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MODULO ONLINE

Diritto all’oblio, anche Microsoft si adegua

In rampa di lancio un modulo online in stile Google con cui gli utenti potranno chiedere di essere cancellati da Bing. L’operazione dovrà essere concordata con Yahoo che si appoggia al motore Microsoft

14 Lug 2014

L.M.

Microsoft sta lavorando a un modulo da mettere a disposizione degli utenti per il diritto all’oblio, come ha già fatto Google. Lo ha detto al New York Times un portavoce dell’azienda fondata da Bill Gates, spiegando: “Stiamo sviluppando un nostro sistema, è previsto il lancio di un modulo attraverso il quale gli utenti potranno presto fare richiesta”.

La decisione scaturisce dalla sentenza della Corte Europea di maggio scorso che ha sancito appunto il cosiddetto “diritto all’oblio“, ovvero la responsabilità dei motori di ricerca anche rispetto al trattamento dei dati personali pubblicati su pagine web di terzi.

Google si è subito attivata per adempiere agli obblighi – trattandosi di un caso nato da una controversia tra un utente e Google Spagna – diffondendo un apposito modulo online che può essere utilizzato da chi intendere essere “cancellato da Internet”. Invece Microsoft, che gestisce il servizio di ricerca di Bing, pur avendo reso nota sin da subito la volontà di adeguarsi alle decisioni della Corte, non ha ancora predisposto gli opportuni strumenti.

Ma nei giorni scorsi ha confermato di essere al lavoro per farlo. La data di rilascio del form online non è stata specificata, perché Microsoft deve coordinarsi con Yahoo, che si appoggia anch’essa a Bing per potenziare I suoi servizi di ricerca.

Bing gestisce una piccola frazione di search rispetto al traffico europeo di Google, ma si prevede che anche in questo caso ci saranno numerose richieste di cancellazione da parte degli utenti.

Fino a questo momento il focus era su Google, ma anche Bing e altri motori di ricerca minori utilizzati in Europa, come Ask.com, sono obbligati a rispettare la decisione del tribunale europeo, cioè dare la possibilità ai propri utenti di chiedere la cancellazione di link a loro riferiti ritenuti “inadeguati o non più pertinenti”.

Google, che raccoglie il 90% delle ricerche in Europa, dopo la decisione dell’Ue ha messo a disposizione degli utenti un modulo da compilare online per chiedere la cancellazione di questi link. Le sono prevenute finora oltre 70mila richieste. Ha inoltre aperto un sito con nomi e bio di tutti i membri del comitato consultivo di esperti chiamati a riflettere sulla questione “diritto all’oblio” e inaugurato un form attraverso il quale chiunque può esprimere al comitato la propria opinione sul tema.

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