IL CASO

Facebook chiede l’archiviazione dei dossier antitrust: “Non abbiamo monopolio”

L’azienda contro le accuse presentate dalla Commissione federale Usa per il commercio e da 48 Stati. Nel mirino gli ostacoli alla concorrenza e le acquisizioni di Instagram e Whatsapp

Pubblicato il 11 Mar 2021

diffamazione-facebook-170704123405

Facebook ha chiesto mercoledì a un tribunale federale di archiviare i principali casi di antitrust presentati dalla Commissione federale per il commercio degli Stati Uniti (Ftc) e da quasi tutti gli Stati Usa (ben 48), affermando che le azioni legali non sono riuscite a dimostrare che l’azienda abbia ricoperto una posizione di monopolio o abbia danneggiato i consumatori.

“Con un margine di un voto, in un ambiente teso di critiche implacabili a Facebook per questioni del tutto estranee a questioni antitrust, l’agenzia ha deciso di intentare una causa contro di noi”, ha detto Facebook in risposta alla denuncia della Ftc.
“Ma come abbiamo detto quando la Ftc e i procuratori generali hanno annunciato queste cause legali – prosegue il colosso -, le persone in tutto il mondo usano i nostri prodotti non perché devono, ma perché rendiamo la loro vita migliore”.

Il colosso accusato di “schiacciare” la concorrenza

La causa Ftc afferma che Facebook si è impegnato in una “strategia sistematica” per eliminare la concorrenza. La Ftc e gli Stati hanno quindi chiesto che il gigante dei social media venga costretto a vendere due risorse preziose, la sua app di messaggistica WhatsApp e l’app di condivisione di foto Instagram. Sarà il giudice distrettuale statunitense James Boasberg del Distretto di Columbia ad occuparsi dei casi.

Nel dettaglio, la Ftc e gli Stati hanno accusato Facebook di aver infranto la legge antitrust per “schiacciare” i concorrenti più piccoli e appropriarsi dei social media rivali, come Instagram (per un miliardo di dollari nel 2012) e WhatsApp (nel 2014 per 19 miliardi).
Su questa scia, Governo federale e Stati l’anno scorso hanno intentato cinque cause legali contro Facebook e Google di Alphabet, sospinti da un’indignazione bipartisan per l’uso e l’abuso del potere dei social media sia nell’economia sia nella sfera politica.

La replica del colosso social: “Accuse non dimostrate”

Nella sua risposta alla causa Ftc, Facebook ha sostenuto che il governo non è riuscito a dimostrare che il colosso social avesse il monopolio in un mercato chiaramente definito o che avesse in qualche modo danneggiato i consumatori. La società ha anche respinto il riferimento, presente nella nella causa Ftc, alle e-mail scritte dal Ceo Mark Zuckerberg e da altri dirigenti per esprimere preoccupazione per la minaccia competitiva rappresentata da Instagram e WhatsApp.
“In mancanza di fatti per stabilire una condotta illegale o un danno ai consumatori – scrive Fb -, la Ftc tenta di sostenere le sue affermazioni con un sacco di e-mail interne e messaggi di dirigenti, per dimostrare che Facebook era preoccupato per le minacce competitive di Instagram e WhatsApp, ma anche di molte altre aziende”.

Separatamente, nella causa intentata da dozzine di Stati e territori, Facebook ha sostenuto che il caso statale dovrebbe essere archiviato perché gli Stati non hanno dimostrato di essere stati danneggiati da Facebook e perché hanno aspettato più di quattro anni prima di far presente le loro istanze.

Il pg di New York: “Fiduciosi: siamo convinti di avere ragione”

Il procuratore generale di New York Letitia James ha affermato che Facebook “ha torto sulla legge e ha torto sulla nostra denuncia”. “Siamo fiduciosi nel nostro caso, motivo per cui quasi tutti gli Stati di questa nazione si sono uniti alla nostra causa bipartisan per porre fine alla condotta illegale di Facebook“, ha detto in una dichiarazione.

La Ftc non ha commentato la risposta di Facebook. Gli Stati e la Ftc hanno tempo fino al 7 aprile per rispondere formalmente alla corte.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati