G20, al Digital summit riflettori sulla cybersecurity. Asse Giorgetti-Colao - CorCom

IL VERTICE MONDIALE

G20, al Digital summit riflettori sulla cybersecurity. Asse Giorgetti-Colao

Per l’Italia presenzia anche la sottosegretaria Ascani. Focus sulle azioni post pandemia da portare avanti per spingere la trasformazione dell’economia in chiave digital e green. La questione della sicurezza diventa centrale. Via al Digital Economy working group

05 Ago 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Trasformazione digitale delle attività produttive, crescita economica sostenibile, digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese, inclusione sociale, ricerca, digital government, regolamentazione agile per favorire l’innovazione, sviluppo e applicazione di tecnologie innovative. Ma, soprattutto – vista la cronaca delle ultime ore – cybersecurity. Questi i temi all’odg del G20 sulla digitalizzazione – il Digital Ministers’ Meeting – che riunisce a Trieste oggi e domani i ministri e i rappresentanti dell’innovazione, 35 delegazioni da tutto il mondo. A fare gli onori di casa i ministri Giancarlo Giorgetti e Vittorio Colao e la sottosegretaria Anna Ascani.

Giorgetti: “Necessario rafforzare la risposta dei Governi”

Riguardo alla sfida della sicurezza digitale è necessario rafforzare la risposta dei Governi. Le minacce alla sicurezza e al flusso dei dati possono compromettere il processo di innovazione e rallentare l’adozione di nuove tecnologie. Queste azioni rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle organizzazioni e nella tecnologia”, ha detto nel discorso di apertura del Summit il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. L’impegno del G20 sotto la Presidenza italiana “è cogliere le opportunità per favorire una economia resiliente, dinamica, sostenibile, inclusiva e che non lasci indietro nessuno”, ha sottolineato il ministro puntualizzando che “la pandemia ha evidenziato i benefici della digitalizzazione per la società e per l’economia, con l’obiettivo di sostenere l’occupazione, la salute e l’educazione. Inoltre, il rapido aumento nell’uso delle tecnologie pone delle sfide per le imprese e per i lavoratori, la trasformazione digitale deve favorire l’innovazione dei processi produttivi e garantire allo stesso tempo la formazione dei lavoratori”.

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Secondo Giorgetti “la trasformazione digitale deve essere inclusiva, non deve lasciare indietro nessuno e cioè deve tenere presente la realtà delle Pmi, che rischiano di pagare un prezzo, ed i territori meno agevolati che non hanno partecipato a questa evoluzione. Quindi non possiamo creare gap né all’interno dei Paesi né a livello globale. Su questo si stanno facendo progressi”.

Colao: “Aumentare l’uso dell’identità digitale”. Via al Digital Economy working group

“Grazie al lavoro della Presidenza italiana con questo G20 nasce il Digital Economy working group, gruppo di lavoro permanente che guiderà il dibattito sulla transizione digitale nel settore pubblico e in quello privato per le prossime Presidenze”, ha annunciato il ministro per la Transizione digitale Vittorio Colao secondo il quale è necessario aumentare l’uso dell’identità digitale. “Dobbiamo lavorare per aumentare l’uso dell’identità digitale, per lo sviluppo di schemi di identificazione elettronica che siano interoperabili tra piattaforme, settori e confini. L’identità digitale aiuta a rafforzare la relazione di fiducia che deve esistere tra cittadini e governo, a maggior ragione dopo la pandemia. Penso ai certificati di vaccinazione digitali dell’UE, ad esempio. In un lasso di tempo notevolmente breve, i 27 Paesi dell’UE hanno progettato, testato e reso operativa un’infrastruttura di interoperabilità per l’autenticazione del certificato UE digitale”

Secondo Colao i Paesi devono condividere i propri approcci di digital government per “offrire servizi ancora più avanzati ai cittadini. Stiamo andando nella giusta direzione, sia nell’aggiornamento dei quadri normativi, sia nel rafforzamento della collaborazione internazionale. Dobbiamo aprirci ad una maggiore sperimentazione, in vari settori della pubblica amministrazione. Dobbiamo impegnarci a mappare, etichettare, monitorare e condividere costantemente i nostri sforzi e le nostre soluzioni sul governo digitale per rispondere in maniera sempre più efficace alle esigenze dei cittadini”.

Anche il ministro per la Transizione digitale è intervenuto sul tema del giorno, la cybersecurity: “Il Governo si è mosso in maniera molto decisa e il problema non è di soldi ma di skills”. Colao ha anche evidenziato che gli “attacchi hacker possono colpire tutti” e che sono “a rischio anche le piccole realtà”

Ascani: “Occasione storica per il rilancio, puntare su inclusione e sicurezza”

“Il G20 di Trieste è una occasione storica: avrà al centro le tecnologie digitali, le stesse che ci hanno permesso di resistere in un momento difficile come quello della pandemia, e ora ci permetteranno il rilancio – ha dichiarato la Sottosegretaria al Mise Anna Ascani -. Il Governo sta facendo scelte incentrate sulla persona e sulle tecnologie, sostenendo investimenti in Ict e in capitale umano, attraverso la formazione e la ricerca. Riconosciamo il dialogo e la cooperazione sulla digitalizzazione come un fattore chiave per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite nelle sue tre dimensioni economica, sociale e ambientale”.

Riguardo l’Intelligenza Artificiale la Sottosegretaria Ascani ha ribadito l’importanza dell’impegno dei Governi “a riconoscere la necessità di rafforzare l’utilizzo di intelligenza artificiale nelle Mpmi, oltre ad aumentare la loro capacità di utilizzare i dati, l’accesso ai finanziamenti, la condivisione delle opportunità e la creazione di una forza lavoro di talento e qualificata. Le aziende dovrebbero rafforzare la sicurezza delle loro infrastrutture, dei processi digitali, dei prodotti e dei servizi attraverso la loro catena di approvvigionamento. Le minacce alla sicurezza possono compromettere il processo di innovazione e rallentare l’adozione di nuove tecnologie.”

Non ultima “l’attenzione ai cittadini, in particolare alle giovani generazioni attraverso programmi di alfabetizzazione digitale nell’economia digitale, con l’obiettivo di garantire la tutela dei consumatori”.

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