Dalla app anti-violenza ai bootcamp per le imprenditrici in erba: la tecnologia su misura di donna - CorCom

LE SOLUZIONI

Dalla app anti-violenza ai bootcamp per le imprenditrici in erba: la tecnologia su misura di donna

Numerose le iniziative lanciate in occasione dell’8 marzo che puntano a fornire strumenti e piattaforme per spingere l’utilizzo del digitale e per stimolare l’avvio di business

08 Mar 2021

F. Me.

In occasione dell’8 marzo le aziende dell’Ict scendono in campo a sostegno delle donne. Vodafone, ad esempio, lancia una serie di iniziative contro forma di violenza, raggiungere la parità di genere e valorizzare il talento femminile.

Per contrastare la violenza contro le donne, Vodafone ha introdotto misure a tutela delle proprie dipendenti e, attraverso Fondazione Vodafone, ha sviluppato e promosso l’app Bright Sky per mettere a disposizione della comunità un sostegno concreto grazie alla tecnologia. Sviluppata in collaborazione con Cadmi– Casa delle Donne Maltrattate e Polizia di Stato, Bright Sky è un’app gratuita che fornisce risorse e strumenti concreti alle donne che subiscono violenze e maltrattamenti, tra cui la  mappatura dei servizi di supporto su tutto il territorio nazionale, la chiamata rapida al 112 attivabile con un singolo tocco su ogni pagina dell’app, oltre a questionari per valutare il rischio di una relazione e per sfatare stereotipi e luoghi comuni sul fenomeno della violenza.

Per sensibilizzare e promuovere una sempre maggiore consapevolezza sul tema della violenza di genere, anche attraverso l’utilizzo di Bright Sky, in occasione della Giornata Internazionale della donna Fondazione Vodafone lancia il nuovo progetto: #ScrivoPerUnamica. Dopo il successo del video manifesto e della campagna #ChiedoPerUnAmica, Fondazione Vodafone sceglie di dare continuità all’iniziativa attraverso una raccolta di storie dedicate alle diverse forme di violenza di genere, con le introduzioni di Ambra Angiolini e della Presidente di Fondazione Vodafone Marinella Soldi.

Le storie sono raccontate da un collettivo di scrittrici composto da Cristina Caboni, Cristina Chiperi, Clizia Fornasier, Giulia Muscatelli, Marzia Sicigano e Giada Sundas, a cui si aggiunge un capitolo speciale con la graphic novel di Fumettibrutti aka Josephine Yole Signorelli.

La nuova iniziativa #Scrivoperunamica, creata insieme a We Are Social, consiste nel lancio dell’ebook – scaricabile gratuitamente dalla homepage di Fondazione Vodafone, da un video di lancio dell’iniziativa -in onda sulle principali emittenti televisive e digitali per la giornata dell’8 marzo, e da una serie di approfondimenti nelle prossime settimane sui canali social di Vodafone. Il primo appuntamento è previsto per lunedì 8 marzo, alle 18, con una room su Clubhouse in cui Ambra Angiolini e le autrici di Scrivo per un’amica si confronteranno sul fenomeno della violenza di genere.

In questa delicata fase di trasformazione del mondo del lavoro, Vodafone dedica particolare attenzione alla vita professionale delle sue dipendenti, come dimostrano le misure previste dal recente accordo sul lavoro agile, o ancora l’impegno dell’azienda nella ricerca attiva di donne con profili Stem per assicurare sempre la presenza di una candidata donna in shortlist, anche per l’assunzione di profili tech, e costruire una cultura meritocratica che valorizzi il talento femminile e promuova l’eccellenza. In Vodafone Italia le donne occupano un alto livello di occupazione, anche nelle posizioni manageriali, e nell’ultimo anno le dirigenti donne sono aumentate del 9%, arrivando a rappresentare il 34% del totale dei dirigenti. Fondamentale anche l’impegno verso le dipendenti Vodafone attraverso misure a sostegno della famiglia e della maternità. È tutt’oggi in vigore, da più di vent’anni, l’accordo che prevede per tutte le madri la copertura al 100% dello stipendio dei 4 mesi di congedo facoltativo ai quali si aggiungono i 5 mesi di legge. Sono stati inoltre introdotti turni agevolati per le madri che lavorano nei call center e, in coerenza con le esigenze organizzative, la possibilità per le madri degli altri dipartimenti di accedere a soluzioni part-time, per periodi anche temporanei. Le dipendenti in maternità hanno inoltre la possibilità di avere un Maternity Angel, ovvero una persona all’interno dell’azienda che le terrà costantemente aggiornate per facilitare il loro rientro.

