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#DIGITALDAY17

Digital Day 2017, l’Europa riparte da Roma

Ministri, decision maker e influencer a confronto nella Capitale sulle strategie per accelerare il Digital Single market. Ansip: “Negli anni ’50 mercato comune basato su carbone e acciaio: oggi abbracci il digitale”. Oettinger: “Su Industria 4.0 nasce la piattaforma delle piattaforme”. Viola: “Fondamentale colmare lo skill gap”

23 Mar 2017

Antonello Salerno

“Nell’Europa degli anni ’50 il carbone e l’acciaio erano alla base della forza di un Paese, gli elementi che guidavano le economie di successo. Questi settori chiave dell’industria sono stati anche il simbolo della nascita di un obiettivo comune, il primo passo verso un’integrazione europea che pochi anni dopo, nel 1957, fu ulteriormente rafforzata dalla firma dei trattati di Roma. Ora ci muoviamo dalla comunità dell’acciaio e del carbone a una comunità digitale. Il digitale è oggi per l’Europa ciò che il carbone e l’acciaio erano negli anni ’50”. Lo ha detto Andrus Ansip, vicepresidente della commissione europea e commissario al Digitale, aprendo a Roma i lavori del Digital day 2017, il primo evento del programma di celebrazioni per il sessantesimo anniversario della firma dei trattati di Roma. Un’occasione in cui i rappresentanti di tutti gli stati membri si sono dati appuntamento nella Capitale, al palazzo Doria Pamphilj, a pochi metri da dove i trattati furono firmati nel 1957, per discutere insieme delle principali opportunità di collaborazione e per dare una spinta decisiva alla realizzazione del digital single market Ue.

Beatrice CovassiA dare il saluto di benvenuto e introdurre gli ospiti all’evento è Beatrice Covassi, capo della rappresentanza in Italia della commissione Ue. “Il Digital Day – dice Covassi a CorCom – è importante perché dà l’avvio alle celebrazioni guardando al futuro, non soltanto al passato. E soprattutto non discutendo delle cose, ma trovando accordi concreti su temi ben precisi quali su temi ben precisi quali l’high performing computing (qui il testo dell’accordo), la mobilità connessa e le auto a guida autonoma (qui la lettera d’intenti), l’industria 4.0 e il lavoro, gli skills”.

“Negli ultimi anni abbiamo potuto vedere quanto sia importante e credibile la piattaforma tedesca per Industria 4.0, che ha coinvolto tutti i principali player del settore, le associazioni degli industriali e il governo federale della Germania – dice in un’intervista a CorCom Günther Oettinger, commissario europeo al Bilancio e alle Risorse umane, che fino a metà gennaio aveva ricoperto il ruolo di commissario all’Economia digitale – In parallelo, in Europa ci sono sviluppi che vanno nella stessa direzione in altri 12 stati membri, che stanno sviluppando piattaforme dello stesso genere e con gli stessi obiettivi. Oggi stiamo cercando di dare vita alla piattaforma delle piattaforme”. Proprio su Industria 4.0, inoltre, è di oggi la notizia della nascita della prima rete di Digital innovation hub, che riunisce le esperienzedi sei regioni con il sostegno di Confindustria servizi innovativi e tecnologici.

Sandro GoziA prendere la parola per il governo italiano introducendo la giornata è stato Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei. “A pochi metri da qui un gruppo di visionari 60 anni fa firmò i trattati di Roma – sottolinea – Ma nessuno allora immaginava questa evoluzione digitale. Dobbiamo prendere esempio da questo, e imparare a prepararci a un mondo e a una realtà che oggi non immaginiamo“.

“La digitalizzazione è, in un certo senso, un abilitatore per tutte le iniziative che dobbiamo portare avanti in Europa – sottolinea prendendo parte ai lavori del Digital Day 2017 il ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda – Se vogliamo portare il welfare, l’industria e l’energia in una cornice moderna nel nuovo secolo, cercando di rafforzare i valori dell’Europa, il ponte può essere la digitalizzazione e oggi abbiamo fatto un passo avanti in questa direzione”.

“La cosa impressionate è la risposta dell’Europa al Digital Day: 40 ministri, più di 400 partecipanti ci consentono di dire che si parte da Roma, come 60 anni fa”. Lo dice in un’intervista a CorCom Roberto Viola, direttore generale della DG Connect della Commissione europeaSui posti di lavoro nell’Ict e nell’informatica ci sono quasi un milione di posti di lavoro disponibili, ma non ci sono abbastanza giovani che hanno competenze informatiche adeguate alla richiesta del mercato. Tanti giovani senza lavoro, e tanto lavoro senza giovani: un paradosso. Oggi lanciamo un nuovo progetto, che si chiama ‘digital opportunity’: permetterà agli studenti di lavorare nelle grandi imprese informatiche e di acquisire crediti universitari, una sorta di Erasmus del digitale”.

A chiudere la manifestazione la presentazione dell’European interoperability framework, la piattaforma che consentirà alle pubbliche amministrazioni degli stati membri di seguire linee guida e tecnologie comuni per lo sviluppo dei servizi ai cittadini. “L’Italia ha imboccato la strada giusta – dice in un’intervista a CorCom Gertrud Ingestad, direttore generale del dipartimento per l’informatica della commissione Ue, che ha presentato il progetto insieme al direttore generale di Agid, Antonio Samaritani – L’interoperabilità è una priorità per le amministrazioni pubbliche europee, o avremo solo un nuovo modello della vecchia burocrazia”.

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