IL REPORT

Digital&Green, l’ascesa del Fintech for good: gli 8 trend del momento

Secondo una ricerca Deloitte cresce il settore che coniuga finanza e tecnologia integrandole con la sostenibilità sociale e ambientale. Tra i principali segmenti di mercato il banking, i pagamenti e gli investimenti. In testa Usa e Uk, Italia attardata ma con buoni margini di crescita

Pubblicato il 24 Nov 2023

fintech

Collegare il mondo della finanza a benefici sociali o ambientali. E’ questo l’obiettivo del Fintech for Good, fenomeno in rapida crescita su scala internazionale secondo la fotografia scattata da Deloitte in collaborazione con Tiresia, il Centro di ricerca della School of Management del Politecnico di Milano dedicato allo studio delle strategie di sostenibilità e dei modelli di innovazione, Fintech District, la community internazionale di riferimento per l’ecosistema Fintech e Techfin in Italia, e Fts Group.

 

I segmenti e le aree geografiche

“Tra i segmenti di mercato che maggiormente integrano i fattori Esg nella progettazione, sviluppo e implementazione di organizzazioni e servizi Fintech – spiega la società di consulenza – figurano il digital banking, i pagamenti e gli investimenti, rispettivamente con il 24%, il 20% e il 19% del campione. Quanto alla distribuzione geografica, le aziende Fintech for Good sono presenti sia nelle economie emergenti (30%) sia in quelle avanzate (49%). Il primo Paese per numero di Fintech for Good sono gli Stati uniti con il 30% del campione totale, seguiti dal Regno Unito con il 15%, mentre il mercato italiano mostra margini di crescita con una quota del 7%.

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La ricerca

L’obiettivo della ricerca è dare un quadro attendibile dello stato attuale del Fintech for Good, per illustrare come questo segmento di mercato stia prendendo forma, partendo da un dataset iniziale di oltre 15.000 fintech, di cui 485 rientrano nella definizione di Fintech for Good.

 

Un’opportunità di trasformazione sociale ed economica 

“In un mondo in cui 1,7 miliardi di adulti non hanno accesso ai servizi bancari, il Fintech for Good offre opportunità di trasformazione sociale ed economica, rappresentando una forza di cambiamento nel settore finanziario – sottolinea Paolo Gianturco, Fsi Consulting & Fs Tech Leader di Deloitte – Queste aziende non solo forniscono soluzioni finanziarie innovative, ma anche un mezzo per affrontare i problemi sociali e ambientali, creando valore per la società nel suo complesso. Nonostante il rallentamento globale dell’ecosistema Fintech nel 2023, l’importanza di questo settore resta alta, continuando ad attirare investimenti da venture capital e private equity”.

 

Un catalizzatore per la finanza green

“Sfruttando le soluzioni per dispositivi mobili, le fintech possono offrire accesso a prestiti più economici o a migliori condizioni di risparmio a persone che sono escluse o hanno un accesso limitato a questi servizi per ragioni geografiche, sociali o economiche – aggiunge . Inoltre, il Fintech potrebbe fungere da catalizzatore per il campo emergente della finanza verde, visto che esistono applicazioni emergenti e sempre più pervasive di soluzioni rese possibili dalle tecnologie digitali nel climate finance e nell’impact investing”, aggiunge Marco Mione, Voice of Fintech & Head of Market Bridge 4 Fsi di Deloitte.

 

Gli 8 segmenti principali del Fintech for Good

Nel report Deloitte individua otto segmenti principali del Fintech for Good. Si parte dal digital banking, comparto in cui le imprese offrono soluzioni che promuovono l’accesso al credito, l’educazione finanziaria e l’impact banking, contribuendo così a migliorare l’inclusione finanziaria e la sostenibilità economica. Nel settore dei pagamenti, attraverso la disintermediazione e l’uso di tecnologie avanzate, le imprese Fintech for Good riducono i costi di transazione e promuovono la crescita economica nei paesi in via di sviluppo, consentendo inoltre il trasferimento di denaro internazionale a tariffe più convenienti. Quanto agli investimenti, le imprese Fintech for Good sono impegnate a generare ritorni finanziari e sociali, riducendo le barriere all’accesso per gli investitori non professionisti e allocando capitali verso progetti con impatti positivi su scala sociale e ambientale.

Il quarto punto evidenziato da Deloitte sono i prestiti, in cui le imprese del Fintech for Good offrono servizi di microcredito a tariffe inferiori al mercato, promuovendo l’inclusione finanziaria e riducendo le barriere all’accesso al credito. Rispetto al crowdfunding, le piattaforme Fintech for Good favoriscono il trasferimento di fondi a organizzazioni senza scopo di lucro e imprese sociali, contribuendo all’accesso a finanziamenti e investimenti a impatto sociale. Poi l’Insurtech, dove l’obiettivo è migliorare l’accesso ai servizi assicurativi, riducendo i rischi e personalizzando i servizi in base al profilo del cliente. Infine il regtech, dove le aziende si concentrano sulla fornitura di servizi di gestione dell’identità, consentendo l’accesso a servizi finanziari per individui che non hanno documenti d’identità tradizionali, e il techfin, dove dati e intelligenza artificiale vengono utilizzati per migliorare l’allocazione delle risorse, fornendo servizi di monitoraggio delle prestazioni e punteggi basati sui dati per aiutare gli investitori privati e pubblici.

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