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Huawei e i big data: svelata la nuova strategia

Il colosso cinese delinea il futuro dell’archiviazione dati e degli analytics. Focus sull’intelligenza artificiale e sulla user experience. Il tutto orchestrato con un approccio che tenga conto dell’impatto ambientale delle infrastrutture

17 Mag 2022

Domenico Aliperto

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Il futuro dell’archiviazione dei dati e delle piattaforme di data analytics passa dall’accelerazione dei servizi di accesso agli input, dall’utilizzo sistematico delle soluzioni di intelligenza artificiale e da una user experience sempre più intuitiva. Il tutto orchestrato con un approccio che tenga conto dell’impatto ambientale delle infrastrutture. È questa la posizione sul tema di Huawei, che in occasione dell’edizione 2022 dell’Innovative Data Infrastructure Forum (Idi) ha offerto una panoramica sui risultati raggiunti in tal senso.

Le sfide per chi offre tecnologie di storage

Peter Zhou, Vice Presidente di Huawei e President dell’It Product Line, ha delineato le quattro sfide che stanno attualmente affrontando i fornitori di tecnologie di storage. Si parte dall’innovazione per i futuri carichi di lavoro legati ad applicazioni emergenti, come database distribuiti, big data, Ia e applicazioni Hpda (High-Performance Data Analytics) per arrivare all’accelerazione nei servizi dati, che implica una maggior rapidità e disponibilità in tempo reale di analisi ed elaborazione dei dati per migliorare l’efficienza produttiva e l’esperienza dell’utente. Occorre poi garantire maggiore protezione dei dati, per mitigare i frequenti attacchi informatici che potrebbero causare enormi perdite economiche e adottare infine soluzioni green, in grado di rendere l’archiviazione dei dati sempre più innovativa e ad elevata efficienza energetica.

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In questo contesto, Zhou ha spiegato che Huawei ha già messo a disposizione una serie completa di prodotti – tra cui OceanStor Dorado All-Flash Storage, OceanStor Pacific Distributed Storage, OceanProtect Backup Storage e FusionCube – sottolineando come affidarsi a soluzioni performanti non sia comunque sufficiente per implementare una piattaforma di archiviazione affidabile. È infatti necessario lavorare anche sul disaccoppiamento dell’architettura di archiviazione dati e di calcolo che, grazie a nuovi sistemi di storage, porrà le basi per servizi più veloci, affidabili ed efficienti a costi più bassi. Bisogna poi puntare su una maggiore quantità di motori di accelerazione delle applicazioni dati all’interno dei sistemi di storage, non solo per memorizzare i dati in modo costante ma anche per offrire un servizio al pari di un’infrastruttura dati, in grado di combinare la persistenza dei dati con il motore di accelerazione dell’applicazione. Il green design, come accennato, sarà un aspetto chiave nello sviluppo del prodotto attraverso sistemi di produzione sostenibile e l’utilizzo di materiali rinnovabili. Zhou ha parlato dell’importanza di prodotti ecologici con componenti a basse emissioni di carbonio, come la memoria Nand flash, della progettazione hardware ad elevata densità, della riduzione dei dati chiave e dei pool di risorse per ottenere minori ingombri e una migliore efficienza delle stesse. Tutti fattori abilitanti, in grado di supportare i servizi aziendali volti a ottimizzare le operazioni legate alla produzione per una migliore efficienza energetica.

La strategia ‘3+1’ di Huawei

Assaf Natanzon, Chief Architect of Data Storage, ha poi presentato la strategia sostenibile ‘3+1’ di Huawei per l’archiviazione dei dati. Nel dettaglio, la strategia sostenibile ‘3+1’ dell’azienda, che si incentra innanzitutto sulla progettazione ad elevata densità: Huawei utilizza componenti e sistemi ad elevata densità per aumentare la compattezza dell’hardware e l’efficienza di dissipazione del calore. Le unità a stato solido (Ssd) sono infatti consigliate come alternativa più efficiente dal punto di vista energetico alle unità a disco rigido (Hdd), utilizzando il 70% di energia in meno e occupando il 50% di spazio in meno, a parità di capacità. L’uso da parte di Huawei di Sssd NvMe half-palm consente ai sistemi di archiviazione proprietari di supportare 36 Ssd in un contenitore per dischi da 2 U, offrendo una densità hardware molto più elevata rispetto a prodotti simili e un’efficienza di dissipazione del calore superiore del 25% rispetto a un contenitore per dischi tradizionale.

A questo si aggiunge la convergenza del sistema: Huawei garantisce un maggiore utilizzo delle risorse supportando diversi protocolli contemporaneamente ed eliminando i silos di archiviazione. Un singolo sistema di archiviazione supporta infatti contemporaneamente i protocolli a blocchi, i file, gli oggetti e gli Hadoop Distributed File System per requisiti diversificati così da assicurare diversi tipi di archiviazione. Inoltre, il pool di risorse convergenti può combinare più sistemi di storage nei data center, migliorandone così l’utilizzo.

Il terzo pilastro della strategia è la riduzione dei dati: l’archiviazione dei dati di Huawei si basa su algoritmi di deduplicazione e compressione, nonché un algoritmo Ec (Elastic Erasure Coding) ad alto rapporto per migliorare l’utilizzo dello spazio e ridurre la duplicazione dei dati. Attualmente, gli algoritmi di deduplicazione e compressione aiutano i sistemi di storage Huawei a fornire un rapporto di riduzione dei dati fino a 72:1, che corrisponde al 20% in più rispetto al benchmark di settore. Inoltre, l’algoritmo proprietario Ec 22+2 di Huawei raggiunge un tasso massimo di utilizzo delle risorse pari al 91%, che è 1,75 volte superiore rispetto al tradizionale meccanismo a tre copie.

Infine, per invitare l’intero settore a far fronte alle sfide più urgenti nell’ambito dell’archiviazione dei dati, tra cui quella della sostenibilità, Natanzon ha concluso il suo intervento annunciando l’edizione 2022 dell’Olympus Mons Award che, articolata in due diverse challenge, ha come obiettivo quello di incoraggiare l’intero mondo accademico e scientifico a unire le forze per promuovere il progresso nelle tecnologie chiave di data storage, accelerare l’implementazione a livello di settore dei risultati e favorire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra l’industria, la realtà accademica e gli istituti di ricerca.

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