L'OUTLOOK DI ERICSSON

Fabbriche dei desideri, sartorie 3D e piscine cosmiche: benvenuti nel 2030

E nei 10 Hot Consumer Trends ci sono anche i multiplex medical center, arene in telepresenza e saloni di bellezza immersivi. Rivoluzione shopping alle porte: i centri commerciali verso un’evoluzione in chiave super hi-tech

15 Dic 2021

L. O.

4_La piscina dei sogni

Ristoranti dove mangiare insieme ad amici che vivono in un altro continente. Piscine dove usare una cuffia VR ossigenata per sperimentare il cosmo a gravità zero. Negozi virtuali dove provare nuovi prodotti rimanendo a casa. E ancora parchi natura con animali preistorici, riparazione e produzione on-demand, palestre ibride. Sono solo alcuni dei 10 Hot Consumer Trends 2030 previsti da Ericsson sulla base di un maxi-sondaggio online rivolto a 57 milioni di early adopter di tecnologia in 14 città del mondo. (SCARICA QUI IL REPORT COMPLETO)

Il futuro fa tappa nel centro commerciale

In particolare lo scenario è puntato sui centri commerciali del futuro che gli utenti si aspettano di avere a disposizione nel 2030. Emerge un luogo – il report lo chiama Everyspace Plaza – dove la connettività 6G di nuova generazione renderà possibile il multiverso. Occhiali AR, tute tattili, guanti smart e altri dispositivi high-tech saranno disponibili low cost trasformando ambienti e comportamenti. Un mix ibrido di tecnologia connessa, integrata in ambienti fisici reali in grado di migliorare le esperienze di shopping e di acquisto.

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“Da un lato può essere difficile immaginare, prima del 2030, un gran numero di consumatori in possesso di costose attrezzature tecnologiche come occhiali AR, visori VR impermeabili, tute aptiche e guanti tattili – dice Michael Björn, Head of Research Agenda, Consumer & IndustryLab di Ericsson -. Tuttavia, se queste attrezzature dovessero essere messe a disposizione a un costo inferiore, è plausibile immaginare che in molti le avranno per migliorare le esperienze quotidiane anche nei centri commerciali”.

Il 35% dei consumatori intervistati pensa infatti che i centri commerciali abbiano più probabilità di avere tecnologie di prossima generazione rispetto alle abitazioni. “I centri commerciali – spiega Björn  – sono stati a lungo luoghi ad alta concentrazione di tecnologia, con molti cinema, sale giochi, sale da concerto, piste da bowling. Probabilmente continueranno a svolgere questo ruolo”. Lo studio inoltre evidenzia la convinzione che i centri commerciali ibridi potrebbero contribuire in modo positivo e sostenibile alla vita locale. “Se non altro, il futuro potrebbe essere sempre più localizzato, con il 32% degli intervistati che concorda sul fatto che i centri commerciali hi-tech renderanno più fattibile e attraente il trasferimento nelle piccole città e nelle zone rurali – e solo il 13% non è d’accordo”, aggiunge Björn.

L’arena dove tutto è possibile

Entro il 2030, quasi 8 intervistati su 10 credono che le sale per eventi saranno dotate di tecnologia per la telepresenza che permette a artisti internazionali o squadre sportive di esibirsi digitalmente come se fossero lì di persona. Ma si crede che la telepresenza possa coinvolgere anche il pubblico. Infatti, il 77% si aspetta che queste sale siano equipaggiate con sistemi di suono surround connessi che permettano ai partecipanti, da ogni parte del mondo, di cantare con una profondità di suono sorprendente.

Almeno il 55% degli intervistati vuole visitare un museo che usa la tecnologia avanzata AR/VR per ricreare eventi storici e viverli come se fossero lì di persona.

Il salone di bellezza immersivo

7 consumatori su 10 pensano che i saloni di bellezza entro il 2030 useranno la modellazione volumetrica per migliorare l’aspetto dei clienti. Tra gli utenti AR/VR, il 41% vuole andare nei saloni di bellezza e incorporare dispositivi di riconoscimento che permettano loro di usare le mani come controller AR/VR. Inoltre, il 41% degli utenti AR/VR vorrebbe che i saloni di bellezza applicassero il make-up per ingannare la tecnologia di riconoscimento facciale delle telecamere di sorveglianza – rispetto al 25 per cento dei non utenti AR/VR. E il 71% pensa che i parrucchieri impiegheranno l’AI per analizzare le acconciature di tutti i passanti, permettendo loro di offrire il taglio di capelli più alla moda.

Stampanti 3D in sartoria

Più di tre quarti degli intervistati si aspettano che ci sarà un sarto nel centro commerciale che userà macchine da cucire e stampanti 3D per produrre vestiti su misura e a basso costo. Inoltre, altrettanti utenti vogliono usare i servizi di una sartoria che impiega robot controllati dall’AI per rammendare e riparare i loro vestiti mentre sono in attesa.

