IL PIANO

Fake news, ci credono 6 italiani su 10. Agcom al contrattacco

Quattro linee d’intervento per contrastare il fenomeno della disinformazione. Focus su pluralismo nel servizio pubblico e pubblicità online. “Provenienza geografica, livello di istruzione e condizione socioeconomica” fattori che influiscono sul riconoscimento di notizie false

04 Mar 2020

L. O.

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Monitoraggio continuo, tutela del pluralismo, verifica della concorrenza sul fronte pubblicità, screening della misurazione degli indici di ascolto. Sono le 4 linee d’intervento con cui Agcom renderà il sistema informativo italiano un “sorvegliato speciale” con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della disinformazione. Un trend che colpisce il 60% degli italiani determinando una vera e propria “patologia” – scrive l’authority – della percezione della realtà e provocando una distorsione dei rapporti sociali, politici, economici.

La strategia è frutto della lunga indagine conoscitiva su “Piattaforme digitali e sistema dell’informazione” dell’authority la cui conclusione è stata approvata dal Consiglio dell’Autorità, relatori Antonio Martusciello e Antonio Nicita.

“Ultimo atto” dello studio il rapporto intitolato “Percezioni e disinformazione. Molto ‘razionali’ o troppo ‘pigri’?” (realizzato con Swg) secondo cui 6 italiani su 10 credono a fake news, bufale, notizie distorte.

Disinformazione in Italia: il report

Un “trend” che determina la costruzione di una “falsa percezione” di temi cruciali: dalle informazioni scientifico-ambientali all’economia fino all’agenda politica, l’immigrazione, la criminalità, il lavoro. Secondo il report “provenienza geografica, livello di istruzione e condizione socioeconomica” sono fattori che influiscono sulle percezioni e sul riconoscimento di notizie false. “Se un’istruzione superiore ha un effetto positivo sulla capacità di inquadrare correttamente i fenomeni – si legge – una condizione economica sfavorevole può alterare la percezione della realtà, rendendola in alcuni casi assai più pessimistica”.

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Per questo al centro della strategia di contrasto l’informazione sarà messa costantemente ai Raggi X su più fronti. Al centro l’informazione del servizio pubblico radio-televisivo e multimediale, così da fornire strumenti per “soddisfare il diritto del cittadino-utente a una informazione corretta e completa finalizzata a formare una libera e consapevole opinione”.

I 4 punti della strategia Agcom

In prima battuta verrà monitorata la qualità dell’informazione: verranno attivati sistemi di monitoraggio continuo e rilevazioni volte a contrastare fenomeni “patologici” nella percezione della realtà. Secondo punto: pluralismo informativo: si punta a individuare i mercati rilevanti e ad accertare posizioni dominanti o comunque lesive del pluralismo nel settore della pubblicità online. Terzo punto: faro sulla concorrenza. Verranno monitorati gli scenari competititvi nei settori di attività delle piattaforme online. Quarto punto: attraverso sistemi di web analytics saranno monitorati i sistemi di misurazione degli indici di ascolto online.

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