Amazon, primo sciopero nazionale. Ma l'azienda rassicura: "Rispettiamo i lavoratori" - CorCom

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Amazon, primo sciopero nazionale. Ma l’azienda rassicura: “Rispettiamo i lavoratori”

Contratto, sicurezza e salute: molte le ragioni alla base dello stop ha coinvolto tutta la filiera. In una lettera ai clienti la country manager Marseglia mette nero su bianco le azioni intraprese “Garantiamo un ambiente di lavoro sicuro e inclusivo, salari tra i più alti del settore”. I sindacati: “Coniugare profitto e diritti”

22 Mar 2021

Federica Meta

Giornalista

Oggi il primo sciopero nazionale della filiera Amazon. Lo stop di 24 ore coinvolgerà gli addetti agli hub e ai magazzini, quelli alla logistica e allo stoccaggio e i driver delle società in appalto (i corrieri che consegnano per Amazon). La mobilitazione decisa da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dopo la rottura della trattative con Assoespressi sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello.

Tra le rivendicazioni sindacali alla base dello sciopero, spiega la Filt “la verifica dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la verifica e la contrattazione dei turni di lavoro, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali ed il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza”.
Al gigante dell’e-commerce americano chiediamo di dare in tempi rapidi risposte alle questioni poste, perché – conclude la Filt – alle lavoratrici e ai lavoratori vanno riconosciuti subito diritti e tutele”.
Assist di Federconsumatori ai lavoratori in sciopero: l’associazione invita i propri associati a non acquistare prodotti sulla piattaforma e-commerce.
Secondo i dati resi noti dai sindacati, l’adesione media è stata del 75%, con punte del 90% in alcuni territori. “È una protesta riuscita – spieganoFilt, Fit e Uiltrasporti – anche oltre le nostre aspettative considerando che mole lavoratrici e molti lavoratori si sentono “ricattabili” perché hanno contratti atipici e quindi hanno visto la protesta come un rischio per il loro posto di lavoro precario”.
“Torniamo a ribadire le ragioni della protesta: Amazon si è arricchita enormemente grazie al boom del commercio online in tempo di pandemia ed è giusto che redistribuisca parte di questa ricchezza anche in termini di diritti ai suoi dipendenti – spiegano – L’azienda ad oggi si è sempre rifiutata di discutere con i sindacati la verifica dei turni, dei carichi e dei ritmi di lavoro imposti, la riduzione dell’orario di lavoro dei driver, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore, la stabilizzazione dei tempi determinati e dei lavoratori interinali ed il rispetto delle normative sulla salute e la sicurezza. Ci aspettiamo da Amazon una convocazione in tempi brevissimi, in modo da non essere costretti a proseguire la protesta”.

Lettera di Amazon ai clienti

Amazon scrive ai clienti nel giorno del primo sciopero di filiera organizzato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. “Cari clienti, oggi è previsto uno sciopero organizzato a livello nazionale da alcune sigle sindacali – si legge nella missiva firmata dalla country manager di Amazon.it e Amazon.es, Mariangela Marseglia – In Amazon rispettiamo il diritto di ogni individuo ad esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini”.

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Logistica/Trasporti

“L’emergenza sanitaria – prosegue – tutt’ora in corso ha avuto un grande impatto sulla vita di tutti noi. Prendiamo molto sul serio il nostro compito di continuare a fornirvi un servizio utile, così come quello di proteggere la salute e la sicurezza di tutto il nostro personale, permettendovi di acquistare e ricevere i prodotti di cui avete bisogno restando a casa il più possibile”.

“Il nostro impegno nei confronti dei nostri dipendenti non si ferma. Continueremo – scrive ancora Marseglia – ad assicurarci che tutto il nostro personale sia adeguatamente protetto, monitoriamo i cambiamenti e aggiorniamo costantemente le misure preventive giorno per giorno. Offriamo test gratuiti e supporteremo in tutti i modi il piano di vaccinazione, appena sarà possibile, per far sì che ogni persona che frequenti i nostri siti venga adeguatamente assistita. Essere l’azienda più attenta al cliente al mondo significa anche informarvi sulla realtà dei fatti, soprattutto quando questi rischiano di non emergere adeguatamente, per continuare a meritarci la vostra fiducia”.

