Retelit, Luca Cardone: “Per vincere la partita dell'innovazione serve gioco di squadra” - CorCom

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Retelit, Luca Cardone: “Per vincere la partita dell’innovazione serve gioco di squadra”

L’Head of Product Marketing & Sales Operations: “La nostra azienda ha cambiato pelle sviluppando competenze e partnership anche sul piano dei servizi IT. Sono questi gli elementi trainanti nei processi di migrazione verso le offerte as-a-service”

14 Dic 2021

Domenico Aliperto

Se nel settore residenziale ormai i servizi di connettività sono considerati una pura commodity, e questo genera un inevitabile calo dei prezzi, nel mondo del business i servizi di rete continuano a essere un elemento fondamentale per sostenere l’innovazione, per cui non è il prezzo l’elemento differenziante di un’offerta, bensì la capacità di fornire le soluzione migliori per abilitare la trasformazione digitale.

Ne è convinto Luca Cardone, Head of Product Marketing & Sales Operations di Retelit, secondo cui le aziende che non hanno sviluppato una buona strategia digitale “sono tendenzialmente destinate a fallire nel mercato globalizzato. Ma non basta: o si fa leva sull’intero ecosistema per fare innovazione attraverso il gioco di squadra o siamo tutti destinati a perdere la partita”. Cardone che è intervenuto alla tavola rotonda “Parola d’ordine: ecosistema”, organizzata nella cornice dell’edizione 2021 di Telco per l’Italia, ha rilanciato: “Senza Tlc non ci si può muovere verso il cloud, ma d’altra parte le tecnologie che ci permettono di creare reti intelligenti risiedono proprio sulla nuvola. È necessario far convergere questi due ambiti per aiutare le aziende ad affrontare concretamente la digital transformation”.

L’evoluzione di Retelit nel nuovo scenario

“Il nostro mantra negli ultimi anni è stato proprio questo”, ha aggiunto il manager. “Abbiamo sostenuto investimenti significativi per trasformarci da operatore tradizionale a service provider, integrando nuove expertise all’interno di un ecosistema che sta portando Retelit a fornire soluzioni che vanno oltre il versante delle Tlc, e che si avvicinano sempre più al mondo del cloud. Un ambito che va affrontato con la giusta preparazione, altrimenti il rischio di fallire è dietro l’angolo”.

Cardone ha rimarcato che i servizi It saranno un elemento trainante non solo per gestire reti e infrastrutture, ma anche per ottimizzare i processi di migrazione. “Oggi l’approccio lift and shift non è più sufficiente: non basta spostare le applicazioni da un ambiente all’altro per costruire un network efficiente, è indispensabile ridisegnare le architetture in modo intelligente, prevedendo anche la presenza di ambienti multicloud. Con l’attivazione delle cloud region italiane di Oracle, Microsoft e Google, è lecito aspettarsi che le aziende – ma anche le Pa – ricorreranno sempre più spesso a provider multipli. Se non vogliono farsi trovare impreparati, gli operatori Tlc dovranno inoltre superare il tema della connettività e sviluppare insieme ai partner competenze per affrontare altri campi tecnologici, a partire da IoT, Smart city e servizi evoluti basati su applicazioni cloud native, che oggi rappresentano solo il 10% del totale. Retelit ha già cominciato a prepararsi a questa trasformazione: in questo senso la recente acquisizione di Welol costituisce un primo importante passo nel mondo dell’integrazione dei public cloud”.

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