Dropbox taglia l'11% dei dipendenti, si dimette il Coo Nottebohm - CorCom

LA RIORGANIZZAZIONE

Dropbox taglia l’11% dei dipendenti, si dimette il Coo Nottebohm

L’azienda annuncia il licenziamento di 315 risorse. Il Ceo Houston: “Nuove priorità in vista con l’adozione del modello di smart working Virtual First”

14 Gen 2021

L. O.

Dropbox licenzierà 315 dipendenti, circa l’11% della sua forza lavoro, nel tentativo di “snellire la struttura del team e concentrarsi sulle priorità principali”. La società di file sharing basata su cloud annuncia contemporaneamente le dimissioni del Chief Operating Officer Olivia Nottebohm a partire dal 5 febbraio.

“I passi che stiamo compiendo oggi sono dolorosi, ma necessari – fa sapere in una nota ai dipendenti il Ceo Drew Houston -. La nuova struttura aziendale e la politica di smart working ci hanno messo sulla strada giusta: ora dobbiamo assicurarci che investimenti e team siano allineati alla strategia. La politica Virtual First comporta una minore necessità di risorse negli uffici: stiamo ridimensionando gli investimenti e ridistribuendo tali risorse per guidare la nuova roadmap”.

I tagli permetteranno all’azienda di “concentrarsi sulle sue priorità principali per il nuovo anno”: evoluzione del core business, investimenti in nuovi prodotti e promozione dell’eccellenza operativa.

Il nuovo modello di smart working

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In ottobre Dropbox aveva annunciato che avrebbe reso lo smart working il modello definitivo per il lavoro dei dipendenti anche nel post-pandemia. Il nuovo modello – “Virtual First” – prevede l’apertura di “Dropbox Studios” a San Francisco, Seattle, Austin, Texas e Dublino per i dipendenti che hanno bisogno di incontrarsi o lavorare insieme di persona.

In realtà Dropbox è stata una delle ultime aziende della Silicon Valley a strutturare il lavoro da remoto per i dipendenti. Twitter e Microsoft sono state fra le prime società a lanciare modelli di lavoro a “maggiore flessibilità”, mentre il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg aveva previsto già da maggio scorso che il 50% dei dipendenti avrebbe lavorato da remoto per il prossimo decennio.

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