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IL CASO

Google Glass, sospese le vendite: è un flop?

Non si tratta di un abbandono del progetto, assicura BigG. Si starebbe lavorando ad una versione “evoluta” degli occhiali smart. In campo un nuovo team guidato da un ex manager Apple. Obiettivo: virare verso l’utenza business

16 Gen 2015

Patrizia Licata

Google ha deciso di sospendere la vendita dei suoi Google Glass e trasferito il progetto a un diverso team. La manovra risponde alle difficoltà incontrate dal device, criticato da più parti come minaccia alla privacy, e abbandonato da molti dei primi entusiasti che lo avevano adottato. Tuttavia Google non starebbe abbandonando il progetto, ma solo spingendo su una seconda versione dei Google Glass: per questo ha ritirato dal commercio la prima. E’ quanto si legge nel blog della stessa azienda di Mountain View.

“I wearables sono oggi una delle aree più avvincenti dello sviluppo tecnologico”, scrive Google, e per questo l’azienda è pronta a portare Glass dalla fase di “concept” a quella di “realtà”. “Come parte di questa transizione”, spiega Big G, “chiuderemo l’Explorer Program per concentrarci sul futuro. Il 19 gennaio sarà l’ultimo giorno in cui si potranno prendere gli occhiali Glass Explorer Edition. Nel frattempo continueremo a costruire la prossima versione”.

“Ripartire da capo è la cosa giusta da fare”, perché pochi early adopters ancora usano i Google Glass, ma è “prematuro” bollare gli occhiali smart di Google come un fallimento, ha commentato Carolina Milanesi, analista di Kantar Worldpanel, sul Financial Times. I Google Glass hanno rappresentato un primo ambizioso tentativo di creare una tecnologia indossabile che “i consumatori ancora non capiscono a pieno e su cui non sono disposti, per la maggior parte, a investire molto”, ha aggiunto la Milanesi.

La prima versione dei Google Glass era stata limitata alla “Explorer Edition”, pensata quindi come “prova”; ha comunque raggiunto il suo obiettivo di aiutare Google a capire meglio questo tipo di tecnologia, secondo il Ft, anche se a un certo punto dello scorso anno Google si era detta pronta a mettere in vendita Glass per il grande pubblico.

I Google Glass nascono dal laboratorio Google X, creato dal co-fondare Sergey Brin per sviluppare i progetti più arditi di Big G, come le auto senza conducente. Nessuno di questi progetti si è ancora tradotto in un effettivo prodotto sul mercato per Google.

La novità per Glass è che ora il suo sviluppo sarà portato fuori dal laboratorio X e inserito in una divisione dedicata, guidata da Ivy Ross, che a sua volta riporta a Tony Fadell, ex top manager di Apple e uno dei creatori dell‘iPod che oggi gestisce la divisione Nest smarthome di Google. Questo cambiamento potrebbe indicare che Google intende lavorare di più sul design ma anche sulle funzionalità di Glass integrandoli con altri device per la casa e l’auto connessa, secondo la Milanesi.

Google ha anche suggerito sul suo blog che i Google Glass potrebbero trovare maggori applicazioni nel segmento business che in quello consumer: molti sviluppatori di software sono stati attratti dalla possibilità di creare applicazioni per persone che svolgono lavori che richiedono di accedere alle informazioni tenendo le mani libere, dal settore sanitario a quello della logistica. “Glass at Work è cresciuto molto”, si legge nella nota di Google. “Vediamo grandi possibilità per Glass sul posto di lavoro”.

Secondo il Wall Street Journal, Google porterà sul mercato già entro la fine di quest’anno la nuova versione dei suoi Glass; stavolta non sarà rilasciata in forma di “trial” ma sarà subito pronta per il grande pubblico. Dovrebbe avere un prezzo più accessibile, display e audio migliorati e una batteria con una maggiore durata. Ma finché il prodotto non sarà pronto non ci saranno né anticipazioni né test pubblici del dispositivo, una filosofia in cui si legge già il modo di fare dell’ex di Apple Fadell.

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