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MOBILITA'

Giro di vite per Uber, New York mette le briglie al trasporto in sharing

Il Consiglio comunale blocca per un anno l’emissione di nuove licenze per la società e la rivale Lyft. Aperta la strada al salario minimo degli autisti. Esultano i tassisti

09 Ago 2018

New York diventa la prima città americana a imporre un tetto a Uber. E ad aprire la strada per fissare un salario minimo per gli autisti. Il consiglio comunale ha approvato il blocco di un anno dell’emissione di nuove licenze per Uber, la sua rivale Lyft e società analoghe, mettendo di fatto un tetto alla loro crescita.

Non basta: le autorità hanno anche dato il via libera a una misura che concede loro mano libera per fissare un salario minimo per gli autisti, atteso già nei prossimi 12 mesi, visto che sono in corso da tempo studi al riguardo. Per il colosso della Silicon Valley si tratta di un duro colpo in uno dei suoi mercati più forti, New York.

Esultano i tassisti, che considerano il voto una loro vittoria. L’ascesa di Uber e simili ha infatti danneggiato pesantemente la loro attività, riducendo drasticamente gli stipendi e il valore delle licenze dei taxi. Se nel 2013 la licenza valeva 1,3 milioni di dollari, il prezzo è ora crollato a 160.000 dollari. Il crollo si è fatto sentire anche sui salari. Stando al sindacato dei tassisti di New York ha mandato sul lastrico molti e causato il suicidio di almeno sei tassisti negli ultimi sei mesi.

Tocca ora al sindaco di New York, Bill de Blasio, firmare il provvedimento che diventerà subito legge.

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