I DATI

E-commerce B2c: giro da 34 miliardi di euro, ma la crescita rallenta

Secondo il relativo Osservatorio del Politecnico di Milano, dopo il boom-pandemia si ridimensiona l’incremento degli acquisti online, che oggi rappresentano l’11% del totale retail. Food&grocery e arredamento&home living le categorie più dinamiche

24 Mag 2022
Osservatori food 2022

Dopo due anni in cui l’online è riuscito a porsi come canale capace di avvicinarsi ai bisogni dei consumatori e superare le difficoltà legate alla pandemia, l’e-commerce b2c di prodotto in Italia cresce con un ritmo più contenuto. Nel 2022 gli acquisti online di prodotto valgono circa 34 miliardi di euro, +10% rispetto al 2021. La crescita in valore assoluto torna ai livelli del pre-pandemia: dopo l’accelerazione dell’ultimo biennio (+8 miliardi nel 2020 e +5 miliardi nel 2021), l’online nel 2022 cresce infatti di “soli” 3 miliardi di euro. Questo incremento, seppur ridimensionato, consente all’e-commerce di prodotto di guadagnare un altro punto percentuale di penetrazione: l’incidenza dei consumi online sui consumi totali passa infatti dal 10% nel 2021 all’11% nel 2022.

Sono alcuni dei dati presentati  dall’Osservatorio e-commerce B2C Netcomm della School of management del Politecnico di Milano, in occasione del convegno “L’eCommerce B2c di prodotto: cosa comprano gli italiani?”, che si propone di analizzare il mercato e-commerce B2c di prodotto e di approfondire le linee di evoluzione dei comparti merceologici food & grocery, abbigliamento, arredamento & home living e beauty.

Crescita sopra la media per il food&grocery

Tra i settori rappresentativi del Made in Italy, il food & grocery continua a crescere sopra la media (+17% rispetto al 2021) e raggiunge un valore di 4,8 miliardi di euro. Il comparto è caratterizzato da un trend positivo in tutte le componenti (food delivery, grocery alimentare ed enogastronomia), grazie soprattutto all’incremento delle iniziative online su tutto il territorio italiano e al potenziamento dell’infrastruttura logistica e della capacità di consegna.

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Gli acquisti online di abbigliamento raggiungono 5,6 miliardi di euro nel 2022, +10% rispetto al 2021. Le principali iniziative del comparto da un lato stanno lavorando all’ottimizzazione dei processi in logica omnicanale (nel front e back-end) e sostenibile (second-hand market, riduzione resi, packaging ecologici) e dall’altro stanno sperimentando nuove forme di vendita e interazione grazie al metaverso, al livestream shopping, ai marketplace e ai nuovi formati di adv (influencer marketing in primis). 

L’arredamento & l’home living, grazie a una crescita superiore a quella media del comparto (+14% nel 2022), vale 3,9 miliardi di euro, mentre il beauty raggiunge 1,2 miliardi (+8% rispetto al 2021).

Entrambi i comparti si confermano molto attivi sul fronte dell’innovazione tecnologica (in primis realtà aumentata), della maggiore integrazione omnicanale (con il lancio di nuovi formati di negozio nativamente integrati con l’online) e della sostenibilità ambientale.

“Fase di evoluzione più strutturata e controllata”

“L’instabilità geopolitica, l’inflazione, il rincaro dei beni energetici e delle materie prime, la crisi della supply chain, così come il ritorno alla piena attività dei negozi fisici, stanno influenzando la dinamica dei consumi, totali e online – dichiara Valentina Pontiggia, direttrice dell’Osservatorio –. L’e-commerce di prodotto, dopo due anni di crescita “straordinaria”, si trova in una fase di evoluzione più strutturata e controllata. L’attenzione dei retailer online è rivolta all’ottimizzazione dei processi, non solo in chiave omnicanale, e alla sperimentazione di soluzioni (marketplace, quick commerce, second hand market, subscription, social commerce, Bnpl) in grado di assecondare i nuovi trend di consumo.”

Canali digitali al centro dei percorsi di acquisto

“Siamo entrati in una nuova fase dell’e-commerce, dove i canali digitali sono ormai al centro dei percorsi di acquisto di 33,3 milioni dei consumatori in Italia. Non solo perché queste persone acquistano online sempre più tipologie di prodotti e con maggior frequenza, ma anche perché i punti di contatto digitali incidono in maniera rilevante anche sugli acquisti che questi stessi consumatori effettuano nei negozi fisici. Se la pandemia ha dato impulso all’e-commerce, l’e-commerce ha dato a sua volta impulso all’acquisto multicanale, con un cliente su quattro che dichiara di aver acquistato sia off che online da una stessa insegna – afferma Roberto Liscia, presidente di Netcomm –. Di fronte a questo scenario, l’integrazione di strumenti digitali da parte delle aziende in ottica omnicanale diventa quindi una strategia imprescindibile per soddisfare le nuove esigenze dei clienti”.

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