INNOVAZIONE

Euro digitale, piano congiunto di cinque Paesi Ue. C’è anche l’Italia

Lo rivela Handelsblatt: il nostro Paese, insieme a Germania, Francia, Paesi Bassi e Spagna, firma un documento strategico. Al centro l’integrazione dell’emissione della moneta in contanti con quella virtuale. Intanto la Bce accelera sui test

19 Set 2022

Federica Meta

Giornalista

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Integrare l’emissione dell’euro in contanti con l’introduzione della moneta unica europea digitale. E’ questo il punto chiave del documento strategico elaborato dal governo tedesco con Italia, Francia, Paesi Bassi e Spagna, Lo riferisce il quotidiano “Handelsblatt”. “L’euro digitale potrebbe svolgere un ruolo decisivo nel rafforzamento dell’autonomia strategica dell’Unione europea e nella promozione dell’innovazione nel settore finanziario”, si legge nella proposta, visionata dal quotidiano tedesco, seconco cui “dietro la spinta dei cinque Paesi dell’Eurozona c’è il timore che senza un’offerta europea altre valute digitali possano acquisire importanza in Europa”.

Il progetto della Bce

Intanto la Bce accelera sull’euro digitale e avvia collaborazioni con 5 aziende, tra cui l’italiana Nexi, per sviluppare potenziali interfacce utente.

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“L’obiettivo di questo test è quello di verificare la capacità di integrazione della tecnologia alla base dell’euro digitale con i prototipi sviluppati dalle aziende – spiega una nota della Bce – Le transazioni simulate saranno avviate utilizzando i prototipi di front-end delle cinque società ed elaborate attraverso l’interfaccia e l’infrastruttura di back-end dell’Eurosistema”. Non è previsto il riutilizzo dei prototipi nelle fasi successive del progetto euro digitale.

Il completamento delle sperimentazioni è previsto per il primo trimestre del 2023, quando verranno pubblicati i risultati.

Le società selezionate si concentreranno ciascuna su un caso d’uso specifico dell’euro digitale, in collaborazione con i team della Bce:

  • pagamenti presso il punto vendita disposti dal beneficiario – Nexi;
  • pagamenti online peer-to-peer – CaixaBank;
  • pagamenti offline peer-to-peer – Worldline;
  • pagamenti presso i punti vendita disposti dal pagatore – EPI;
  • pagamenti e-commerce – Amazon.

Le aziende sono state scelte tra 54 fornitori di front-end e la loro selezione fa seguito all’invito dello scorso aprile a manifestare interesse a partecipare all’esercizio di prototipazione. “Tutte le 54 aziende soddisfano una serie di ‘capacità essenziali’ indicate nell’invito – conclude la Bce – ma i cinque fornitori scelti rispondono al meglio alle ‘capacità specifiche’ richieste per il caso d’uso assegnato”.

Il progetto di euro digitale

L’euro digitale sarebbe come le banconote, ma in forma digitale: una moneta elettronica emessa dall’Eurosistema (la Bce e le banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro) accessibile a tutti, cittadini e imprese.

Un euro digitale affiancherebbe il contante senza sostituirlo. Amplierebbe la scelta su come pagare e renderebbe più facile farlo, contribuendo all’accessibilità e all’inclusione.

“Il nostro lavoro ha l’obiettivo di assicurare che nell’era digitale i cittadini e le imprese continuino ad avere accesso alla forma più sicura di moneta, la moneta della banca centrale”, ha spiegato più volte la presidente della Bce, Christine Lagarde.

Davanti alla alla Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo, il componente del board della Banca centrale, Fabio Panetta, ha delineato la visiona lla base del progetto di euro digitale.

Secondo Panetta un euro digitale “contribuirebbe alla nostra autonomia strategica e alla nostra efficienza economica, mettendo a disposizione un mezzo di pagamento europeo utilizzabile per qualsiasi pagamento digitale; conseguirebbe gli obiettivi della società e si fonderebbe su un’infrastruttura europea”

“Progetteremo l’euro digitale in modo da renderlo utile per i consumatori, che auspicano uno strumento con cui pagare ovunque. L’attribuzione all’euro digitale dello status di moneta con corso legale, deciso da voi colegislatori condurrebbe a tale obiettivo. Tale status contribuirebbe inoltre alla realizzazione degli effetti di rete essenziali per il successo delle soluzioni di pagamento”.

“Perseguiremo inoltre i più elevati standard in materia di privacy, prefiggendoci di favorire l’inclusione finanziaria e promuovere l’innovazione digitale, anche in relazione alla programmabilità dei pagamenti – ha puntualizzato Panetta – Per quanto riguarda l’attuazione, stiamo lavorando per ridurre al minimo i tempi tecnici (time to market), i costi, i rischi e l’impatto ambientale associati all’euro digitale”.

“In particolare, faremo sì che questa nuova forma di moneta sfrutti l’esperienza degli intermediari finanziari nel campo dei servizi a contatto con il pubblico, non spiazzi i mezzi di pagamento privati e preservi la stabilità finanziaria”, ha concluso.

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