Clouditalia, Baroncelli: "M&A e servizi custom fit per scalare il mercato" - CorCom

Clouditalia, Baroncelli: “M&A e servizi custom fit per scalare il mercato”

La società lancia la soluzione Ultra Net e scommette sul secondo trimestre 2016. Il direttore Mercato & Operations a CorCom: “Caccia aperta a partnership e acquisizioni strategiche. Al Sud grande potenziale per la digital transformation”

06 Lug 2016

Andrea Frollà

Un nuovo servizio di connettività personalizzato, integrabile con un’opzione voce che permette la gestione unificata di tutti i servizi di telecomunicazioni. Si chiama Ultra Net ed è l’ultima soluzione lanciata sul mercato da Clouditalia, provider italiano di servizi di tlc e cloud computing che sceglie di strizzare l’occhio anche alle aziende medio-piccole. “Ultra Net rappresenta la nostra filosofia progettuale e personalizzata fatta prodotto – spiega a CorCom Francesco​ Baroncelli, direttore Mercato & Operations della società -. Mettiamo a disposizione di aziende più piccole rispetto a quelle che solitamente serviamo dei servizi che prima d’oggi non potevano permettersi”. L’azienda, che ha da poco annunciato il primo utile di bilancio ottenuto nell’esercizio 2015, punta a crescere anche tramite nuove partnership e acquisizioni, matenendo alto il livello di guardia sulle prospettive di mercato che si apriranno con il Piano Bul.

Partiamo da Ultra Net: cosa rende questa soluzione così innovativa?

È un servizio di connessione in fibra a velocità ultra-larga. La vera innovazione sta nella produzione e nel processo di arrivo sul mercato. Siamo specializzati nel portare servizi custom-fit alle aziende di medie e medio-grandi dimensioni e su questo abbiamo costruito buona parte del nostro successo. Ultra Net rappresenta la nostra filosofia progettuale e personalizzata fatta prodotto. Mettiamo a disposizione di aziende più piccole rispetto a quelle che solitamente serviamo dei servizi che prima d’oggi non potevano permettersi. Guardiamo con particolare riguardo a distretti industriali e altre aree dove, almeno nel breve periodo, non sarà disponibile la connessione in fibra ottica pura con grande facilità. Noi sulla digital transformation delle aziende, soprattutto sulle infrastrutture abilitanti, abbiamo basato la nostra strategia.

Il lancio di Ultra Net rappresenta un cambio di paradigma e un’apertura verso le aziende di dimensioni minori?

Siamo stati spinti sicuramente da una maggior richiesta da parte di aziende di medie e medio-piccole dimensioni di servizi generalmente appannaggio delle grandi società. Quattro anni fa abbiamo avviato un progetto di ristrutturazione molto impegnativo e nel 2015 abbiamo raggiunto l’utile. Oggi siamo in grado di ampliare la dimensione del nostro mercato, dei nostri servizi e delle strutture di assistenza e progettazione.

Perché per le aziende oggi è fondamentale avere interlocutori unici per servizi diversi?

Dal nostro punto di vista, c’è un fattore trainante ossia il cloud ibrido. Le aziende non sono più interamente concentrate su infrastrutture interne, ma tendono a spostare buona parte dei cariche di lavoro informatici all’esterno. Non esiste un modello puramente cloud o puramente interno, ma un grande modello ibrido che può cambiare nel tempo. Per sfruttare questi sistemi serve la certezza dello sfruttamento della connettività e la presenza di un solo soggetto che offre e gestisce più servizi, che possono essere ad esempio connettività e cloud, va in questa direzione. Diventa più semplice individuare le responsabilità e garantire assistenza efficace e veloce.

Ci sono aree geografiche che ritenete più strategiche di altre?

Abbiamo oltre 18mila chilometri tra fibra ottica e ponti radio con i quali copriamo l’Italia e arriviamo fino a Londra, Amsterdam e Kiev. Sicuramente ci sono territori più vivaci di altri. Alcuni sono delle conferme, ma altri costituiscono oggi delle vere e proprie sorprese. Napoli e in generale il Meridione ne sono esempi evidenti. Quando ci siamo affacciati con più convinzione commerciale al Sud abbiamo incontrato realtà da 200-300 dipendenti interamente digitali e poco conosciute, ma che lavorano per grandi colossi come Ibm, Fujitsu e altri grandi brand. Ci sono dei territori sottovalutati che invece possono dare grande soddisfazioni, specialmente se indirizzati con decisione verso l’innovazione.

Partnership, sinergie e acquisizioni: dove state indirizzando il vostro sguardo?

Le aree di partnership che potrebbero anche sfociare in acquisizioni sono quelle delle telecomunicazioni e del cloud computing. Sulle Tlc, continuiamo a cercare aziende alla nostra portata, magari eccellenti in specifiche zone, che ci aiutino a creare sinergie di scala e di scopo. Rispetto al cloud, andiamo più che altro a cercare aziende che possano estendere il nostro portafoglio di soluzioni. Mi riferisco ad alcune soluzioni software per entrare nel mercato del Saas, ma anche ad operazioni di rafforzamento di servizi che a partire dal cloud possono essere erogati, dalla sicurezza alla manutenzione delle infrastrutture. Il settore pubblico rappresenta un altro terreno da esplorare e siamo molto interessati a individuare alcune Regioni dove sviluppare rete locali sfruttando i bandi del Piano Bul, magari in tandem con altre realtà.