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LO STUDIO

E-commerce, cibo miniera per l’Italia: “tesoretto” potenziale da 3,5 mld

Secondo Kpmg l’e-commerce di food & beverage è ancora poco sviluppato ma cogliendo adeguatamente le opportunità offerte dal digitale, il nostro Paese potrebbe diventare leader. “Servono azioni mirate in mercati strategici come la Cina”

12 Apr 2017

F.Me

Le vendite online alimentari sono le uniche a crescere in un contesto di stallo o arretramento delle vendite dei retailer tradizionali e il business dell’agroalimentare italiano potrebbe totalizzare 3,5 miliardi di euro se l’Italia sapesse meglio cogliere queste opportunità. A dirlo è l’indagine Kpmg presentata nel workshop “Italian food decolla sulle piattaforme digitali” svoltosi a Cibus Connect che oggi e domani a Fiere Parma raduna 400 aziende dell’alimentare italiano nell’ottica di favorirne l’internazionalizzazione attraverso l’incontro con migliaia di buyer italiani e stranieri.

“L’e-commerce del cibo e bevande in Italia è ancora poco sviluppato – sottolinea Roberto Giovannini, partner Kpmg – e rappresenta solo lo 0,35% del totale delle vendite alimentari, per un valore di 570 milioni di euro, contro un valore globale di 3,5 miliardi che ne rappresenta il target potenziale”. L’e-commerce è opportunità da sfruttare “perchè il cibo made in Italy è ai primi posti nei desideri dei consumatori mondiali – osserva Giovannini – ma bisogna mettere in campo strategie mirate identificando i mercati dove la digitalizzazione cresce e dove proporre il giusto mix di prodotti”.

In questo senso i mercati asiatici e soprattutto la Cina sono sicuramente promettenti, difatti il totale delle vendite alimentari on line nel Paese del Dragone si attesta al 43% del volume globale delle vendite food&beverage, per un valore di 16,5 miliardi. Rodrigo Cipriani Foresio, managing director per il Sud Europa del colosso dell’ecommerce Alibaba Group, sottolinea come il market place, che opera al 95% in Cina, rappresenti una piattaforma molto utile per favorire lo sbarco delle imprese italiane agroalimentari in Cina, considerato anche che i 443 milioni di clienti cinesi, per la maggior parte millennials e di fascia borgehse, richiedono sempre più prodotti italiani. Il caffè e il latte a lunga conservazione sono soprattutto considerati trendy. Alibaba, che ha già istituito in sinergia con il ministero delle politiche agricole la Giornata del vino italiano il 9 settembre, annuncia anche di voler lanciare sulla sua piattaforma un Padiglione permanente del made in Italy, con particolare attenzione al food, alla cui realizzazione è impegnato assieme allo stesso ministero e all’Ice.

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