Il progetto di Eit Health

Man mano che la disuguaglianza di genere è diventata sempre più oggetto di discussione negli ultimi anni, il mondo ha iniziato a cambiare e ha avviato delle azioni volte a ridurre questo gap. Oggi, un numero sempre maggiore di giovani donne a livello mondiale1 ha la possibilità di accedere e proseguire il proprio percorso formativo, ma c’è ancora molta strada da fare per colmare il divario di genere esistente nel campo scientifico. Secondo il report dello United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization (Unesco), solo il 33% dei ricercatori sono donne. Dal report si evince che, sebbene un terzo dei ricercatori siano donne, queste rappresentano il 45% degli studenti che conseguono la laurea di primo livello, e il 55% degli studenti iscritti a percorsi formativi universitari di secondo livello, mentre nei programmi di dottorato le donne rappresentano il 44%. I persistenti stereotipi di genere, la gravidanza e la maternità potrebbero essere determinanti del dissuadere le donne a intraprendere una carriera nel campo dell’innovazione, anche nel settore sanitario. Il fatto che il 70% degli operatori socio-sanitari siano donne3, con una retribuzione dell’11% inferiore a quella dei loro colleghi maschi, è purtroppo una triste realtà. È possibile invertire questa tendenza, anche grazie a programmi che promuovono la diversità di genere e migliorano la partecipazione delle donne.

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In questo contesto Eit Health organizzerà il Women Entrepreneurship Bootcamp con l’obiettivo di aiutare le start-up dirette o co-gestite da donne a entrare in contatto con il network di mentori e investitori. Il programma di sette settimane prevede formazione intensiva, mentoring e opportunità di matchmaking a Galway, Coimbra, Barcellona e Londra. Gli organizzatori sono particolarmente interessati alle start-up gestite, co-fondate da donne o con almeno un membro femminile nel management team di livello senior. Le iscrizioni sono aperte fino al 16 marzo.

Storicamente l’Italia è caratterizzata da un ritardo rilevante in termini di gender gap tanto che, secondo l’Eu Gender Equality Index 2020 pubblicato dall’Eige4, al momento ricopre il 14° posto tra i Paesi Europei per uguaglianza di genere. Il nostro Paese ha iniziato a mettere al centro della propria agenda la parità di genere solo nell’ultimo decennio, riuscendo a scalare l’indice di ben otto posizioni dal 2010 ad oggi. Tale risultato è stato raggiunto grazie all’introduzione della quota legislativa del 33% per le donne nei consigli di amministrazione, che ha permesso di aumentare il numero di donne presenti nei board delle Società dal 5% al 37%, con effetti positivi in particolare nei settori healthcare e finance. Tuttavia, c’è ancora molto da fare per colmare il gap: attualmente, il Paese è all’ultimo posto in termini di uguaglianza di genere in ambito lavorativo a causa di diversi fattori, come il divario di retribuzione delle donne, inferiore di quasi il 20% rispetto a quella degli uomini.

“Abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per far sì che le donne proseguano la propria carriera nel campo delle innovazioni sanitarie. Le iniziative di empowerment femminile sono assolutamente necessarie, perché purtroppo i dati sull’occupazione femminile e sulla percentuale di donne in posizioni apicali in azienda ci dimostrano che tanto ancora deve essere fatto. È fondamentale eliminare gli stereotipi, riconoscere il contributo delle donne nella scienza e invitare altre leader a trasformare le loro idee in progetti d’impatto”, dice Fiammetta Pantò, Eit Health Hub Coordinator presso il Consorzio Arca e Responsabile Assistenza Startup dell’Incubatore dell’Università degli Studi di Palermo.

“Sebbene le donne costituiscano più della metà della popolazione europea, solo il 34,4% ha un lavoro autonomo e il 30% sono imprenditrici di start-up5. Vorremmo incoraggiare le donne con grandi idee a realizzare il loro sogno e aiutarle a costruire una start-up di successo in ambito healthcare. Insieme, potremmo fare la differenza e cambiare l’attuale situazione che vede le donne sottorappresentate nel campo dell’innovazione sanitaria”, spiega Monika Toth.

