IL REPORT

Computer vision, è boom: nel 2030 mercato a quasi 33 miliardi

Il settore dei dati visivi alimentati da sistemi di intelligenza artificiale aumenterà con un tasso di crescita annuale dell’11%. Ma la supply chain è a rischio a causa delle tensioni Usa-Cina. La fotografia scattata da GlobalData

24 Ott 2022

F. Me

Intelligenza artificiale

Il mercato globale della computer vision (CV) raggiungerà il valore di 32,8 miliardi di dollari nel 2030, in crescita dell’11% anno su anno rispetto agli attuali 12,5 miliardi di dollari. È quanto emerge dall’ultimo report di GlobalData che analizza l’esplosione del volume dei dati visivi, trainata da una sempre maggiore sofisticazione  delle reti neurali artificiali e alla disponibilità di chip creati appositamente per i processi di intelligenza artificiale (AI).

”La prossima frontiera per i CV è rappresentata dai veicoli autonomi e dai robot mobili autonomi (Amr), in quanto il livello di intelligenza di base richiesto è notevolmente superiore a quello necessario per riconoscere i volti o leggere i codici a barre – spiega Josep Bori, direttore di ricerca di GlobalData Thematics Intelligence – È necessaria una rappresentazione interna tridimensionale del mondo, una consapevolezza spaziale e capacità di pianificazione e ragionamento. I veicoli completamente autonomi non sono previsti prima del 2035, soprattutto a causa di queste sfide CV. Ma la concorrenza in questi campi si intensificherà nei prossimi anni”.

Le sfide etiche e normative

L’utilizzo dei CV nel riconoscimento facciale aumenterà le divergenze sugli standard e sugli approcci normativi, per motivi etici e politici. Questo stato di cose determinerà, secondo GlobalData, a un disaccoppiamento della catena di fornitura nel segmento dei CV, come è già in corso nei semiconduttori.

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Anche i CV infatti stanno alimentando l’escalation delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, in quanto si basano su chip di intelligenza artificiale: la disputa commerciale in corso tra i due Pasi, che ha portato Washington a vietare l’export di tecnologie verso Pechino sconvolgerà il panorama competitivo del settore della computer vision.

“A meno che la Cina non riesca a risolvere il problema dell’accesso alla tecnologia di litografia a ultravioletti estremi (Euv), indirettamente impedita dalle sanzioni statunitensi, e non sarà in grado di produrre chip più potenti e miniaturizzati (cioè su nodi a 5 e 3 nanometri), si troverà in difficoltà nel settore dell’AI nei data center e nei campi correlati, come quello dei CV”.

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