Facebook, utenti "schedati" per debiti e guadagni - CorCom

IL CASO

Facebook, utenti “schedati” per debiti e guadagni

Negli Usa depositato un brevetto che rende possibile la raccolta di informazioni finanziarie sugli iscritti, per risalire alla loro “affidabilità”. E c’è chi sostiene che il social network punterebbe a vendere i dati a banche e assicurazioni

10 Ago 2015

A.S.

Si è abbastanza affidabili per ottenere un mutuo o un prestito? Per accertarlo, oltre che sugli strumenti tradizionali, banche e società di credito potranno nel futuro basarsi anche sulle informazioni messe a disposizione da Facebook. A renderlo possibile è un brevetto depositato il 4 agosto negli Stati Uniti, che rende possibile per i social network la raccolta di dati e informazioni personali degli utenti, da “reindirizzare” a pagamento verso chi sarà interessato a consultarle.

Sul campo esistono già diversi siti specializzati con la “mission” di verificare l’affidabilità finanziaria degli utenti, ma il caso specifico segna un altro step nel campo della raccolta e nell’utilizzo dei dati personali degli iscritti ai social network: la raccolta delle informazioni si presenta all’utente sotto forma di pubblicità a pagamento, e si pone l’obiettivo di accertare i comportamenti finanziari: quanti debiti si contraggono, se vengono regolarmente onorati, se ci sono in corso mutui e se i pagamenti sono regolari.


“Se un individuo chiede un prestito – precisa il sito SmartUpLegal, che ha approfondito le caratteristiche principali del sistema – il creditore esamina i passati custoditi nelle pagine dei membri che hanno aderito alla sua pagina sulla base di una clausola a cui si aderisce sottoscrivendo un contratto di promozione pubblicitaria. Se la media dei comportamenti creditizi raggiunge il minimo allora il creditore decide di esaminare più nel dettaglio la richiesta. Se la media è sotto la soglia la domanda è respinta”.

Al di là dei grandi circuiti che si occupano di accertare l’affidabilità finanziaria delle persone e delle società, la cosiddetta “centrale rischi”, il brevetto acquistato da Facebook potrebbe servire per creare uno strumento che sia utile anche alle piccole società di credito o ai singoli che prestano denaro.

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