Verizon in campo contro la disoccupazione

Verizon lancia l’iniziativa Verizon Women’s CoLab, un impegno per sostenere le donne, il cui tasso di abbandono del lavoro ha raggiunto livelli senza precedenti. L’iniziativa è rivolta a tutti gli stakeholder di Verizon: clienti, dipendenti e società civile in generale. Una recente indagine di Morning Consult, commissionata da Verizon, ha messo in luce che le donne lasciano l’impiego a causa del burnout dovuto alla pandemia e per le ulteriori responsabilità domestiche tra cui devono destreggiarsi.

Nell’ambito di questo progetto, Verizon Business metterà a disposizione reti di tutoraggio, risorse gratuite e formazione mirata per supportare la piccola imprenditoria femminile e le donne imprenditrici. Il lancio dell’iniziativa avverrà il 10 marzo con call to action sui social media, #WomenOwnWednesday, per dare visibilità alle donne che fanno cose straordinarie e incoraggiare tutti a sostenere ogni mercoledì l’imprenditoria femminile.

Al centro dell’iniziativa Verizon Women’s CoLab: una piattaforma collaborativa per lo sviluppo di carriera per le donne di tutto il mondo, che include risorse utili per avere successo in una situazione come quella attuale o in condizioni normali e in un mondo sempre più digitale. Coloro che si iscriveranno entreranno in contatto con leader pionieristici, avranno accesso a risorse innovative per lo sviluppo professionale e a una serie di strumenti per mantenere il proprio lavoro e crescere. Verizon Women’s CoLab verrà lanciato entro la fine dell’anno.

A partire dal 10 marzo, la campagna social #WomenOwnWednesday punterà i riflettori sulle piccole e grandi imprenditrici che in tutto il Paese stanno dando un contributo significativo alle loro comunità, incoraggiando la società a sostenere l’imprenditoria femminile ogni mercoledì.

Entro la fine dell’anno si terrà il Digital summit sulla leadership femminile promosso da Verizon Business, che riunirà lavoratrici da tutto il mondo: dirigenti, imprenditrici, lavoratrici in settori essenziali, decision-maker di livello globale.

Spotify celebra il contributo delle donne alla musica

Equal è la nuova campagna globale di Spotify dedicata a promuovere la parità di genere e a celebrare il contributo delle donne nel mondo dell’audio. Il progetto intende far conoscere sempre più le artiste e le podcaster a livello locale e internazionale attraverso partnership globali, attivazioni, nuovi contenuti e supporto concreto sulla piattaforma come all’esterno.

Spotify Equal prevede il lancio di Equal Hub, una raccolta delle playlist di punta di Spotify per celebrare le creator in tutto il mondo. Le artiste saranno protagoniste delle cover di più di 200 playlist su Spotify, come Top Hits Italia, Alta Rotazione e Plus Ultra, per celebrarle e far sì che raggiungano un pubblico sempre più ampio.

L’Equal Board di Spotify  fornirà poi a ciascuna un incentivo economico una tantum e lavorerà in collaborazione con loro per scoprire metodi tangibili per rendere l’industria audio più equa nei confronti delle donne.

Ad aprile Spotify lancerà in 50 paesi l’omonimo programma musicale per promuovere l’uguaglianza di genere. Saranno rinnovati anche programmi di successo come Sound Up e Eql per dare sempre nuove opportunità alle donne nel mondo dell’audio.

MediaWorld a supporto delle Stem

MediaWorld sostiene GirlsTech, iniziativa per la promozione della parità di genere attraverso eventi e attività didattiche, realizzata da SYX, associazione no-profit per la diffusione delle nuove tecnologie informatiche.

Quattro mesi di corsi online per un totale di 270 ore di formazione gratuita rivolta a giovani donne dai 7 ai 18 anni, con l’obiettivo di sviluppare i talenti tecnologici femminili e sostenere concretamente, con percorsi di formazione e crescita, la presenza femminile nel settore della scienza e della tecnologia.

I corsi, erogati da GirlsTech e tenuti da professionisti, tratteranno alcuni degli argomenti più attuali: dal coding con Scratch e Python alla progettazione di app e videogiochi, dalla cybersecurity fino al graphic design.

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