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L'ESCALATION

E’ scontro Usa-Ue sulla web tax. Trump minaccia dazi a Italia e Francia

La Casa Bianca alza il tiro contro l’imposta digitale francese e valuta un’inchiesta sull’imposta italiana: “Contrastiamo il crescente protezionismo degli Stati europei che prende di mira le aziende americane”. Parigi chiede un forte impegno di Bruxelles. La Commissione Ue: “Reagiremo uniti”

03 Dic 2019

Patrizia Licata

giornalista

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è pronto a una pesante rappresaglia contro la web tax della Francia e dell’Italia. Contro i nostri vicini d’oltralpe l’amministrazione Usa sta valutando dazi su formaggi, champagne, borse e profumi agitando lo spettro di un crollo delle esportazioni dei prodotti più rappresentativi del Made in France. Ma i dazi alla Francia potrebbero essere totali, ovvero coinvolgere il 100% delle merci francesi vendute in America per un valore di oltre 2,5 miliardi di euro, se verrà concretizzata la tassazione punitiva minacciata dallo US Trade Representative Robert Lighthizer.

Anche l’Italia è nel mirino: l’amministrazione Trump valuterà misure simili, visto che nella legge di Bilancio per il 2020 il nostro paese ha previsto un’aliquota del 3% per i colossi del web. “Gli Stati Uniti agiranno contro i regimi di digital tax” che discriminano le aziende americane come Google, Apple, Facebook e Amazon, ha affermato l’alto rappresentante al Commercio Usa.

Possibile inchiesta sulla web tax dell’Italia

La nuova offensiva commerciale di Trump arriva alla vigilia del summit Nato di Londra e a poche ore dal bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron. I 90 giorni di tregua concordati dagli Usa con Parigi per tentare un’intesa sulla web tax sono scaduti la scorsa settimana senza un accordo e così Lighthizer ieri ha divulgato i risultati di un’indagine che definisce impropria e discriminatoria la tassa francese sui colossi del digitale: per gli Stati Uniti la misura votata a Parigi è contraria alle norme internazionali e “sorprendentemente gravosa” per le aziende tecnologiche statunitensi.

La proposta di dazi punitivi contro la Francia sarà sottoposta a consultazione pubblica prima di entrare in vigore; intanto gli Stati Uniti stanno considerando di aprire un’inchiesta anche sulle web tax di Italia, Austria e Turchia.

L’imposta sui servizi digitali approvata dall’Italia prevede un’aliquota del 3% sui ricavi da applicare ai soggetti che prestano servizi digitali e che hanno un ammontare complessivo di ricavi non inferiore a 750 milioni e un ammontare di ricavi derivanti dalla prestazione di servizi digitali non inferiore a 5,5 milioni. Le soglie vanno calcolate rispetto ai ricavi conseguiti l’anno precedente; l’esigibilità dell’imposta è prevista a fine 2020. Una sunset clause prevede che l’imposta resterà in vigore fino all’attuazione delle disposizioni che deriveranno da accordi raggiunti nelle sedi internazionali. Il gettito previsto è di circa 600 milioni di euro l’anno.

Alta tensione con la Francia

La web tax approvata da Parigi lo scorso luglio prevede un’aliquota del 3% su ricavi superiori a 750 milioni di euro su scala globale di cui almeno 25 milioni in Francia e derivanti dai servizi digitali delle società del web. Si applicherà retroattivamente dal 1 gennaio 2019 e frutterà 400 milioni di euro solo per quest’anno. “Lo US Trade representative è impegnato a contrastare il crescente protezionismo degli stati membri dell’Ue che prende di mira ingiustamente le aziende americane, sia con tasse sui servizi digitali sia con altre misure dirette contro le aziende americane dei servizi digitali”, ha affermato Lighthizer.

Ma Parigi sottolinea che la tassa non è sulle imprese statunitensi ma sui servizi digitali. “Noi non rinunceremo mai alla nostra intenzione di tassare in modo giusto i giganti tecnologici”, è la posizione del ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire. Ora Le Maire risponde alle minacce di ritorsione di Trump definendole “inaccettabili” e invocando una “reazione forte dell’Ue”. “Questo non è il comportamento previsto dagli Stati Uniti nei confronti di uno dei suoi principali alleati, la Francia e in generale l’Europa”, ha detto il ministro intervistato da Radio Classique.

Già interpellate le autorità Ue

Le autorità francesi hanno già preso contatto con la nuova Commissione europea per discutere di una possibile reazione di Bruxelles alle minacce dell’amministrazione Trump. “Prediamo nota dell’annuncio dell’inchiesta degli Usa” sulla possibilità di nuovi dazi contro i paesi europei; “come in tutte le altre questioni sul commercio, l’Ue agirà unita”, ha fatto sapere un portavoce della Commissione, spiegando che l’Ue si sta “coordinando con le autorità francesi”.

Tuttavia per la Commissione europea il Wto è la sede corretta dove dirimere le questioni commerciali internazionali.  Il portavoce ha annunciato anche la possibilità di un ricorso dell’Ue al Wto contro i nuovi dazi Usa approvati in seguito alla sentenza sul caso Airbus: la World trade organization ha autorizzato Washington a imporre dazi su prodotti Ue per quasi 8 miliardi di euro affermando che l’Ue non ha rispettato l’ordine di porre fine agli aiuti di stato di cui ha goduto il gigante dell’aviazione francese.

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