Codice europeo delle Tlc e copyright, via libera dal Senato - CorCom

LE NUOVE REGOLE

Codice europeo delle Tlc e copyright, via libera dal Senato

Con 134 sì, 54 no e 31 astenuti, l’Aula di Palazzo Madama ha dato disco verde alla delega Ue che recepisce le direttive di Bruxelles. Ora la palla passa alla Camera

29 Ott 2020

Federica Meta

Giornalista

Ok del Senato alla direttiva Ue sul copyright e al codice delle comunicazioni elettroniche. L’aula di Palazzo Madama ha dato il via  libera Ddl di delegazione europea 2019: il disco verde è arrivato con 134 sì, 54 no e 31 astenuti.

Il provvedimento, che passa ora all’esame della Camera, dà attuazione a oltre 30 direttive e adegua l’ordinamento a 18 regolamenti in numerose materie. Tra le materie trattate, il codice europeo delle comunicazioni elettroniche in vista dello sviluppo delle nuove reti 5G, la tutela del diritto d’autore nel mercato digitale, l’agenzia per la cybersicurezza, le nuove misure sulle banche, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, l’energia elettrica e le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare. Ora la palla passa alla Camera che dovrà dare l’ok entro la fine dell’anno.

Il senatore Pd e relatore del provvedimento, Gianni Pittella, rileva che “l’esame del corpus di norme in Commissione ha consentito a tutti i senatori presenti di ascoltare le ragioni delle categorie sociali, produttive e professionali interessate del provvedimento. Il tema più sensibile, per interessi coinvolti, è stato quello del diritto d’autore”.

Abbiamo inteso certificare un grande passo in avanti nel rapporto tra le piattaforme digitali e gli autori di contenuti – spiega – prevedendo finalmente compensi per artisti, giornalisti e produttori di cultura, il cui lavoro sovente è aperto alla libera fruizione su piattaforme digitali senza corrispettivo“. Il senatore conclude con l’augurio che la Camera, “entro la fine dell’anno, possa completare il procedimento legislativo, rendendo l’Italia dopo la Francia il primo paese europeo ad avere norme moderne su tanti settori strategici”.

Codice europeo delle comunicazioni elettroniche

La direttiva relativa al Codice europeo delle comunicazioni elettroniche è stata approvata ed entrata in vigore a fine 2018 mentre gli Stati membri avevano due anni di tempo per recepirla.

Sono molteplici le novità introdotte: un tetto massimo per le chiamate all’interno della Ue, lo sviluppo del 5G, il sostegno agli investimenti nella banda larga ultraveloce.

Si prevede che gli Stati membri facilitino l’introduzione del 5G, mettendo a disposizione uno spettro adeguato entro il 2020 per raggiungere l’obiettivo della “Roadmap UE 5G“: una rete di quinta generazione mobile in almeno una delle principali città di ogni Paese dell’Ue entro due anni.

Tra i pilastri del Codice europeo per le comunicazioni elettroniche ci sono incentivi per gli investimenti in fibra per gli operatori wholesale only e facilitazioni per il co-investimento in reti. E ancora licenze d’uso ventennali per le frequenze. Arriveranno nuove regole per gli over the top ma è previsto anche un taglio dei costi delle chiamate internazionali all’interno della Ue: per la prima volta viene stabilito un tetto di 19 centesimi al minuto e di 6 centesimi per gli sms.

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La normativa, inoltre, protegge meglio gli utenti di smartphone, compresi gli utenti di servizi basati sul web (Skype, WhatsApp, ecc.) e rafforza i requisiti di sicurezza, inclusa la crittografia. Introduce il diritto di conservare il proprio numero di telefono fino a un mese dalla rescissione del contratto e il diritto al rimborso del credito prepagato non utilizzato al momento della risoluzione del contratto, nonché un indennizzo in caso di ritardo o abuso nel passaggio a un altro operatore.

In caso di grave emergenza o catastrofe, i cittadini colpiti potranno essere avvisati tramite sms o applicazioni mobili. Gli Stati membri avranno 3 anni e mezzo di tempo per mettere in funzione il sistema dopo l’entrata in vigore della direttiva.

Nel dettaglio, per il mercato telecom le nuove norme hanno l’intenzione di stimolare gli investimenti di rete continuando a tutelare la concorrenza e gli interessi degli utenti finali. Il Codice prevede nuove opportunità per i regolatori nazionali di accedere alle infrastrutture civili e ad elementi essenziali della rete; agevolazioni per il co-investimento nelle reti in fibra; periodi più lunghi di market review per le decisioni regolatorie ex ante (cinque anni anziché tre) per offrire maggiori certezze agli operatori. Al tempo stesso, sarà possibile regolare due operatori di rete dominanti sullo stesso mercato e la Commissione Ue si riserva il diritto di fissare la stessa tariffa di terminazione voce per tutta l’Ue.

