Deliveroo "paga" la rivolta dei rider: si abbassa il valore dell'Ipo - CorCom

L'OPERAZIONE

Deliveroo “paga” la rivolta dei rider: si abbassa il valore dell’Ipo

Il range del titolo scende a 3,90-4,10 sterline, per una capitalizzazione fino a 7,85 miliardi, contro gli 8,8 miliardi preventivati. Dubbi degli investitori anche sui diritti di voto del ceo Will Shu

29 Mar 2021

Patrizia Licata

giornalista

A pochi giorni dal debuto sui listini Deliveroo rivede il range del prezzo di vendita del titolo dopo essere finita nel mirino (con tutte le società del food delivery) sui diritti dei rider. L’Ipo della società londinese si terrà sulla London Stock Exchange il 7 aprile con un prezzo delle azioni nella forchetta tra 3,90 e 4,10 sterline, pari a una valutazione di mercato di 7,6-7,85 miliardi di sterline. Il range precedentemente annunciato partiva da 3,90 sterline per arrivare a 4,60 con una capitalizzazione fra 7,6 e 8,8 miliardi di sterline.

“Deliveroo ha ricevuto una domanda molto forte dagli investitori istituzionali di tutto il mondo” ma “date le condizioni di mercato globali instabili”, ha scelto di essere “responsabile nella scelta del prezzo”, mantenendosi nella parte bassa della forchetta come punto di ingresso per “massimizzare il valore di lungo termine per i nostro nuovi investitori istituzionali e retail”, ha spiegato un portavoce dell’azienda.

Pesa la questione rider

Reuters riporta che nei giorni passati la domanda dagli investitori è stata superiore all’intero valore dell’offerta pubblica iniziale: le banche sottoscrittrici hanno affermato che le prenotazioni sono state coperte sull’intero range di prezzo (3,90-4,60 sterline per share).

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Tuttavia alcuni investitori ha espresso la propria preoccupazione sulla questione irrisolta del contratto di lavoro dei rider: il sindacato Independent worker’s union for Great Britain ha sottolineato che alcuni dei rider di Deliveroo guadagnano meno di 2 sterline l’ora, mentre il fondatore e ceo Will Shu potrebbe mettere in tasca 530 milioni di sterline grazie all’Ipo.

Proprio la struttura di proprietà e controllo dell’azienda costituisce un ulteriore freno per gli investitori: Shu ha più del 50% dei diritti di voto e li potrà mantenere perché Deliveroo ha scelto di quotarsi come azienda con azioni dual-class. Ciò le esclude dagli indici Ftse ma permette a Shu di mantenere intatti i suoi diritti.

Deliveroo promette un bonus ai rider dall’Ipo

Deliveroo ha replicato alle critiche affermando che i suoi rider guadagnano 13 sterline l’ora quando lavorano a pieno ritmo. Inoltre ha previsto per i rider un bonus fedeltà compreso tra 200 e 10.000 sterline nell’Ipo – in media si tratterà di 440 sterline per collaboratore. Ciò non ha placato le proteste dei rider, che hanno nuovamente manifestato domenica a Londra.

L’azienda del food delivery nega che siano le questioni irrisolte sui diritti dei lavoratori ad aver spinto a ridimensionare i target per l’Ipo. Deliveroo riconduce la decisione alla volatilità del mercato e rassicura: “Abbiamo l’appoggio di tre importanti anchor investor”.

Dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19 e i conseguenti lockdown la società londinese ha beneficiato di un boom di domanda di consegne a domicilio dai ristoranti: il valore lordo delle transazioni è cresciuto nel 2020 del 64,3% a 4,1 miliardi di sterline.

Sulle tutele al lavoro dei rider In Italia Assodelivery (che riunisce le principali piattaforme di food delivery, tra cui Deliveroo) e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, e Ugl hanno siglato la scorsa settimana il Protocollo quadro sperimentale per la legalità, contro il caporalato, intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore del food delivery”.

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