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RAPPORTO FORRESTER

Cloud, Microsoft “big” senza rivali: in vista il sorpasso di Amazon?

Secondo Forrester la compagnia guidata da Satya Nadella fattura con la nuvola 5 miliardi l’anno. Staccati Ibm, Oracle e Sap. Ma Amazon resta in pole

08 Ott 2015

Andrea Frollà

Sul mercato del cloud computing Microsoft batte a mani basse Ibm, Oracle e Sap. É quanto rileva la società di analisi e consulenza Forrester, che ha fotografato il mercato della nuvola dei big four che, nonostante l’agitazione del settore hi-tech, hanno mantenuto i primi posti fra le compagnie mondiali che producono software.

Nell’ultimo rapporto si evidenzia come Microsoft arrivi a contare 5 miliardi di ricavi annuali derivanti dal cloud, staccando gli altri tre competitori. Numeri però, sottolinea Forrester, ancora lontani dai 7,3 miliardi dell’autotreno Amazon Web Service, pioniere del mercato cloud. Ma l’intenzione di Satya Nadella, già operativo in Microsoft Azure, potrebbe portare ben presto il cloud al centro della strategia aziendale. L’amministratore delegato, che due giorni fa ha inaugurato la New Era del colosso americano, secondo Forrester potrà sfruttare un grande vantaggio: Microsoft è nel settore dal lontano 2010, mentre i 3 competitor principali stanno investendo seriamente solo ora nella creazione delle piattaforme. Senza dimenticare i rapporti consolidati con le aziende terze che producono strumenti e soluzioni per Microsoft Azure.

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Naturalmente i 3 avversari principali di Nadella non staranno a guardare e, sottolinea il rapporto della società americana, stanno già scaldando i motori: ad esempio, Ibm sta lavorando per portare nuovi sviluppatori al lavoro del suo cloud Bluemix. Oracle invece si appresta a mettere in atto un piano di potenziamento dei propri servizi cloud, che comunque fruttano già 4 miliardi di ricavi annuali. Cifra tutt’altro che bassa per una compagnia entrata relativamente tardi nel mercato, ma dovuta, secondo gli analisti di Forrester, alla “definizione liberale del cloud da parte di Oracle”. La stessa compagnia californiana dovrà però affilare gli artigli per difendersi da Amazon, che nella giornata di ieri si è detta pronta a convincere con i suoi Web Services i clienti insoddisfatti proprio dal cloud Oracle.