I fatti sono che noi mettiamo al primo posto i nostri dipendenti e quelli dei fornitori terzi offrendo loro un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale. Usiamo le più avanzate tecnologie e le mettiamo al servizio dei nostri lavoratori e fornitori per migliorare la sicurezza sul lavoro e semplificarlo”, conclude Marseglia.

Coniugare profitto e diritti, appello Cgil

Amazon può e deve coniugare lo sviluppo e il profitto con i diritti di chi lavora“, evidenzia la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti in un video su Collettiva il canale di comunicazione della Cgil.

“Oggi è una giornata molto importante – sottolinea Scacchetti – I lavoratori e le lavoratrici della filiera di Amazon hanno deciso di protestare per rivendicare un normale sistema di relazioni sindacali. Un messaggio importante rispetto alla necessità di parlare di lavoro di qualità”.

Secondo la dirigente sindacale “è importante che Amazon incrementi le proprie attività in Italia, ma non è sufficiente offrire occasioni di lavoro. Abbiamo ancora problemi insostenibili di carichi, di tempi, di eccessiva precarietà lavorativa. In un’azienda con quel tipo di fatturato – continua – è giusto costruire un sistema di relazioni che riconosca ai lavoratori un premio di risultato e condizioni contrattate. Ossia relazioni sindacali stabili”.

Non è facile – prosegue Scacchetti – chiedere oggi ai lavoratori di scioperare. Sappiamo della carenza di lavoro, sappiamo dell’alta ricattabilità degli addetti. Però sappiamo anche che combattere e rivendicare diritti per la propria dignità è l’unica strada possibile per affermare il diritto a un lavoro di qualità. Per questo oggi ringraziamo tutti gli uomini e le donne che hanno voluto dare questo segnale e auspichiamo che l’azienda riprenda un serio percorso di confronto. Riaprendo i tavoli, ma soprattutto trovando soluzioni alle tante questioni aperte. Auspichiamo – conclude la segretaria confederale della Cgil – che il messaggio arrivi forte ai clienti di Amazon e alla cittadinanza tutta perché quest’azienda, come tante altre aziende, può e deve coniugare lo sviluppo e il profitto con i diritti di chi lavora”.

Le reazioni della politica

Il Pd in campo a sostegno dei lavoratori. “Oggi i lavoratori e le lavoratrici di Amazon scioperano – scrive il vicesegretario Peppe Provenzano su Twitter – È il primo caso al mondo in cui l’intera filiera, dai magazzini ai corrieri, aderisce alla mobilitazione. Il Pd è pronto a incontrarli per ascoltarne le ragioni e difendere i diritti del lavoro nell’era dell’algoritmo”.

“Il lavoro non è merce, come ci ricordava autorevolmente Luciano Gallino, e non lo sarà mai. Nemmeno nella società digitale – dice su Facebook, il deputato Pd Francesco Boccia –  I diritti per il Partito democratico restano sempre gli stessi, non sono negoziabili e sono scolpiti nella nostra Costituzione. Il Pd è e sarà sempre dalla parte dei diritti dei lavoratori”.

Solidarietà anche da Fratelli d’Italia. “Il colosso digitale umilia i lavoratori con condizioni continuamente precarie del lavoro e turni massacranti, anche di 44 ore settimanali, con una giungla di rapporti di lavoro fra dipendenti ed esterni – sottolinea il Responsabile nazionale innovazione di Fratelli d’Italia, il deputato Federico Mollicone – Le aziende dell’e-commerce come Amazon sono fra le poche ad aver aumentato i propri ricavi nel corso della pandemia con un disallineamento rispetto le tasse pagate: anche per questo, chiediamo una web tax di solidarietà, come chiesto anche da Giorgia Meloni, per i colossi della rete in favore dell’economia nazionale.”

Per i 5 Stelle è ora di superare la logica dell’algoritmo. “Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro vanno rispettate e garantite sempre, altrimenti si corre il rischio di riportare indietro le lancette del tempo sul fronte dei diritti – dice il senatore e capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Lavoro di palazzo Madama, Iunio Valerio Romano – Nell’auspicare una ripresa delle relazioni industriali tra Amazon e i sindacati per il rinnovo del contratto collettivo di categoria, credo che l’attuale governo dovrebbe riaprire una riflessione sui cosiddetti lavori usuranti, in continuita’ col percorso tracciato dal governo Conte II, anche nella prospettiva di rivedere la normativa vigente”.

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