Ddl concorrenza, appello di Asstel: “Ora semplificare l’attivazione dei contratti di Tlc”

L’associazione in audizione al Senato: “Bene l’impianto della legge, ma su alcuni punti ci sono criticità. Si rischia una sovrapposizione con i provvedimenti di Agcom e Antitrust”

25 Nov 2015

Andrea Frollà

Promozione con riserva per l’impianto del ddl concorrenza da parte di Asstel. L’associazione della filiera tlc, ascoltata in Commissione industria del Senato, ha espresso una “valutazione positiva sull’impianto degli articoli 18 e 19″ della Legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Le disposizioni in questione intervengono soprattutto sull’eliminazione di vincoli per il cambio di fornitore di servizi telefonici, di reti televisive e comunicazioni elettroniche. In particolare si prevedono oneri di pubblicità sui costi del recesso o di un trasferimento di utenza che, prevedono gli articoli, devono avvenire in modo semplice e immediato seguendo le stesse forme utilizzate per l’adesione al contratto.

Rispetto a questa attivazione più agevole delle forme di recesso, secondo Asstel dovrebbe analogamente essere prevista “una semplificazione nelle modalità di conclusione dei contratti”.

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Un altro punto critico riguarda l’inserimento del comma 3-bis, che contiene la nozione di ‘contraente’ e non quella di ‘consumatore’. Previsione che secondo l’associazione “estenderebbe l’ambito di applicazione delle norme a tutela dei consumatori alle persone giuridiche”.

Sullo schema generale del provvedimento Asstel ha inoltre espresso preoccupazione circa le “inevitabili sovrapposizioni tra le disposizioni in corso di approvazione e alcune recenti iniziative e provvedimenti dell’Autorità di settore”. In particolare Asstel ha espresso apprezzamento sul fatto che il ddl in discussione applichi il limite dei 24 mesi per la durata contrattuale alle sole offerte promozionali”.

Durante l’audizione in Senato Asstel ha anche sottolineato come la “spiccata competitività” del sistema telco abbia portato “innegabili vantaggi per i consumatori”, con una diminuzione di “circa il 50% negli ultimi 4 anni” dei prezzi della telefonia mobile.

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