Italiani sempre più online, la pandemia testa d'ariete. Ma ancora fuori un'ampia fetta - CorCom

IL REPORT

Italiani sempre più online, la pandemia testa d’ariete. Ma ancora fuori un’ampia fetta

Secondo le rilevazioni di Comscore l’emergenza sanitaria e i cambiamenti sociali hanno fatto balzare l’utilizzo della rete del 26% anno su anno. Audience record per le news su salute, e-government ed education

05 Feb 2021

Veronica Balocco

Sono 40,6 milioni gli italiani che hanno navigato in rete a dicembre 2020: sulla popolazione maggiorenne la penetrazione dell’utilizzo di internet raggiunge così il 73% ,valore che, se da un lato fa registrare una crescita di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente, evidenzia chiaramente il perdurante divario con i Paesi digitalmente più evoluti, dagli Usa (90%) all’Uk (86%) sino alla Spagna (84%). Lo rivela Comscore, società globale specializzata nelle attività di pianificazione, gestione e valutazione delle campagne mediatiche, che ha rilasciato i dati dell’audience on-line di dicembre, fotografando i cambiamenti dei comportamenti in rete degli italiani nell’anno della pandemia.

Secondo quanto emerso dal report, se carenze infrastrutturali e fenomeni di marginalità socio-economica impediscono l’accesso alla rete ad una fascia di popolazione ancora troppo ampia, coloro che invece navigano lo fanno in maniera più intensa,  accedendo a un numero sempre maggiore di contenuti e servizi.
A dicembre 2020 sono stati ben 9 (entertainment, news e information, social network, retail, lifestyle, instant messaging, technology, sport, health) le categorie di contenuti che hanno fatto registrare un’audience superiore ai 30 milioni di visitatori unici mensili, mentre sono diventate 15 (a fronte delle 7 di dicembre 2019) le singole properties che vantano una reach superiore al 60%.

Le audience delle categorie di contenuto connesse ai cambiamenti generati dalla pandemia e dal lockdown sono poi quelle maggiormente aumentate: i visitatori unici della categoria Education sono incrementati del 69%, quelli della categoria Government del 60% e quelli della categoria Salute del 31%.
Analizzando invece le app con i più alti tassi di crescita in termini di utilizzatori si segnala l’esplosione di quelle per il lavoro (Teams e Zoom) e la didattica a distanza (Google Classroom) ma anche di quelle legate a servizi di pubblica utilità come l’app Io che a dicembre 2020 raggiunge i 9,3 milioni di utilizzatori o Poste Id che arriva a 7 milioni.

Il tempo speso online: dato in crescita

Un altro indicatore molto significativo della aumentata propensione degli italiani a navigare in rete è il tempo trascorso on line che, a dicembre 2020, si attesta a 2 ore e 46 minuti medi giorno per utente con una crescita di ben il 26% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. L’aumento maggiore, ovvero il 38%, si registra sulle fasce di popolazione più giovani (18-24) che passano mediamente sulla rete 3 ore e 34 minuti al giorno a fronte delle 3 ore e 5 minuti della fascia d’età 25-34 (+29% su dicembre 2019) e delle 2 ore e 35 minuti dei 35+ (+19% su dicembre 2019).

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Il traffico in app rappresenta ormai il 73% del tempo totale speso (+ 6 punti percentuali rispetto a dicembre 2019) e sulle properties di Google e Facebook (cui appartengono le app più utilizzate) si trascorre ormai oltre la metà (50,4%) del tempo complessivamente passato sulla rete. I contenuti con il maggior livello di coinvolgimento sono intrattenimento (18%), social network (24%) e instant messaging (16%); categorie che insieme assorbono il 58% del tempo passato su internet dalla popolazione maggiorenne.

Partendo dal dato di dicembre 2019 e analizzando l’impatto della pandemia e del lockdown sulle dinamiche del tempo speso, si osserva la crescita significativa del consumo di informazione in concomitanza delle due ondate dei contagi e la sua normalizzazione durante il periodo estivo, con un trend simile a quello mostrato da social network e instant messaging. La quota di tempo dedicata ai contenuti di intrattenimento ha invece segnato un aumento costante durante tutto il corso dell’anno, mentre le categorie Automotive e Turismo continuano ad attestarsi su livelli molto inferiori a quelli di dicembre 2019 avendo particolarmente risentito della crisi sanitaria.

Ma un’ampia fascia di popolazione non accede ancora al web

“I dati di dicembre ci restituiscono un quadro interessante e articolato. Se da un lato una fascia ancora troppo ampia di popolazione non accede a internet frenando lo sviluppo del Paese e il superamento stesso di alcune criticità sociali legate alla pandemia, dall’altro quest’ultima ha dato uno straordinario impulso a un utilizzo sempre più evoluto e dinamico della rete”, afferma Fabrizio Angelini, ceo di Sensemakers che rappresenta Comscore in esclusiva per l’Italia. “Negli ultimi mesi la rete ha fornito strumenti essenziali per affrontare i problemi imposti dal lockdown mentre è aumentato l’utilizzo on-line di servizi di pubblica utilità per fronteggiare le incertezze economico-sanitarie”.

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