Il Codice delle comunicazioni elettroniche fa parte del più ampio pacchetto sulla connettività, proposto dalla Commissione europea nel settembre 2016. L’iniziativa prevede di raggiungere entro il 2025 i seguenti obiettivi: connettività gigabit per i principali motori economici, come le scuole, le medie e grandi imprese e i principali prestatori di servizi pubblici; connettività potenziabile di almeno 100 Mb al secondo per tutte le famiglie europee; copertura 5G per tutte le aree urbane e tutti i principali assi di trasporto terrestre.

Sulla tutela dei consumatori, viene estesa agli Over the top parte della regolazione che oggi riguarda i servizi telecom. Il Codice delle comunicazion elettroniche individua infatti tre tipologie di servizi di comunicazione elettronica soggetti a regulation: servizi di accesso a Internet (in pratica gli Isp); servizi di comunicazione interpersonali (copre anche gli Ott); diffusione di segnali (come nei servizi Tv o M2M). Gli Ott dovranno fornire ai clienti informazioni sulla qualità del servizio offerto, proprio come una telco, e risarcimenti se il servizio erogato non corrisponde a quello garantito.

Il CCodice delle comunicazioni elettroniche come un elemento importante della Strategia per il mercato unico digitale (Digital single market): si tratta dell’unica iniziativa legislativa che riguarda questa nuova infrastruttura, necessaria per l’economia digitale e precondizione per la competitività futura dell’Ue.

Il risultato atteso del nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche è  la rapida e diffusa adozione delle reti di prossima generazione, come le reti Ftth (Fiber to the home) e le tecnologie per le comunicazioni mobili a larga banda (5G). Questa maggiore connettività potrebbe favorire anche la creazione di nuove imprese e nuovi modelli d’impresa ed essere pertanto un fattore propulsivo molto importante per la crescita. Secondo Bruxelles, se le misure proposte per la diffusione della rete 5G in tutta Europa fossero attuate entro il 2020-2025, i guadagni per l’Ue potrebbero ammontare a una somma stimata a 146,5 miliardi di euro all’anno. Queste misure potrebbero inoltre permettere di creare fino a 2,4 milioni di posti di lavoro.

La direttiva copyright

La direttiva copyright ha ricevuto il via libera del Consiglio Ue nella primavera del 2019. Anche in questo caso gli stati membri avevano 24 mesi di tempo per recepire le nuove regole nella legislazione nazionale.

La direttiva intende garantire che diritti e obblighi del diritto d’autore si applichino anche online. YouTube, Facebook e Google News sono alcuni dei nomi di gestori online che saranno più direttamente interessati da questa legislazione. Uno dei principali obiettivi è fare in modo che i giganti del web condividano i loro ricavi con artisti e giornalisti.

Le nuove norme dovrebbero rafforzare la possibilità per i titolari dei diritti (musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori e editori di notizie) di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme internet. Le piattaforme saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sui loro siti, compresi gli aggregatori di notizie. Alcune disposizioni sono state concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di liberta’ di espressione.

La condivisione di frammenti di articoli di attualità (i cosiddetti “snippet”) è espressamente esclusa dal campo di applicazione, tuttavia il testo specifica che il testo deve essere “molto breve”: il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature e parodie è stato protetto, garantendo che “meme” e “GIF” continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online. Nel testo viene specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale, come nel caso di Wikipedia, o su piattaforme software open source, come nel caso di GitHub, sara’ automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle consolidate. Le restrizioni del diritto d’autore inoltre non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica.

Attualmente, le aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari dei diritti, in quanto non sono considerate responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligate a rimuovere i contenuti che violano i diritti solo su richiesta del titolare. Tuttavia, ciò è oneroso per i titolari dei diritti e non garantisce loro un reddito equo. La responsabilità delle società online aumenterà le possibilità dei titolari dei diritti (in particolare musicisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori di notizie e giornalisti) di ottenere accordi di licenza equi, ricavando in tal modo una remunerazione più giusta per l’uso delle loro opere sfruttate in forma digitale.

