RAPPORTO FROST&SULLIVAN

L’Ict europeo batte il Pil: più 3% per 5 anni

Rapporto Frost&Sullivan: la spesa nel settore crescerà di un punto percentuale in più rispetto al +2,2% stimato dall’Ocse per il prodotto interno lordo dell’Unione. Energia, utility, sanità, trasporti e manifattura i driver della crescita

03 Nov 2015

Andrea Frollà

Gli investimenti nelle tecnologie Ict cresceranno più di quanto farà il Pil europeo secondo le stime dell’Ocse. La previsione arriva dall’ultima ricerca della società di consulenza californiana Frost & Sullivan: la spesa in questione tra 2014 e 2019 correrà ad un ritmo medio annuale del 3,3% contro il 2,2% stimato dall’organizzazione per il prodotto interno lordo dell’Ue nel triennio 2014-2016.

La spinta alla digitalizzazione e i passi in avanti verso la creazione di una società sempre più connessa, rileva il rapporto ICT Opportunities Across European Vertical Markets, saranno trainati da cinque settori in particolare: energia, utility, sanità, trasporti e industria manifatturiera.

Nello specifico, il settore dell’energia e delle utilities sarà sempre più interessato alle tecnologie Ict per dar vita a progetti come gli aggiornamenti delle sottostazioni elettriche, da affiancare agli investimenti nelle reti intelligenti. Le compagnie di questo settore stanno infatti seguendo con attenzione le nuove frontiere dell’Internet of Things, le cui soluzioni di operatività, cloud e big data potrebbero consentire una migliore gestione della domanda.

Anche il comparto della sanità potrebbe ben presto modificare la propria spesa in vista dei maggiori investimenti Ict, in particolare nella realizzazione di servizi che sfruttino le tecnologie M2m, la mobilità, il cloud e i dispositivi indossabili.

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La sicurezza operativa e l’integrazione di sistemi spesso isolati fra loro sarà invece il driver principale negli investimenti del settore trasporti: l’interesse sarà tutto rivolto verso l’implementazione di reti di prossima generazione, i big data e le tecnologie di analisi dei dati e M2m/IoT.
Infine, anche il settore della manifattura e quello dell’automazione industriale sono pronti a tener d’occhio le soluzioni dei fornitori Ict, soprattutto per l’integrazione real time di sistemi operativi ed enterprise.

In generale, secondo il rapporto di Frost & Sullivan la sfida per gli operatori nella comunità Ict europee sarà affermarsi come partner credibili dei fornitori di fronte ai clienti in diversi settori: sarà fondamentale adottare metodologie agili per la gestione della propria organizzazione, del portafoglio tecnologico e delle attività di acquisizione dei clienti.

Se il settore Ict è dunque destinato ad avere una scossa, è fondamentale che gli operatori europei cerchino quanto prima di tenersi al passo con le strategie dei paesi attualmente leader, ossia Germania, Polonia e Regno Unito. Da qua alla fine dell’anno è inoltre attesa la nascita di nuovi soggetti interessati al mercato Ict e un forte aumento del consolidamento dei leader di mercato tradizionali: il futuro è nell’innovazione dei modelli di business e dell’applicazione di nuove tecnologie.