CONCORRENZA

Google, secondo rapporto all’Antitrust Ue sul dossier shopping. I competitor sul piede di guerra

Presentata la relazione periodica dopo la multa del 2017 su “Google Shopping”. Secondo le aziende concorrenti i rimedi adottati non hanno creato un level playing field. E senza adeguata concorrenza Mountain View rischia una multa fino al 5% calcolata sul fatturato giornaliero di Alphabet

01 Ott 2018

Patrizia Licata

giornalista

Google ha consegnato alla Commissione europea la sua seconda relazione in cui illustra gli effetti delle misure adottate per aprire il mercato dello shopping comparativo alle aziende rivali. Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters e lo confermano le autorità dell’Ue, che non hanno però fornito dettagli sul documento presentato da Google.

Il colosso di Mountain View è stato multato nel giugno del 2017 dall’Antitrust europeo per 2,42 miliardi di euro in relazione al “vantaggio illegale conferito al proprio servizio di acquisti comparativi”, ovvero il prodotto Google Shopping,  che consente ai consumatori di raffrontare i prodotti e i prezzi online e individuare offerte proposte da rivenditori online di tutti i tipi, tra cui negozi online dei produttori, piattaforme come Amazon e eBay e altri.

Google, secondo la Commissione, “ha abusato della posizione dominante sul mercato in quanto motore di ricerca accordando un vantaggio illegale a un altro suo prodotto, il servizio di acquisto comparativo. La società deve porre fine a tale comportamento entro 90 giorni o sarà soggetta al pagamento di una penalità fino al 5% del fatturato giornaliero medio mondiale di Alphabet, la società madre di Google”, si leggeva nella nota di oltre un anno fa.

In base alla decisione della Commissione sul prodotto Google Shopping, Google “deve applicare al posizionamento e alla visualizzazione dei servizi di acquisti comparativi concorrenti nelle proprie pagine dei risultati di ricerca le stesse procedure e gli stessi metodi applicati al proprio servizio”. Google ha la responsabilità esclusiva di garantire il rispetto di tale disposizione e di spiegarne le modalità, ha spiegato la Commissione; a prescindere dall’opzione scelta, la Commissione controllerà attentamente il rispetto della decisione da parte di Google e quest’ultima è soggetta all’obbligo di informare la Commissione delle proprie azioni, inizialmente entro 60 giorni dalla data della decisione e quindi attraverso relazioni periodiche.

Quella presentata oggi è la seconda relazione dopo la decisione dell’Antitrust di giugno 2017. La prima relazione presentata da Google non ha soddisfatto la concorrenza: i rimedi proposti da Mountain View per allinearsi alle indicazioni Ue sono stati “bocciati” da 19 società rivali, fra cui il sito di comparazione prezzi britannici Foundem (la cui denuncia aveva dato il via all’indagine Ue), la francese Twenga e altre imprese attive nella ricerca di viaggi, mappe ed editoria. I concorrenti hanno inviato a inizio di quest’anno una lettera a Margrethe Vestager, commissario Antitrust Ue, affermando che “L’attuale proposta di Google non è migliore di quelle avanzate sotto il precedente commissario Almunia. Anzi, potrebbe essere peggiore”.

La Commissione ha replicato assicurando che stava prendendo in esame i vari argomenti sollevati e che ne avrebbe tenuto conto nella sua valutazione delle misure adottate da Google. A giugno l’Antitrust ha indicato che la concorrenza risultava migliorata per effetto dei “rimedi” di Google sullo shopping comparativo. I rivali hanno nuovamente protestato, convinti che il mercato sia lontano dal godere di condizioni eque per tutti i player e che occorre un nuovo intervento regolatorio – in pratica quella “penalità fino al 5% del fatturato giornaliero medio mondiale di Alphabet” indicata nella decisione dell’Antitrust del 2017.

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