SCENARI

Amazon e il flop dei punti vendita: il phygital non decolla?

Giù le saracinesche di sei foods market negli Usa. Decisione che fa seguito a quella dello scorso marzo relativa a circa 70 punti vendita fra librerie, pop-up e store di articoli per la casa e giocattoli anche nel Regno Unito. A Staten Island i lavoratori votano contro la sindacalizzazione dell’azienda

Pubblicato il 04 Mag 2022

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Amazon chiuderà sei dei suoi punti vendita Whole foods market negli Stati Uniti, dopo che la scorsa settimana ha registrato la sua prima perdita trimestrale dopo diversi anni di attività. I dati hanno infatti messo in luce un rosso da 3,8 miliardi di dollari rispetto all’utile di 8,1 miliardi registrato nello stesso periodo del 2021. 

Le chiusure in Alabama, California, Massachusetts e Illinois avranno un impatto solo su sei negozi in oltre 500 località. “Mentre continuiamo a posizionare Whole foods market a lungo termine, valutiamo regolarmente le prestazioni e il potenziale di crescita di ciascuno dei nostri negozi e abbiamo preso la difficile decisione di chiudere sei negozi”, ha affermato una portavoce.

La chiusura in perdita registrata nella prima trimestrale 2022 è la prima dal 2015 e la colpa sarebbe da attribuire alle congiunture storiche ed economiche di questi ultimi anni: “La  pandemia e la successiva guerra in Ucraina hanno portato una crescita e delle sfide insolite”, ha infatti sottolineato l’amministratore delegato Andy Jassy la scorsa settimana.

La fine di un’era

Solo lo scorso marzo  Amazon aveva dichiarato di voler chiudere tutte le 68 librerie, pop-up e negozi fisici che vendono giocattoli e articoli per la casa negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ponendo fine ad alcuni dei suoi esperimenti di vendita al dettaglio più longevi. La notizia ha rappresentato un punto di svolta per un’azienda che ha iniziato come libreria online e ha contribuito a portare alla bancarotta rivali affermati come Borders. All’annuncio, Amazon ha detto anche di volersi concentrare  maggiormente sui suoi mercati di generi alimentari e su un concetto di grande magazzino in futuro.

Bocciata sindacalizzazione dipendenti a New York

Intanto i lavoratori di uno degli stabilimenti di Amazon a Staten Island (New York) hanno votato contro la sindacalizzazione. Il voto segna una vittoria per l’azienda, che invece aveva incassato un risultato contrario il mese scorso presso un altro stabilimento, sempre a New York. La Commissione nazionale sulle relazioni di lavoro ha annunciato che il 62 per cento dei lavoratori che hanno espresso il loro voto  – 618 su un totale di 998 – hanno votato contro la formazione di un sindacato. Un legale rappresentante del sindacato dei lavoratori di Amazon, il gruppo promotore degli sforzi di sindacalizzazione delle strutture di Amazon a New York, ha annunciato che potrebbe presentare un ricorso. 

 

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