BANDA ULTRALARGA

Piano Bul, disco verde dalla Ue. Vestager: “Leva essenziale per mercato unico digitale”

Come anticipato da CorCom la Commissione dà il via libera al programma del governo sulle aree bianche: “E’ in linea con gli aiuti di Stato”. Il Dg Connect, Roberto Viola: “Giorno storico per l’Italia”

30 Giu 2016

F.Me

Il piano dell’Italia sulla banda ultralarga per le cosiddette aree a fallimento di mercato “è in linea con le normative dell’Unione europea” sugli aiuti di Stato. E’ quanto si legge in un comunicato della Commissione Ue, in cui si precisa che il piano messo a punto dal governo non è distorsivo della concorrenza. Via libera dunque, come anticipato nei giorni scorsi da CorCom, al progetto italiano. Il piano, secondo la commissaria Ue Margrethe Vestager, consentirà a cittadini e imprese di usare internet in maniera piu’ veloce e “aiuterà l’Italia a costruire le necessarie infrastrutture e contribuirà alla creazione di un mercato unico digitale nell’Union Europea”.

La strategia del governo italiano sulla banda ultralarga, continua la nota della Commissione, è “in linea con gli obiettivi del mercato unico digitale” e punta ad accrescere la copertura della banda larga ad alta velocità. Questo, “contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di estenderla all’85% della popolazione e a tutti gli edifici pubblici (in particolare a scuole e ospedali) con una connettività di almeno 100 Mbps.

Lo Stato italiano finanzierà completamente la nuova infrastruttura, che resterà di proprietà pubblica, mentre un concessionario sarà selezionato per la gestione della rete”. La Commissione, prosegue la nota di Bruxelles, ha valutato la misura ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato, in particolare sulle linee guida del 2013 per le reti a banda larga che hanno lo scopo di assicurare che il finanziamento pubblico non si sostituisca agli investimenti privati. Nel dettaglio Bruxelles ha rilevato che la strategia dell’Italia:

  • comporterà la spesa di denaro pubblico per aree poco servite senza escludere gli investimenti privati. Sarà previsto un sostegno solo per le aree in cui attualmente non esiste alcun accesso alle reti di nuova generazione, vale a dire le reti che possono garantire velocità superiori a 30 Mbps, o in cui non ne è prevista la realizzazione nei prossimi tre anni (le cosiddette “aree bianche”). Per individuare queste aree, l’Italia ha effettuato una mappatura dettagliata e una consultazione pubblica;

  • promuoverà l’utilizzo delle infrastrutture esistenti creando una base di dati con le informazioni pertinenti che non si limiterà alle infrastrutture della comunicazione e, incoraggiando gli offerenti a utilizzare le reti esistenti il più possibile, minimizzerà l’uso di fondi statali;

  • stimolerà la concorrenza tra operatori e al livello del mercato al dettaglio. L’obiettivo è garantire che la nuova infrastruttura sia aperta a tutti gli operatori interessati, a vantaggio della concorrenza e dei consumatori. L’Italia ha espresso il proprio accordo a creare punti di interconnessione neutrali invece che collegare semplicemente le nuove reti di accesso alle infrastrutture già esistenti degli operatori storici. In questo modo, tutti gli operatori dovrebbero poter raggiungere le nuove infrastrutture di accesso in condizioni di parità;

  • comporterà la concessione di aiuti di Stato mediante gare di appalto aperte conformi alla normativa italiana e dell’Unione in materia di appalti pubblici e rispettose del principio della neutralità tecnologica. In altre parole, l’aiuto non sarà assegnato ad una particolare tecnologia, ma le gare d’appalto stabiliranno i criteri qualitativi in considerazione delle caratteristiche del progetto.

16 LUGLIO ore 17.00
TELCO PER L'ITALIA: Next generation network, fra Intelligenza Artificiale e Machine Learning
Telco
Banda larga

Il progetto dell’Italia è accompagnato da un piano di valutazione da parte della Ue, il cui risultato sarà sottoposto alla Commissione da giugno del 2022.

Per il direttore generale della Dg Connect, Roberto Viola, “oggi è un giorno storico per la banda larga italiana, c’è il via libera della Commissione europea e quindi si può partire”. “Questo è di nuovo un attestato di stima al lavoro che ha fatto il governo italiano nel mettere in piedi un Piano che abbiamo giudicato solido”, aggiunge Viola, sottolineando che “a questo punto seguiremo con attenzione e supporteremo l’attuazione di questo Piano”.