da parte delle imprese attraverso adeguate policy di supporto e defiscalizzazione soprattutto per le Pmi. Le agevolazioni – suggerisce I-com – dovrebbero favorire prioritariamente servizi offerti in modalità “public cloud”. “In tal senso, un primo importante passo consiste nella previsione contenuta nella legge di bilancio 2019 di includere il cloud tra le tecnologie che possono essere adottate utilizzando gli incentivi contenuti nel piano Impresa 4.0”. Riguardo alla diffusione del cloud nella PA, I-com punta sull’implementazione di misure adeguate. E determinanti saranno le attività di formazione e il rafforzamento delle digital skills dei dipendenti pubblici, affiancate però da misure che consentano una semplificazione delle procedure di acquisto di servizi “public cloud” da parte della PA, conclude lo studio.

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