Zappi: “Né cloud né Borsa: il futuro di Colt è delle Tlc”

L’Ad per l’Italia: “Flessibilità, rapidità ed efficienza: con l’as-a-service conquisteremo il mercato”

14 Dic 2015

Andrea Frollà

Gli ultimi 6 mesi di Colt hanno delineato una nuova strategia di crescita del gruppo. Dopo l’addio al mercato del cloud, le cui soluzioni Managed Cloud sono state recentemente acquisite da Getronics, e l’uscita dalla Borsa di Londra, Colt è tornata a focalizzarsi con decisione sul settore delle telecomunicazioni, mostrando un’attenzione particolare per l’Italia dove la partita sulla banda ultralarga si appresta ad entrare nel vivo. L’obiettivo è sfruttare al massimo la rete proprietaria del gruppo, che conta 30mila km di distanza e circa 500 data center collegati in fibra ottica. “Abbiamo rimesso al centro del focus i pilastri del nostro business, spostando gli investimenti su ambiti che possono soddisfare noi, i nostri azionisti e i nostri clienti”, spiega a CorCom Mimmo Zappi, amministratore delegato di Colt Italia. Non a caso, la soluzione DCNet as-a-service, appena lanciata sul mercato si indirizza principalmente proprio alle telco.

State offrendo al mercato un nuovo servizio. Quali vantaggi offre agli operatori?

Noi stiamo traslando al mondo dei carrier e delle telco il paradigma dell’as-a-service, nato nell’ambito dell’It. Questa nuova soluzione permette di modellare la banda in modo flessibile e efficiente, sulla base delle esigenze effettive. Se un cliente deve aprire una grossa dorsale sui nostri data center lo può fare subito e tornare ad una configurazione minimale in qualsiasi momento, pagando solo l’effettivo consumo di banda. Quindi investimento zero, non comprano hardware o software e installano solo degli apparati sui centri da collegare.

Quali sono i primi feedback dai clienti?

Tre grossi player, uno del settore finanziario-assicurativo, uno del wholesale e uno dei service provider, ci hanno sottolineato la concretezza del progetto, che stiamo adattando alle esigenze del mercato con i primi test. I riscontri nel nostro paese sono positivi, apprezzano molto la vision tecnologica che c’è dietro.

Come si garantisce un’ottima gestione con la necessità di mantenere un alto livello di guardia sul supporto quotidiano?

Quando si tratta di modificare un’infrastruttura strategica bisogna dimostrare l’effettiva capacità di rispondere real-time alle esigenze di business. La rapidità è dunque fondamentale ed è una chiave dei servizi che abbiamo sviluppato.

Quali sono i vostri obiettivi sul mercato italiano?

Ci stiamo riposizionando in modo strategico, spingendo sul mercato telco che in Italia sta crescendo sull’ethernet e l’ip voice. Noi abbiamo registrato tassi di crescita sostanziale per entrambi i settori, che potrebbero arrivare a doppia cifra a fine anno. Stiamo anche monitorando con attenzione il piano della banda ultralarga.

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Proprio rispetto ai piani del governo, quali sono le vostre aspettative?

Il nostro contributo riguarda il futuro utilizzo massiccio che ne faremo, ma anche per noi è fondamentale avere la certezza di un quadro regolatorio definito e dell’innovazione tecnologica. Le regole del gioco e le condizioni di accesso devono essere uguali per tutti: all’estero gli operatori alternativi hanno delle chance di vittoria, anche quando usano infrastrutture di altri operatori, e questo dovrebbe avvenire anche per l’Italia.

Sei mesi fa Colt ha optato per l’uscita dal mercato cloud. Siete soddisfatti della scelta presa?

Abbiamo fatto profonde riflessioni. Rispetto ai servizi di Microsoft, Google, Amazon, Facebook e Apple abbiamo capito di non riuscire ad avere un servizio scalabile e quindi un ritorno adeguato degli investimenti. Quindi abbiamo deciso di spostare gli investimenti su ambiti che possano soddisfare noi, i nostri azionisti e i nostri clienti, annunciando l’addio al mercato del cloud nel rispetto dei contratti in essere fino al 2017 e rimettendo al centro del focus i pilastri del nostro business.

Nonostante i dubbi iniziali del mercato, oggi i fatti ci dimostrano di aver fatto la scelta giusta. Se oggi i big citati prima si siedono al tavolo con noi è perché non siamo più in competizione, ma possiamo essere un loro partner strategico e offrire loro bassa latenza, sicurezza e scalabilità.

Avete preso decisioni importanti anche rispetto alla quotazione in Borsa.

Siamo a indebitamento zero e per una società delle nostre dimensioni l’uscita è stata dettata dalla volontà di acquisire, bypassando gli obblighi delle società quotate, maggiore rapidità nel reagire al mercato, che dobbiamo essere in grado di anticipare. I risultati a distanza di 6 mesi sono incoraggianti, soprattutto rispetto a budget e primo semestre 2014. Per il nostro momento storico e per i nostri obiettivi era il momento giusto per garantirsi maggiore celerità d’azione.