Le novita introdotte:

  • I giganti del web devono condividere i ricavi con artisti e giornalisti. La direttiva mira ad aumentare le possibilità dei titolari dei diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori (creativi) e editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulla remunerazione derivata dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme Internet. Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.
  • Libertà di espressione. Numerose disposizioni sono specificamente concepite per garantire che Internet rimanga uno spazio di libertà di espressione. Poiché la condivisione di frammenti di articoli di attualità è espressamente esclusa dal campo di applicazione della direttiva, essa può continuare esattamente come prima. Tuttavia, la direttiva contiene anche delle disposizioni per evitare che gli aggregatori di notizie ne abusino. Lo “snippet” può quindi continuare ad apparire in un newsfeed di Google News, ad esempio, o quando un articolo è condiviso su Facebook, a condizione che sia “molto breve”. Il caricamento di opere protette per citazioni, critiche, recensioni, caricature, parodie o pastiche è stato protetto ancor più di prima, garantendo che meme e GIF continuino ad essere disponibili e condivisibili sulle piattaforme online.
  • A chi non si applica la direttiva. Nel testo viene inoltre specificato che il caricamento di opere su enciclopedie online in modo non commerciale come Wikipedia, o su piattaforme software open source come GitHub, sarà automaticamente escluso dal campo di applicazione della direttiva. Le piattaforme di nuova costituzione (start-up) saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto a quelle più consolidate.
  • Diritti di negoziazione. Autori, artisti, interpreti o esecutori potranno chiedere alle piattaforme una remunerazione aggiuntiva per lo sfruttamento dei loro diritti qualora la remunerazione originariamente concordata fosse sproporzionatamente bassa rispetto ai benefici che ne derivano per i distributori.
  • Ricerca e beni culturali. L’accordo mira a facilitare l’utilizzo di materiale protetto da diritti d’autore per la ricerca che si basa sull’estrazione di testi e dati, eliminando così un importante svantaggio competitivo che i ricercatori europei si trovano attualmente ad affrontare. Viene inoltre stabilito che le restrizioni del diritto d’autore non si applicheranno ai contenuti utilizzati per l’insegnamento e la ricerca scientifica. Infine, la direttiva consentirà l’utilizzo gratuito di materiale protetto da copyright per preservare il patrimonio culturale. Le opere fuori commercio possono essere utilizzate quando non esiste un’organizzazione di gestione collettiva che possa rilasciare una licenza.

Le reazioni

“Accolgo con grande soddisfazione questo ulteriore passo verso una straordinaria vittoria di civiltà e giustizia per tutti gli autori italiani – commenta il presidente della Siae Giulio Rapetti Mogol dopo il via libera di Palazzo Madama – Ringrazio i senatori per la loro attenzione e sensibilità nei confronti del mondo della cultura, che sta attraversando un momento di enorme difficoltà a causa dalla situazione determinata dalla pandemia. Il mio grazie va in particolare al Senatore Gianni Pittella, Relatore del testo, per la sua dedizione al tema e al Senatore Maurizio Gasparri, che in Aula ha ribadito con fermezza l’urgenza di proteggere il lavoro dei creativi contro il saccheggio senza freni perpetrato, anche in questi mesi tremendi, dai giganti del web. Mi auguro che anche alla Camera dei Deputati l’approvazione del disegno di legge proceda in tempi rapidi, in modo da poter avere in poco tempo la legge definitiva. Il recepimento della Direttiva è l’unico modo per garantire una giusta redistribuzione della ricchezza non solo ai grandi nomi della cultura e dello spettacolo, ma soprattutto ai tanti artisti meno conosciuti che possono sopravvivere solo grazie al diritto d’autore”.

Per Maurizio Gasparri, senatore di FI, la direttiva copyright è una “norma contro chi rapina contenuti editoriali e giornalistici, musica, cinema, contenuti di ogni genere. Noi assistiamo allo strapotere di alcuni giganti della rete. Giustamente l’antitrust italiano ha assunto iniziative contro Google e la commissione europea chiede a Google di pagare 14 miliardi di euro per una giusta sanzione. Amazon, Facebook ed altri non pagano tasse e usano spesso contenuti che andrebbero adeguatamente compensati. La creatività non può accompagnarsi al libero prelievo delle opere dell’ingegno”.

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“La direttiva sul diritto d’autore tutela anche tanti piccolissimi autori che hanno bisogno di salvaguardia – prosegue – Tutela tutti quelli che lavorano nel mondo dello spettacolo e della creatività’. Dagli agenti che riscuotono i diritti d’autore a coloro che svolgono ogni tipo di collaborazione. Ma anche le aziende editoriali della stampa e della televisione vanno salvaguardate. La norma a tutela del diritto d’autore è una norma di civiltà”.

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