E-COMMERCE

Yoox, multa da oltre 5 milioni dall’Antitrust per prezzi ingannevoli

E l’Agcom infligge a Meta (Facebook) una sanzione da 750mila euro per violazione delle norme sul divieto di pubblicità dei giochi d’azzardo

Pubblicato il 13 Gen 2023

Domenico Aliperto

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Sanzioni per Yoox e Meta dalle autorità regolatorie. L’Antitrust  ha multato Yoox per 5.250.000 euro. La sanzione arriva a seguito di un’istruttoria dell’Antitrust che ha consentito di accertare la scorrettezza di alcuni comportamenti attuati attraverso il sito di ecommerce Yoox.com/it nell’ambito dell’attività di vendita online di capi d’abbigliamento, di calzature e di altri beni di moda, lusso e design, nel periodo 2019-2022. E poche ore dopo è arrivata la sanzione da 750mila euro disposta da Agcom nei confronti di Meta, la holding di Facebook, per la violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo sancito dal “decreto Dignità”.

La sanzione Antitrust a Yoox

“In particolare”, si legge in una nota dell’Antitrust, “la società ha annullato unilateralmente gli ordini online già perfezionati dai consumatori in caso di superamento di determinate soglie di resi, omettendo contestualmente l’informativa sul blocco degli acquisti e generando ritardi e tenendo altre condotte ostruzionistiche tali da rallentare, scoraggiare o comunque ostacolare di fatto l’esercizio dei diritti di recesso e rimborso dei consumatori. Inoltre ha prospettato in modo ingannevole i prezzi di vendita dei prodotti e gli sconti effettivamente applicati.

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Entro 60 giorni Yoox dovrà informare l’Autorità sulle iniziative assunte per superare gli elementi di criticità evidenziati nel provvedimento sanzionatorio.

SCARICA IL PROVVEDIMENTO

Gli esiti delle indagini

Più nello specifico, per quanto riguarda la prima pratica, in ragione di alcune segnalazioni pervenute da parte dei consumatori e del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza nonché dalla significativa documentazione ispettiva acquisita, è emersa una specifica policy aziendale interna che prevede – senza informare prima o dopo i consumatori – l’inibizione della possibilità di effettuare ulteriori acquisti nel caso di superamento di determinate soglie di resi, limitando così il diritto di recesso.

In riferimento alla seconda pratica, invece, l’Autorità ha ritenuto che Yoox abbia indotto i consumatori ad aderire alle proprie offerte online sulla base della prospettazione di prezzi e di sconti ingannevoli. Si è per esempio accertato che, prima dell’ 1 febbraio 2022, a seguito dei frequenti repricing, il prezzo finale scontato di alcuni prodotti – in occasione di determinate promozioni – risultava sostanzialmente analogo al prezzo effettivamente praticato nel periodo precedente la promozione, in quanto veniva modificato il prezzo di riferimento rispetto al quale veniva poi applicato lo sconto.
Dopo l’1 febbraio 2022, invece, il prezzo di riferimento rispetto al quale venivano praticati gli sconti non era il prezzo effettivamente applicato da Yoox, ma un importo rappresentativo del presunto prezzo di mercato applicato nei negozi delle case di moda. In questo modo si prospettavano condizioni di offerta (prezzo di riferimento e sconti) più vantaggiose rispetto a quelle in realtà mai praticate. Nel corso del procedimento Yoox ha indicato più chiaramente il prezzo di vendita e gli sconti eventualmente applicati.

L’impegno dell’Antitrust nell’ambito ecommerce

“L’intervento”, spiega l’Antitrust, “si inquadra nella più generale attività di enforcement volta ad assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo dell’ecommerce. Assume, inoltre, particolare rilevanza sia per quanto concerne la novità della pratica, consistente nell’inibizione/blocco dell’account del consumatore per eccesso di resi, che per la fondamentale importanza di un’informazione trasparente e corretta sulle principali leve economiche/concorrenziali su cui si fondano le decisioni commerciali dei consumatori, come i prezzi e gli sconti applicati, soprattutto alla luce dei recenti interventi in materia da parte del legislatore europeo e nazionale”.

La sanzione Agcom a Meta

La multa decisa da Agcom nei confronti di Meta è il primo provvedimento emanato dall’Autorità nei confronti di una piattaforma di social media per aver consentito la diffusione di contenuti, in violazione del divieto di pubblicità al gioco d’azzardo contenuta del “Decreto Dignità”.

Tra le motivazioni a fondamento della sanzione, si sottolinea, in particolare – spiega Agcom in una nota – che Meta è responsabile per non aver previsto nelle proprie condizioni generali, destinate al mercato italiano e relative alla promozione di beni e servizi a pagamento, alcuna restrizione in relazione alla pubblicità di giochi con vincite in denaro.

Nello specifico, sottolinea l’authority – è emerso che la società consente a tutti i propri clienti business che intendono rivolgersi al pubblico italiano di promuovere tali contenuti, anche attraverso la “targetizzazione” delle inserzioni pubblicitarie.

“Pur avendo collaborato pienamente con l’autorità su questo tema, non siamo d’accordo con la decisione presa dall’AgCom e sulla multa imposta – afferma un portavoce di Meta – Stiamo valutando le opzioni a nostra disposizione”.

Oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, Agcom ha anche imposto a Meta di impedire a ciascun autore delle sponsorizzazioni oggetto del provvedimento la diffusione e il caricamento di contenuti analoghi per il futuro, in linea con le più recenti pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea.

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