IL SONDAGGIO

Eurobarometro 2021, italiani “tecno-scettici”: solo per 3 su 10 il digitale porterà vantaggi

Il nuovo rapporto vede il nostro Paese fra i più “sfiduciati” nei confronti dell’innovazione: solo l’11% dei cittadini è pronto a scommettere sui benefici della “disruption” contro una media europea del 41%. In prima linea le preoccupazioni sulle competenze tecnologiche e la scarsa conoscenza dei diritti online

10 Dic 2021

L. O.

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La digital transformation sta guadagnando sempre più terreno. Eppure gli italiani non guardano con fiducia alla svolta. Emerge dall’edizione 2021 dell’Eurobarometro secondo cui il nostro Paese, nonostante veda il digitale come passaggio inevitabile, è fra i meno ottimisti rispetto ai vantaggi che la rivoluzione tecnologica potrà portare. Ma non solo.

Italia, basso livello di fiducia nel digitale

Sono 8 su 10 infatti gli utenti italiani che riconoscono che da qui alla fine del decennio internet diventerà sempre più importante (79%). Ma solo poco più di un terzo guarda alla trasformazione digitale come vantaggiosa. E una persona su due non nemmeno vede cambiamenti sostanziali. Complessivamente la fiducia degli italiani nei confronti del digitale è tra le più basse in Europa: la classifica colloca il nostro Paese al 21esimo posto per aspettative di maggiori benefici.

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Rischi per la vita lavorativa e la privacy

Inoltre il 35% degli intervistati vede nel digitale rischi per la propria vita sociale e lavorativa. In particolare preoccupa la difficoltà del dover procurarsi nuove competenze per rimanere aggiornati. Ancora, quasi la metà degli italiani guarda con paura al cybercrime e teme per la propria privacy, mentre il 61% non è a conoscenza del fatto che la privacy venga protetta anche online.

Un capitolo a parte poi riguarda i timori per la sicurezza in rete dei bambini: il 51% degli intervistati dubita di riuscire a gestire il deflagrare di Internet fra i minori e tre italiani su dieci ha paura che un maggiore utilizzo di internet porterà a una “connessione perenne” e all’impossibilità di dedicarsi alla vita reale.

Identità digitale sicura, protezione delle comunicazioni private e maggiore tutela sul web sono le garanzie che si richiedono all’Europa: otto italiani su dieci pensano che la sicurezza sul web sia un compito che deve essere svolto dalla Commissione Ue.

La situazione degli altri Paese

In base ai risultati dell’indagine, più di 8 europei su 10 (81%) ritengono che nel 2030 gli strumenti digitali e internet saranno più importanti nelle loro vite. E più dell’80% dei cittadini pensa che l’uso degli strumenti digitali e di internet presenterà vantaggi perlomeno pari agli svantaggi. Solo una percentuale ridotta (12%) si aspetta invece più svantaggi che vantaggi dall’uso degli strumenti digitali e di internet nel 2030.

Preoccupazioni per la cybersecurity

Più della metà (56%) dei cittadini intervistati esprime timore per quanto riguarda gli attacchi informatici e la criminalità informatica, ad esempio il furto o l’abuso di dati personali, i malware o il phishing. Oltre la metà (53%) nutre preoccupazioni per il benessere dei minori online e quasi la metà (46%) è preoccupata per quanto riguarda l’uso di informazioni e dati personali da parte di imprese o amministrazione pubblica.

Serve una visione europea comune

La grande maggioranza (82%) dei cittadini dell’UE ritiene utile che l’Unione europea definisca e promuova una visione europea comune in materia di principi e diritti digitali. Complessivamente gli utenti chiedono di essere informati sulle condizioni generali che si applicano alla connessione a internet.

Le prossime tappe

I risultati di questa prima indagine, fa sapere l’Europa, “contribuiranno a sviluppare la proposta di una dichiarazione europea sui principi e i diritti digitali del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione”. La dichiarazione promuoverà una transizione digitale plasmata da valori europei condivisi e da una visione antropocentrica dei cambiamenti tecnologici. A partire dal 2023 sarà programmata una serie annuale di sondaggi Eurobarometro.

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