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Dell Technologies, Alessandro Colonna: “L’interoperabilità è la chiave di accesso a 5G e multicloud”

L’Enterprise Sales Director della filiale italiana: “Le infrastrutture del futuro dovranno sviluppare la capacità di spostare i workload in maniera dinamica, a seconda delle caratteristiche dei dati e delle applicazioni. Il nuovo modello di sviluppo dei prodotti? Congiunto, basato su partnership con tutti gli attori della filiera”

14 Dic 2021

Domenico Aliperto

A chi sostiene che Dell Technologies possa col tempo essere svantaggiata dalla crescita esponenziale del cloud, Alessandro Colonna, Enterprise Sales Director del gruppo in Italia, risponde che invece sarà proprio l’affermazione della logica del multicloud a premiare la strategia che l’azienda sta seguendo.

La missione di Dell nell’era del multicloud

“Nell’ultimo trimestre Dell ha ottenuto risultati brillanti, con il 21% dei ricavi trainati dalle vendite di Pc e con ottime performance sul fronte dei data center e dello storage, e questo potrebbe far pensare che in futuro le cose possano peggiorare per noi, in quanto gli hyperscaler costruiscono le proprie infrastrutture in autonomia. Ma non è così: il cloud non è luogo bensì un modello operativo. L’as-as-service permette alle aziende di scaricare gli oneri di gestione delle macchine, di disporre in modo dinamico delle risorse computazionali, di pagare per quello che si utilizza effettivamente e, grazie al multicloud, di assegnare a ogni workload la giusta collazione. E l’on premise è e sarà una di queste”, ha spiegato Colonna intervenendo alla tavola rotonda “Parola d’ordine: ecosistema”, che si è tenuta durante l’edizione 2021 di Telco per l’Italia.

Entrando più nel dettaglio dell’approccio che Dell ha sviluppato rispetto al tema del multicloud, Colonna ha descritto un ambiente virtuale collegato con più cloud e in grado per questo di spostare agilmente i workload in uscita e in entrata a seconda delle caratteristiche dei dati e delle applicazioni in uso. “Tutto ruota naturalmente intorno all’interoperabilità dei sistemi, che scaturisce dal lavoro con i partner: per rispondere alle specifiche esigenze di ciascuna organizzazione, non c’è una soluzione unica, bisogna ricorrere ad ambienti integrati dove in maniera dinamica si possano indirizzare i carichi di lavoro in funzione dell’economicità, degli strumenti di gestione e delle capacità di ogni offerta cloud. Gli operatori come noi possono dare un contributo fondamentale nella costruzione di infrastrutture che rimangono on premise ma che assumono caratteristiche operative del cloud”.

Il valore delle partnership per l’interoperabilità

A luglio, d’altra parte, Dell ha stretto una collaborazione con Vodafone per la realizzazione della prima rete Open Ran in Europa. Vodafone è fra i firmatari – con Tim, Deutsche Telekom, Orange, Telefónica – di un paper sottoposto al vaglio della Commissione in cui si evidenzia la necessità di una roadmap a livello continentale e si promuovono per l’appunto le iniziative di partnership.

“L’esperienza con Vodafone rappresenta un impegno che si concretizzerà nella realizzazione dei primi 2500 siti, e in parallelo stiamo svolgendo un lavoro analogo con Tim per le sperimentazioni a Matera, Faenza e Saluzzo. In questo caso sono addirittura cinque i partner in gioco, perché nessuno, da solo, ha chiave del regno. Oggi più che mai, la tecnologia Open Ran è un esempio importante di sinergia in un’area fondamentale per lo sviluppo delle reti”, ha aggiunto Colonna, che ha chiuso il suo intervento parlando dell’Open Telecom Ecosystem Lab, una struttura di 1200 metri quadrati che Dell ha aperto in Texas. “Un luogo dove i vari attori della filiera – vendor, system integrator, network provider e telco – possono ritrovarsi (fisicamente o in modalità virtuale) per testare l’interoperabilità delle proprie soluzioni e arrivare sul campo con prodotti già stabili da questo punto di vista. Il laboratorio ha anche la missione di sviluppare soluzioni congiunte con altri player di un ecosistema sempre più allargato. L’ambizione in questo senso è quella di disegnare una roadmap per la co-creazione di nuovi soluzioni e use case nell’ambito del 5G. Credo sia l’esempio perfetto di come ci si debba muovere oggi per fare innovazione”.

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