LA ROADMAP

Digital & Green, gli industriali italo-francesi spingono sulle sinergie

Al Business Forum di Confindustria e Medef, primo evento dopo il Trattato del Quirinale, riflettori sulla doppia transizione digitale ed energetica e sulla cooperazione in settori strategici come trasporti, difesa e aerospazio

13 Lug 2022

Lorenzo Forlani

Sostenere la transizione energetica in epoca di shock geopolitici, finanziare la trasformazione digitale e sviluppare collaborazioni nei settori dei trasporti, della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza: sono soprattutto queste tre le priorità per uno sviluppo sostenibile dell’economia, delineate da Confindustria e dalla sua omologa francese, Medef, in occasione del IV Business Forum italo-francese all’ambasciata italiana a Parigi.

Si è trattato di un “incontro importante, perché é il primo dopo il trattato del Quirinale”, ha spiegato Carlo Bonomi, presidente di Confindustria (nella foto), durante la conferenza stampa congiunta tenuta al fianco dell’omologo francese, il presidente del Medef, Geoffroy Roux de Be’zieux. “Pochi anni fa abbiamo raggiunto il minimo storico nelle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, ma grazie a Medef e Confindustria questo stallo è stato superato”, ha continuato Bonomi, ricordando che l’evento si è tenuto “in un momento molto delicato ed è emerso quanto sia fondamentale essere uniti”. “Il prossimo inverno affronteremo sfide non facili che potrebbero richiedere misure anche impopolari, sicuramente c’e’ bisogno di soluzioni concrete”, ha aggiunto il presidente di Confindustria, specificando come il riaccentramento della politica della Francia e dell’Italia sul Mediterraneo, i temi energetici e la collaborazione nel settore dell’aerospazio, siano gli elementi salienti di una ripresa fruttuosa.

La transizione energetica va accelerata

Con particolare riferimento alla transizione energetica, al Forum è stato posto l’accento sul fatto che andrebbero messe in campo a livello europeo “nuove misure energetiche a breve termine con effetti strutturali”. L’invito è rivolto alla Commissione europea, che “dovrebbe quindi promuovere misure per il rilascio di energia (gas ed elettricità), accelerando lo sviluppo di schemi “demand side response” e di contratti energetici a lungo termine.

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Per finanziare questi interventi, sarebbe necessario un meccanismo di solidarietà europeo di sovvenzioni e prestiti, sul modello del programma ‘Next Generation EU’‘. Inoltre, sempre per quanto riguarda il mercato elettrico, per Confindustria e Medef, “è necessario rivedere rapidamente la gestione del mercato elettrico, adottando nuovi meccanismi per stabilire i prezzi dell’elettricità nei mercati energetici a lungo termine che diano il giusto valore alle tecnologie emergenti e sostenibili”, si legge in una nota congiunta rilasciata da Medef e Confindustria.

Proseguire nell’attuazione dei Pnrr

“Il Mediterraneo – si legge ancora nella nota – deve riguadagnare la giusta centralità con una strategia economica condivisa con i nostri principali partner della regione, a partire da Spagna e Grecia. Chiediamo ai nostri governi di farsi promotori di questo rilancio, promuovendo iniziative nel campo dell’energia e della difesa, oltre che rispetto alla politica migratoria. La guerra in Ucraina ha ulteriormente aggravato queste tendenze, che hanno ripercussioni dirette sulle economie europee. Nonostante l’impatto dell’attuale contesto geopolitico, è necessario proseguire nell’attuazione dei nostri Pnrr”, prosegue.

Gli imprenditori francesi e italiani hanno quindi chiesto “alle Istituzioni europee e ai governi francese e italiano di riconoscere gli sforzi senza precedenti richiesti alle imprese europee per riprendersi dalle crisi passate e in corso. È necessario offrire loro un sostegno adeguato per rimanere competitive, essere in grado di crescere e garantire condizioni di sicurezza economica per i loro dipendenti, clienti e fornitori”, conclude la nota.

Intanto il presidente francese, Emmanuel Macron, ha presentato la strategia prevista per raddoppiare la produzione di componenti elettronici in Francia entro il 2030. “Quello che è deciso oggi è al centro delle sfide, quella della sovranità industriale e della reindustrializzazione, della transizione energetica e digitale”, ha detto il capo dello Stato da Crolles nei pressi di Grenoble, dove sorgerà il futuro sito di produzione di semiconduttori del gruppo franco italiano STMicroelectronics e di quello statunitense American GlobalFoundries.

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