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FISCO

Google, affondo di Boccia: “Con la web tax tutto questo non sarebbe successo”

Il presidente della commissione Bilancio della Camera: “Ormai la magistratura si è brillantemente sostituita a un legislatore assente. Regolatori spesso inadeguati e Ue non all’altezza della situazione. Serve una soluzione definitiva”

28 Gen 2016

A.S.

Francesco Boccia prende atto dell’indagine della Guardia di Finanza sull’evasione fiscale di Google in Italia, e sottolinea che l’operato della magistratura su questi temi, come è già successo a fine 2015 per Apple, non è sufficiente. “Ora lavoriamo a una soluzione definitiva – afferma il presidente della commissione Bilancio della Camera – Se nel 2013 sulla webtax mi avessero ascoltato avremmo risparmiato tempo, costi inutili e recuperato gettito fiscale”

“Ormai nei rapporti tra il fisco e le multinazionali del web la magistratura si è brillantemente sostituita a un legislatore assente. Il problema non sono mai state le varie Google, Apple,
Facebook, grandi multinazionali con le proprie strategie imprenditoriali che perseguono inevitabilmente i loro interessi, ma i regolatori spesso inadeguati e una Ue non all’altezza”. “Penso sia interesse prima di tutto delle stesse multinazionali del web chiarire la propria posizione con le amministrazioni fiscali dei Paesi in cui fanno business – aggiunge Boccia – Alla fine, torneremo al punto di partenza, ritrovandoci sulla soluzione che avevo prospettato in Parlamento nel 2013, con le vicissitudini che tutti conosciamo: far pagare agli Ott le imposte indirette nel Paese in cui fanno i profitti. Oggi credo che siano le stesse Big del web a preferire questa soluzione con le amministrazioni fiscali”.

“Non sarebbe stato più corretto, allora, farlo in un quadro normativo coerente, come chiediamo ormai da anni? – conclude l’esponente del Partito Democratico – Mi auguro si arrivi presto ad una soluzione definitiva, perché rischiamo di continuare a perdere anno dopo anno gettito fiscale”.