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LE DICHIARAZIONI

Suri (Nokia): “Saremo l’alternativa occidentale a Huawei”

L’azienda a caccia di nuovi clienti mette nel mirino i cloud player come Google e Facebook. Il Ceo anticipa l’espansione in nuovi rami di attività e garantisce: la fusione con Alcatel-Lucent sarà un successo

14 Ott 2015

Patrizia Licata

Diversificazione del business in nuove aree, superamento del legame esclusivo con gli operatori telecom: sono queste le priorità strategiche di Nokia dopo l’acquisizione di Alcatel-Lucent illustrate dal Ceo Rajeev Suri in un’intervista con l’Economic Times (ET). Suri non ha dubbi: la nuova società combinata sarà “l’alternativa occidentale a Huawei”.

Si tratta di una delle prime interviste rilasciate da Suri dopo l’annuncio della nuova struttura organizzativa che guiderà Nokia-Alu e in cui i top manager della finlandese fanno la parte del leone (10 su un totale di 13 membri del vertice aziendale vengono da Nokia). Tanti i temi toccati dal Ceo, dalle ambizioni in India, dove Nokia aprirà a dicembre un 5G IoT Lab, alle sfide del merger, che, si prevede, sarà completato nella prima metà del 2016.

Suri ha detto che Nokia è pronta a diversificare la sua attività in alcune nuove aree, come la pubblica sicurezza e l’offerta enterprise, anche con una visione a lungo termine che privilegerà, “selettivamente” per alcune attività, l’espansione all’immediato margine di guadagno. Altro obiettivo chiave è non limitarsi più a rifornire solo la comunità degli operatori telecom: ora il target sono anche i grandi player del cloud come Google e Facebook. Quanto al paragone con Huawei, il Ceo ha spiegato che il portafoglio dei prodotti di Nokia è più simile a quello della cinese che non a quello di Ericsson perché è “più end-to-end”.

“(Nokia e Huawei) hanno Ip, fisso, trasporto, mobile e anche applicazioni e attività di analytics”, ha detto Suri. “Ad Ericsson mancano alcune di queste attività: l’Ip, il fisso e anche una posizione credibile nel trasporto. Per questo dico che siamo l’alternativa occidentale a Huawei”.

I commenti di Suri ricordano quelli dell’ex Ceo di Alcatel-Lucent Michel Combes che l’anno scorso aveva paragonato il portfolio di Huawei a quello di Alu, anche in termini di “skill e funzionalità”, mentre, a suo parere, quelli di Cisco ed Ericsson non erano altrettanto completi.

Quanto all’integrazione tra Nokia e Alu, Suri ha assicurato che “il merger sarà un successo” e ribadito le ragioni della scelta di imporre una struttura manageriale fortemente dominata da Nokia: “Abbiamo sempre detto con chiarezza che il merger of equals non avrebbe funzionato”. Ovvero, non è una fusione tra uguali, ma è Nokia che ha comprato Alu. O come la mette Suri: “Ci vuole una governance chiara. Il chairman e il Ceo sono di Nokia e il team manageriale è stato scelto in base alle capacità”.

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