Tre quarti dei consumatori prevedono sarti che disegnano moda digitale per gli avatar, basata su scansioni 3D del loro corpo.

Il 72% degli utenti AR/VR pensa che ci sarà un sarto che usa materiali programmabili per rendere i vestiti impermeabili o fornire areazione. Ancora, il 76% si aspetta che le sartorie forniscano cabine di prova AR/VR controllate dall’intelligenza artificiale dove possano provare i vestiti virtualmente e in qualsiasi ambiente, prima di decidere.

La piscina dei sogni

Il 66% dei consumatori intervistati crede che entro il 2030 i centri commerciali saranno dotati di piscine dove sarà possibile utilizzare una cuffia VR ossigenata che permette di percepire di essere nello spazio a gravità zero.

Indossando un paio di stivali magnetizzati oltre alle cuffie VR ossigenate, sarà possibile diventare un esploratore spaziale e visitare qualsiasi pianeta dell’universo. Il 45% degli intervistati afferma che vorrebbe sperimentare una Anyverse Pool nel 2030.

La palestra ibrida

8 consumatori su 10 pensano che saranno disponibili sia tapis roulant che cyclette dotate di AR/VR per far incontrare le persone in ambienti online, e quasi la metà vorrebbe usare tali strutture in un centro commerciale. Il 45% vorrebbe frequentare lezioni con istruttori di fama internazionale che li guidano tramite presenza remota. Ancora, 7 consumatori su 10 si aspettano centri di fitness mentale dotati di ambienti AR/VR multisensoriali e personalizzati per migliorare la salute mentale.

La fabbrica dei desideri

Quasi 8 consumatori su 10 prevedono di trovare nei centri commerciali fabbriche fai-da-te, che permettono ai visitatori di selezionare design personalizzati per qualsiasi prodotto. Il servizio più apprezzato è la Print-a-Wish Multifactory, ossia la capacità di riciclare i vecchi prodotti mentre se ne acquistano di nuovi. Se il 54% dei consumatori vuole usare questo servizio, ben 8 su 10 pensano che esisterà nei centri commerciali ibridi entro il 2030.

Il ristorante al centro dell’universo

Quasi tre quarti dei consumatori pensa che, entro il 2030, ci saranno catene di ristoranti che connettono virtualmente con gli amici seduti in altri ristoranti. Tre su quattro pensano  che i ristoranti ci permetteranno di modificare rumori fastidiosi. La metà dei consumatori vorrebbe mangiare in ristoranti che usano l’intelligenza artificiale per analizzare i loro gusti e la salute, per poi essere serviti con pasti personalizzati. Inoltre, 7 su 10 credono che i futuri ristoranti saranno in grado di collocare le persone in qualsiasi scenario per un’esperienza immersiva, compresi gli odori e i suoni.

Il negozio infinito

Tre quarti degli intervistati credono che, entro il 2030, i negozianti utilizzeranno AR/VR per fornire ai clienti una gamma illimitata di articoli da provare in negozio, quasi come se fossero reali. Ci si aspetta che i negozi facciano molto di più che solo vendere prodotti. Quasi 8 consumatori su 10 pensano che i commercianti forniranno lezioni su come utilizzare al meglio i prodotti acquistati, sfruttando le tecnologie AR/VR.

Il centro medico personale

Il 77% dei consumatori si aspetta che entro il 2030 gli ambulatori medici dentro i centri commerciali abbiano apparecchiature AI per i check-up, in grado di fornire un accurato aggiornamento sullo stato di salute in pochi minuti. Inoltre, 8 consumatori su 10 si aspettano che il Multiplex Medical Center abbia molte più informazioni sui pazienti e sulle loro abitudini. Collegherebbe contapassi, smartphone, televisori, e persino apparecchi di cottura e attrezzature per l’esercizio al fine di migliorare il monitoraggio dello stato di salute dei pazienti durante la giornata.

Il parco natura “augmented”

Uno zoo AR/VR dove si può interagire con gli animali nel loro habitat, anche se estinti: il 73% degli intervistati crede che sarà disponibile entro il 2030 e ben il 55% vorrebbe visitarlo. Dato che molto probabilmente ci sarà spazio per un solo parco nel centro commerciale locale, la varietà sarà importante. Il 62% pensa che questi parchi saranno costruiti con materiali programmabili, per riconfigurare il layout ogni notte in modo che ogni visita possa essere diversa. Infine, la metà degli degli intervistati vuole visitare un parco che utilizzi l’agricoltura urbana automatizzata in modo da poter raccogliere i prodotti a un prezzo ragionevole e portarli a casa come cibo.

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