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PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Emilia Romagna, al via le comunità tematiche per l’Agenda digitale

Più di 450 iscritti da Comuni, Province e Unioni di Comuni. Ora la nomina dei coordinatori degli otto organismi e la definizione del piano di lavoro. Così la PA digitale si allarga alle componenti sociali e produttive del territorio

03 Apr 2017

Una piattaforma di collaborazione per mettere a fattor comune le competenze per la trasformazione digitale presenti nei diversi enti dell’Emilia Romagna, a cui si sono già iscritti in 450 tra i rappresentanti di Comuni, province e unioni di comuni del territorio. Sono le otto Comunità tematiche del Community network della Regione (Cner), che la strategia per l’agenda digitale dell’Emilia Romagna identifica come dli attori principali per raggiungere gli obiettivi fissati dal piano. Le comunità tematiche, si legge in una nota di Lepida, la in-house regionale per l’innovazione e le reti della Regione, forni­scono un originale contributo allo sviluppo dell’e­cosistema dell’innovazione emiliano-romagnolo in cui una PA digitale e aperta si allarga alla relazione operativa e collaborativa con il territorio nelle sue componenti sociali e produttive.

Alla fase di costituzione appena conclusasi, spiega Lepida, segue nel mese di aprile l’avvio opera­tivo delle Comunità Tematiche con la nomina dei coordinatori, la condivisione di una base conosciti­va comune sullo stato dell’arte e la definizione del piano di lavoro in relazione agli obiettivi dell’Agenda Digitale dell’Emilia Romagna. Costituite da perso­ne formalmente incaricate dai loro Enti di apparte­nenza, oltre a referenti della Regione Emilia-Roma­gna, del Coordinamento Ader e di lepidaspa, le comunità tematiche sono lo strumento deputato a condividere conoscenza, progettualità e attua­zione di azioni e iniziative in 8 ambiti: infrastrut­ture abilitanti (reti, territori intelligenti e servizi centralizzati), accesso unico ai servizi per imprese e cittadini, banca regionale del dato e competenze digitali, Agenda digitale e integrazioni digitali. Oltre agli esperti dei sistemi informativi, tradizionale asse portante delle comunità tematiche, nella nuova composizione va sottolineata la par­tecipazione di esperti di dominio, di responsabili di settore, di vertici amministrativi e politici degli Enti “a dimostrazione di come le azioni per lo sviluppo di territori digitali – conclude la nota – coinvolgano tutti i diversi livelli degli Enti”.

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