E-commerce e pagamenti digitali, in Italia sprint dalla pandemia - CorCom

LO STUDIO

E-commerce e pagamenti digitali, in Italia sprint dalla pandemia

Banca d’Italia: il ricorso a carte e contactless è cresciuto di più nel Centro-sud, mentre al Nord è boom dell’e-shopping. Italiani meno affezionati al contante, sì a pagamenti via app e smartphone

15 Lug 2021

Patrizia Licata

giornalista

La pandemia spinge gli italiani verso la moneta elettronica: la crisi sanitaria ha fatto aumentare i pagamenti con carta rispetto al contante nei negozi fisici e ha incoraggiato le transazioni tramite tecnologie di pagamento più innovative che favoriscono il distanziamento fisico, come gli acquisiti  in modalità contactless, quelli sui siti di e-commerce e i bonifici bancari. Lo rivela la Banca d’Italia nello studio “L’impatto della pandemia sull’uso degli strumenti di pagamento in Italia”, ottavo numero della collana “Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento”.

L’analisi a livello territoriale suggerisce che l’aumento dei pagamenti elettronici a più elevato tasso di innovazione (incluso l’utilizzo di app, smartphone e mobile wallet) è stato più accentuato al Centro e nel Mezzogiorno, aree nelle quali, precedentemente alla pandemia, la diffusione di quei mezzi di pagamento era più contenuta rispetto al Nord del Paese.

L’incidenza degli acquisti online, invece, è cresciuta di più al Nord, caratterizzato da un ecosistema digitale più evoluto e colpito da una più acuta emergenza sanitaria e quindi da restrizioni più stringenti.

Il boom dell’e-commerce nel 2020

Lo studio di Bankitalia valuta l’impatto della pandemia di Covid-19 sull’utilizzo degli strumenti di pagamento al dettaglio in Italia. Dopo un breve quadro d’assieme sulle tendenze prevalenti prima della diffusione dell’epidemia, viene analizzata la dinamica dei principali indicatori sulle abitudini di pagamento durante le due ondate di contagi che hanno interessato il Paese.

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Lo studio rivela che la quota di acquisti online su quelli con carte è aumentata repentinamente dal 25% di febbraio 2020 al 40% di aprile 2020. Una trasformazione del settore del commercio era comunque giò in corso, con il rallentamento delle vendite nella distribuzione tradizionale e la crescita del commercio elettronico. Nel corso delle prime settimane di lockdown dello scorso anno, nonostante il calo di fatturato verificatosi per diversi settori merceologici, molte aziende hanno registrato nuovi clienti (Nielsen, 2020; Capgemini, 2020) grazie all’integrazione tra canale di vendita tradizionale e online; ciò anche per il tramite delle grandi piattaforme digitali (es. Amazon o eBay), che peraltro hanno rafforzato ulteriormente la propria posizione sul mercato e-commerce.

La crescita del contactless

Nei negozi fisici è cresciuta la quota in valore di operazioni con carta contactless, che a maggio 2020 superava il 55% del valore totale speso con carta (considerando quelle abilitate al contactless) rispetto al 35% di gennaio; è aumentata soprattutto la componente di operazioni dove non è previsto il Pin o la firma cartacea.

Tale tendenza è proseguita nel corso dell’anno, tenuto conto dei nuovi provvedimenti restrittivi per fronteggiare la seconda ondata pandemica: nell’ultimo trimestre 2020, la quota di transazioni e-commerce e contactless (inclusi i pagamenti mobile) ha superato in media rispettivamente il 30 e il 60% degli acquisti totali con carta, a fronte del 22 e del 33% registrati nello stesso periodo del 2019.

Il declino del cash: meno prelievi Atm

Inoltre diminuisce il ricorso al contante nei pagamenti: nel primo semestre 2020, che comprende il periodo di lockdown, i prelievi da Atm sono diminuiti in volume di oltre il 20% su base annua, rispetto al -0,4% dei pagamenti su Pos.

Nel secondo semestre 2020, che include sia la fase intermedia sia lo scoppio della seconda ondata, vi è un miglioramento dei trend complessivi ma si conferma la contrazione accentuata dei prelievi da Atm, calati del 15,1% su base annua, rispetto ai pagamenti su Pos fisici, che invece sono aumentati del 6,6%, sospinti anche dai programmi di incentivo nell’ultimo mese dell’anno.

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