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Coronavirus, con l’app Immuni identificati 4 focolai. A quota 5 milioni i download

Solo il 13% della popolazione ha scaricato l’applicazione nonostante cominci a dare i primi frutti nell’ambito delle segnalazioni relative ai contagi. Va avanti la campagna di sensibilizzazione anche e soprattutto in vista della riapertura delle scuole

Pubblicato il 25 Ago 2020

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 L’app Immuni ha bloccato quattro focolai, ma i download sono ancora bassi: solo il 13% della popolazione italiana l’ha installata sul proprio smartphone, cioè poco più di 5 milioni di persone. La diffusione dell’app è rallentata dopo un’iniziale crescita: i download erano 2 milioni nella prima settimana. Dalla metà di luglio, secondo i dati ufficiali, sono state inviate 809 notifiche di contatto con una persona contagiata.

L’interesse attorno a Immuni è tornato a crescere nelle ultime settimane, poiché i casi di nuovi contagi sono di nuovo in aumento. L’applicazione, disponibile per Android e iOS, è “uno strumento di prevenzione, non di ‘reazione’: quindi è fondamentale che tutti gli italiani la scarichino prima possibile, per salvare vite ed evitare nuovi lockdown” ha sottolineato il professor Stefano Denicolai, docente di Innovation and Management all’Università di Pavia e membro della task force istituita dal ministro dell’Innovazione tecnologica e della digitalizzazione Paola Pisano.

Dal 1° giugno, 105 utenti positivi hanno usato l’applicazione Immuni per comunicare di essere stati contagiati. L’applicazione non trattiene né invia i dati personali degli utenti (come nome e cognome o il numero di telefono): sfrutta la tecnologia Bluetooth Low Energy e non usa i dati di geolocalizzazione; anzi, è stata anche approvata dal Garante per la protezione dei dati personali a dimostrazione dell’attenzione alla privacy che è stata posta dall’italiana Bending Spoons durante lo sviluppo.

Secondo il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, usare Immuni sarebbe doveroso anche per gestire al meglio il ritorno a scuola, le cui modalità continuano a fare discutere. Per il Comitato tecnico scientifico, Immuni è uno dei “punti chiave” della strategia di continuo monitoraggio della situazione in Italia e, a suo dire, dovrebbe essere adottata da tutti gli studenti dai 14 anni in su e dal personale docente e non docente, oltre che dai genitori degli alunni. Nel frattempo, proseguono le campagne di sensibilizzazione volute dal ministero della Salute in tv, in radio e sul web.

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