Facebook sbaraglia le aspettative, utili triplicati - CorCom

LA TRIMESTRALE

Facebook sbaraglia le aspettative, utili triplicati

Nei primi tre mesi del 2016 i ricavi a +52% anno su anno. In aumento anche gli utenti, con nuovi iscritti soprattutto da Asia, Africa e Sudamerica. Risultati in controtendenza rispetto a Google, Apple e Twitter

28 Apr 2016

A.S.

Facebook presenta ai mercati per il primo trimestre 2016 risultati brillanti, che superano le attese degli analisti e inverte la tendenza disegnata dai conti di Google, Apple e Twitter.

Nel trimestre che si è concluso il 31 marzo gli utili sono stati di 1,51 miliardi di dollari, 52 centesimi ad azione, il triplo rispetto ai 512 milioni di dollari, o 18 centesimi ad azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Al netto di spese straordinarie gli utili per azione sono stati di 77 centesimi, sopra le attese degli analisti che prevedevano 63 centesimi e meglio dell’anno precedente quando si erano fermate a 42 centesimi.

Nella stessa direzione i segnali che vengono dai ricavi del social network, che nel primo trimestre dell’anno ha fatturato 5,38 miliardi di dollari, al di sopra dei 5,26 miliardi di dollari attesi dal mercato. Nello stesso trimestre del 2015 aveva raggiunto quota 3,54 miliardi di dollari, con una crescita del 52%.

In progressione anche il numero degli utenti: nel trimestre circa 1,65 miliardi di persone hanno aperto il social network almeno una volta al mese, rispetto agli 1,59 miliardi del trimestre precedente. Negli ultimi due anni la maggior parte dei nuovi iscritti è arrivata dall’Asia, dall’Africa e dal Sudamerica. Circa due terzi degli utenti si trovano fuori dagli Stati Uniti, dall’Europa e dal Canada.

Quanto alla pubblicità, Facebook continua a essere insieme a Google il principale polo d’attrazione per la pubblicità online. Nel 2016 dovrebbe arrivare a controllare il 12% del mercato mondiale che in tutto, secondo ii dati di emarketer, ha un valore di 186,81 miliardi di dollari. Anche in questo caso si registrerebbe così una crescita rispetto al 10,7% del 2015, quando Google ha raggiunto il 31% del totale.