Cynny Space, Marchi: "Cloud ecologico per sfidare Google e Amazon" - CorCom

Cynny Space, Marchi: “Cloud ecologico per sfidare Google e Amazon”

La società lancia una soluzione Object Storage a prezzi aggressivi. L’Ad Andrea Marchi a CorCom: “Progettazione Made in Italy, consumi ridotti e costi trasparenti: così una startup italiana farà tremare i big della nuvola”

27 Apr 2016

Andrea Frollà

Sfidare Amazon e Google sul mercato cloud. Quella di Cynny Space, controllata del Gruppo Cynny, è senza dubbio un’ardua sfida, ma la società fiorentina è convinta che l’unione di tecnologia ed ecologia alla base dei nuovi servizi di Cloud Object Storage, lanciati lo scorso 19 aprile, sia una carta vincente.

Progettazione 100% italiana (l’azienda ha disegnato il micro-server più piccolo al mondo, che consuma appena 1,7W a pieno carico) a cui, spiega in un’intervista a CorCom Andrea Marchi, amministratore delegato del nuovo provider B2B, si accompagna anche e soprattutto un prezzo competitivo. “Noi offriamo un servizio a 1 centesimo per gigabyte tutto incluso, senza obbligare il cliente a fare chissà quali stime”, sottolinea Marchi. Il manager non si nasconde: vuole fare dell’Europa il trampolino di lancio per portare Cynny Space fra i big globali del cloud.

Una società italiana che si butta sul mercato cloud per sfidare Amazon e Google. Con quale mix si vince questa ambiziosa sfida?Il micro-server progettato da Cynny Space

Tecnologia ed ecologia. La nostra tecnologia non è mai stata fatta prima d’ora e per questo dobbiamo ringraziare alcune menti visionarie che ci sono in Italia, come Stefano Bargagni che ha ideato le nostre soluzioni. L’ecologia è invece un trend che sta coinvolgendo moltissimi settori, non ultimo l’IT. Poi ovviamente c’è il prezzo che pur essendo il fattore meno nobile può fare la differenza. Offrire un prezzo di un quarto inferiore rispetto a quello dei grandi competitor americani per lo stesso servizio è indubbiamente un incentivo a provarci.

Tra i fattori che ha citato ce n’è uno più vincente degli altri?

Quello che apre le porte, anche se dipende dall’interlocutore, è il prezzo. Poi quando uno racconta anche i fattori ecologici e tecnologici si completa l’informazione, dando al cliente una sensazione positiva. Le grande aziende, ad esempio, sono molto interessate al lato energia, specialmente alle possibilità di risparmio e alla social responsability elevata.

Vi gettate in un mercato piuttosto saturo di possibilità e offerte. Dal punto di vista geografico c’è qualche area che intendete privilegiare?

Il mercato è saturo di offerte, ma è enorme. Parliamo di 10 miliardi in Europa e stime di crescita importanti. Ma spesso manca la trasparenza sui prezzi e se guardiamo all’offerta di Amazon per capire quanto si spende bisogna fare dei calcoli molto complicati. Noi offriamo un servizio a 1 centesimo per gigabyte tutto incluso, senza obbligare il cliente a fare chissà quali stime. Punteremo sull’Europa anche perché è un mercato ancora indietro rispetto a quello americano. Ma anche perché ci sono normative stringenti sulla privacy che garantiscono più sicurezza all’intero sistema.

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Punterete sui big o sulle Pmi?

Il nostro target di cliente, volendo fare un esempio, è il tipico system integrator che prende vari servizi da diversi provider e crea un pacchetto complessivo da rivendere. Che poi sia grande o piccolo è indifferente, siamo pronti a lavorare con aziende di entrambe le dimensioni.

Citava prima il tema della privacy. L’Europa si è mossa con un nuovo regolamento unico: questo ha cambiato qualcosa nella strategia di Cynny Space?

Crediamo che le regole comunitarie costituiscano un ulteriore incentivo a non utilizzare provider esterni. La presenza di direttive precise non è un limite, ma un valore aggiunto. Crediamo che questo ci aiuterà ad avere maggiore appeal sul mercato.

Come nasce la decisione di spingere sul fattore ecologico e farne un punto di forza della vostra offerta?

Circa due anni fa ero a Taiwan e ho notato che il nostro partner locale stava alimentando il prototipo con appena due spine. Controllando i consumi energetici abbiamo scoperto di consumare a pieno carico meno rispetto ai nostri competitor. Dopodiché i clienti ci hanno dato un feedback positivo su questa tematica, che ci ha spinto a mettere in evidenza questo fattore competitivo.

Dal punto di vista di mercato, vi siete posti degli obiettivi a breve termine?

Stiamo lanciando una soluzione che non c’era prima. Per ora meglio non buttarsi in previsioni avventate. Ma siamo pronti.

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