L'APPROFONDIMENTO

Le Big tech si “alleano” con l’Ucraina. Si punta ad isolare la Russia

Da Google a Meta, da Airbnb a Apple: si allunga la lista dei colossi americani che sospendono servizi e accessi. Stop della Ue alle trasmissioni di Sputnik e Russia Today. Le criptovalute nel mirino di Bruxelles: servono ad aggirare le sanzioni?

02 Mar 2022

Federica Meta

Giornalista

tech

Stretta delle Big tech nei confronti della Russia per la quale, dopo le sanzioni Usa e Ue, arriva adesso la tegola “tecnologica”.  Quasi tutte le grandi aziende del settore, dalle piattaforme fino ai chip maker, hanno messo in campo azioni “punitive” nei confronti di Mosca.

Meta, YouTube e Twitter hanno bloccato i canali di informazione legati a Russia Today e Sputnik, spesso accusati di diffondere disinformazione nell’invasione russa. Nick Clegg, presidente per i Global Affairs di Meta ha espresso “profonda preoccupazione per la guerra in Ucraina” e ha detto che i suoi “pensieri e quelli di tutti in Meta sono con il popolo ucraino. Stiamo lavorando per assicurarci che i nostri servizi continuino a essere disponibili per le persone, nonostante il tentativo del governo russo di limitarli, lavoriamo a stretto contatto con i governi e rispondiamo alle loro richieste per combattere la disinformazione e la propaganda dannosa”.

Meta ha implementato misure per rafforzare la sicurezza e la privacy come il blocco del profilo. “In questi anni Putin ha imposto la sua visione del mondo sostenendo in Russia e in tutti gli stati dell’ex Unione Sovietica VK (Vkontakte, il Facebook russo, ndr) e usando RT e Sputnik per fare la stessa cosa sulle piattaforme occidentali.

Forte anche la decisione di Apple che sospende la vendita di tutti i suoi prodotti in Russia e la rimozione di alcune app russe dai suoi App Store in tutto il mondo.

L’azienda di Cupertino ha spiegato di essere “profondamente preoccupata” dell’invasione russa, e ha espresso solidarietà nei confronti delle vittime ucraine.

Oltre a sospendere le proprie vendite in Russia, Apple ha disabilitato il funzionamento di servizi come Apple Maps e di Apple Pay (che aveva già smesso di funzionare con le carte di credito russe a seguito delle sanzioni economiche) e ha rimosso le applicazioni di RT News e di Sputnik News (siti d’informazione russa legati al governo) dagli App Store nei paesi fuori dalla Russia. Ha inoltre detto che sospenderà alcune funzioni di Apple Maps anche in Ucraina, come misura precauzionale per la sicurezza degli ucraini.

Pure Microsoft sta rimuovendo Russia Today dal suo app store mentre Netflix non rispetterà in Russia l’obbligo di trasmettere in diretta venti canali locali, mentre le chat cinese TikTok ha spiegato di aver limitato l’accesso ai media statali russi sulla sua piattaforma nell’Ue.

Google Maps, dal canto suo, ha bloccato funzionalità che forniscono informazioni in tempo reale su eventuali concentrazioni, per proteggere le persone. Anonymous ha invitato a usare alcuni escamotage tecnologici per bypassare la censura e anche ad approfittare dello spazio per le recensioni dei ristoranti russi per raccontare cosa sta accadendo nel conflitto. L’obiettivo non è danneggiare le attività commerciali ma fare circolare le informazioni censurate.  Airbnb, invece, ha annunciato che offrirà gratuitamente alloggi ai 100.000 rifugiati in fuga dall’Ucraina.

In queste ore un aiuto concreto è arrivato all’Ucraina da Elon Musk. I terminali Starlink hanno raggiunto il paese in risposta ad un appello di Mykhailo Fedorov, vice primo ministro ucraino. L’azienda ha inviato un camion pieno di router da distribuire a enti, organizzazioni e civili, in modo da poter restare connessi a internet. Starlink gestisce una costellazione di oltre 2.000 satelliti che garantiscono l’accesso a internet a livello globale indipendentemente dalle connessioni terrestri.

In campo anche i chipmaker. Intel e Amd avrebbero informato verbalmente i partner russi che aderiranno alle sanzioni decise dagli Stati Uniti.

La sanzioni del Consiglio Ue

Il Consiglio europeo ha introdotto oggi ulteriori misure restrittive in risposta all’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina. In virtù di queste misure, l’Ue sospenderà le attività di trasmissione di Sputnik e RT/Russia Today (RT English, RT Uk, RT Germany, RT France e RT Spanish) nell’Ue, o dirette all’Ue, “fino alla cessazione degli attacchi e russi e fina a quando la Federazione Russa e i suoi organi associati cesseranno di condurre azioni di disinformazione e manipolazione delle informazioni contro l’Ue e i suoi Stati membri”.

WHITEPAPER
Employee engagement da remoto: i tool che aumentano partecipazione e produttività
Digital Transformation
Risorse Umane/Organizzazione

“La manipolazione sistematica delle informazioni e la disinformazione da parte del Cremlino viene applicata come strumento operativo nel suo assalto all’Ucraina – ha commentato Josep Borrell, alto rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza – È anche una minaccia significativa e diretta per l’ordine pubblico e la sicurezza dell’Unione. Oggi stiamo compiendo un passo importante contro l’operazione di manipolazione di Putin e chiudere il rubinetto per i media russi controllati dallo stato nell’UE Abbiamo già sanzionato in precedenza la leadership di RT, incluso il caporedattore Simonyan, ed è logico prendere di mira anche le attività che le organizzazioni stanno conducendo all’interno la nostra Unione”.

Intanto i criptoasset finiscono nel mirino della  Commissione europea. Bruxelles sta valutando sta cercando di capire se vengano utilizzati per aggirare le sanzioni finanziarie imposte alle banche russe. La mossa dopo che i volumi di trading tra il rublo russo e la criptovaluta Tether sono aumentati a seguito del crollo della valuta di Mosca.  “L’aumento di valore di alcuni di questi beni potrebbe essere una risposta ai tentativi di aggirare le sanzioni – fanno sapere dalla Ue – Stiamo esaminando questa possibilità ma nessuna decisione è stata ancora presa”.

La guerra in Ucraina ha comunque dato alle criptovalute un ruolo cruciale e finora inatteso. Ad oggi, il Paese ha raccolto donazioni in dogecoin e in altre criptovalute pari a 35 milioni di dollari. Mykhailo Fedorov, il vice primo ministro, attraverso un tweet ha invitato le persone ad inviare dogecoin come donazione a sostegno dell’esercito.

Dall’inizio dell’offensiva russa, Kiev ha ricevuto oltre 35.000 donazioni di criptovalute, secondo Elliptic, una società di analisi blockchain. Martedì, sempre Fedorov ha twittato di un progetto chiamato “Aid For Ukraine”, dove è consentito raccogliere criptovalute o altri token digitali attraverso la collaborazione con una piattaforma blockchain chiamata Solana.

L’Ucraina accetta anche token non fungibili o NFT come donazioni. Si tratta di risorse uniche come un’opera d’arte digitale archiviata utilizzando la tecnologia blockchain che ne verifica unicità e originalità.

INFOGRAFICA
Migliorare i tempi di ATTESA in SANITÀ, oggi si può! I DATA ANALYTICS come soluzione
Big Data
Dematerializzazione
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 5