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Facebook diventa broker di pubblicità video, affondo anti-Google

Il social network venderà advertising per conto terzi, aiutando editori e gruppi dei media a monetizzare i contenuti e trattenendo una percentuale. Le ads saranno mirate sull’audience grazie ai dati in possesso dell’azienda fondata da Zuckerberg

17 Mag 2016

Patrizia Licata

Facebook venderà pubblicità video digitali per conto di altre aziende, diventando di fatto un ad broker, muovendo diretta concorrenza a Google e altre aziende specializzate nel settore delle pubblicità online e aprendosi nuove fonti di guadagno su un mercato, quello dell’advertising, che già ha permesso al social network di mettere a segno una trimestrale al di sopra di ogni aspettativa.

Facebook ha fatto sapere che aiuterà gli inserzionisti a vendere e piazzare pubblicità video “in-stream” e “in-article” su siti web e applicazioni di terze parti, tra cui quelli di Daily Mail, Mashable, Usa Today Sports Media Group, come riporta il Wall Street Journal.

Per questo servizio di brokeraggio, Facebook tratterà una percentuale dell’introito pubblicitario; l’azienda di Mark Zuckerberg non ha fornito dettagli ma di solito si tratta di uno share del 30%. Gli editori possono anche scegliere di includere le video ads nel prodotto Instant Articles di Facebook, dove le aziende dei media pubblicano direttamente articoli e contenuti anziché postare solo i link ai loro siti.

Facebook cerca così di cavalcare il boom di investimenti in video online da parte degli editori digitali, attratti dai prezzi relativamente elevati che gli inserzionisti sono disposti a pagare per le video ads rispetto ad altre forme di pubblicità su web. Facebook ha detto che vuole aiutare queste aziende ad estrarre sempre più valore dai loro contenuti. “Pensiamo che molti editori cerchino un contributo a monetizzare i loro video“, ha dichiarato Brett Vogel, product marketing manager di Facebook.

Gli inserzionisti potranno creare video ads mirate sulla Audience Network di Facebook usando le informazioni dettagliate che l’azienda possiede sui suoi utenti; gli inserzionisti potranno infatti creare pubblicità su misura solo sulla base del pubblico che vogliono raggiungere e non su specifici tipi di contenuto.

La spesa in pubblicità video digitali negli Usa crescerà del 28,5% quest’anno a 9,84 miliardi di dollari, prevede eMarketer. Sulle news feed di Facebook vengono già viste circa 100 milioni di ore di video ogni giorno.

Se avrà la diffusione tra editori e aziende dei media che Zuckerberg spera, la nuova funzionalità di video ad broker aiuterà Facebook nella competizione con Google e altre aziende specializzate in pubblicità online per attrarre investimenti pubblicitari. Dalla sua il social network ha già numerosi contatti con alcuni editori, che vogliono essere presenti su Facebook per far crescere il traffico sui loro siti e già usano il prodotto Instant Articles per diffondere i propri contenuti.

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