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L’ISPEZIONE

Amazon, ispezioni a Piacenza: sotto la lente i contratti dei dipendenti

Il personale del ministero del Lavoro al centro logistico di Castel San Giovanni per “verificare l‘osservanza delle norme di tutela del lavoro e di legislazione sociale”. I funzionari a colloquio con i dipendenti per “fotografare” le condizioni lavorative

07 Dic 2017

Antonello Salerno

Amazon finisce sotto la lente degli ispettori del ministero del Lavoro. Soltanto ieri era arrivata la diffida di Agcom, che dava al colosso dell’e-commerce 15 giorni di tempo per adeguare le proprie attività di consegna alle norme che regolano i servizi postali. E a distanza di poche ore, alle 11 di questa mattina, sono arrivati gli ispettori, in una task force composta da undici persone, mandati dall’ispettorato nazionale del Lavoro, che hanno visitato la sede di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, che fa parte di “Amazon Italia Logistica”, per “verificare l’osservanza, nei confronti del personale occupato – si legge in una nota del ministero – delle norme di tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale”.

L’ispezione, prosegue il comunicato, “è stato pianificato nell’ambito delle attività ispettive programmate, con un’attenzione prioritaria al settore della logistica e della movimentazione merci. I funzionari stanno acquisendo le dichiarazioni dai lavoratori utili a ’fotografare’ le loro condizioni lavorative”.

I dipendenti del centro logistico di Piacenza si erano fatti notare negli ultimi giorni per aver dato vita a uno sciopero in occasione del black friday, la giornata di sconti importata in Italia sulla scia di quella “tradizionale” negli Stati Uniti.

Nel suo pronunciamento di ieri l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni aveva diffidato Amazon chiedendo a due società del gruppo Amazon,  Amazon Italia Logistica S.r.l. e Amazon City Logistica S.r.l., di regolarizzare entro 15 giorni la propria posizione e dimostrare all’Agcom di essere in possesso di tutti i titoli abilitativi per svolgere i servizi postali. “In base alle informazioni e dagli elementi acquisiti – spiegava Agcom –  l’Autorità rileva che il servizio di recapito ai destinatari dei prodotti acquistati sul cosiddetto marketplace è offerto e gestito sul territorio nazionale da società riconducibili ad Amazon Eu Srl. A giudizio dell’Autorità, il servizio svolto da queste società, al pari di quelli svolti dai principali corrieri espresso utilizzati da Amazon, è qualificabile come servizio postale, in base alla normativa di settore, nazionale e dell’Unione europea”.

In particolare, secondo quanto rilevato da Agcom, è attività postale il servizio di consegna che ha ad oggetto prodotti offerti direttamente dai venditori e recapitati ai clienti finali attraverso società controllate da Amazon, nonché il servizio di recapito presso gli armadietti automatizzati, i cosiddetti locker, svolto da società del Gruppo Amazon.

Ma cosa vuol dire qualificarsi come servizio postale? Il possesso del titolo comporta, per le società che svolgono attività postale – spiega Agcom – il rispetto di vari obblighi, tra i quali l’essere in regola con le disposizioni in materia di condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive di lavoro di riferimento vigenti nel settore postale, l’essere in regola con gli obblighi contributivi per il personale dipendente impiegato e l’adozione della carta dei servizi nei confronti degli utenti.

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