Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

RICERCA CENSUSWIDE

Ict obsoleto quanto mi costi. In azienda persi 19 giorni di lavoro ogni anno

Ricerca Censuswide-Sharp: la maggior parte del tempo viene sprecata per cercare i file sui server o ad aspettare che la stampante si accenda e stampi. Con i giusti strumenti il 70% dei lavoratori italiani sarebbe più produttivo

10 Ott 2016

Andrea Frollà

Inefficienze e inadeguatezze tecnologiche costano 19 giorni di lavoro l’anno, con una caduta importante della produttività e della soddisfazione di lavoratori e utenti e un costo importante per aziende pubbliche e private. La ricerca condotta da Censuswide per conto di Sharp su oltre 6mila impiegati di nove paesi europei, presentata a Roma in anteprima durante il tavolo di lavoro “Industria 4.0, il futuro del lavoro e il lavoro del futuro”, mette in guardia contro le inefficienze tecnologiche. Secondo le stime del sociologo Domenico De Masi, il costo è di 19 giorni l’anno, poco meno delle ferie annuali retribuite di molte persone.

“Il problema oggi però è anche quello di metabolizzare le nuove tecnologie che, se usate bene, possono essere uno strumento straordinario”, sottolinea De Masi che spiega come la maggior parte del tempo venga persa cercando i file sul server (23 minuti al giorno), perché mancano gli strumenti di ricerca adatti. Ulteriori perdite di tempo quotidiane riguardano l’uso della stampante: 6 minuti sprecati ogni giorno in attesa che si riscaldi e quasi 9 aspettando che le pagine vadano in stampa. L’attesa dell’avvio della strumentazione audio-video è invece una perdita di tempo pari a 8 minuti al giorno.

Allargando l’orizzonte e guardando ai nostri partner europei, la ricerca svela che in tutta l’Unione queste inefficienze costano alle aziende una media di 19 giorni per lavoratore all’anno, quasi quattro settimane di vacanza, dunque con delle performance che ci vedono anche in questo caso indietro come qualità delle tecnologie e produttività del lavoro. Il 53% degli intervistati in Italia dichiara che il proprio posto di lavoro non è aggiornato dal punto di vista tecnologico. Se il loro ufficio fosse dotato di una migliore tecnologia, oltre due terzi dei lavoratori (68,2%) risulterebbe più produttivo, circa la metà (45,9%) sarebbe più motivato e il 40,2% ritiene di poter essere più creativo.

“La tecnologia dovrebbe rendere più facile la nostra vita e aiutarci a lavorare più velocemente, tuttavia, nel mondo reale, tecnologie obsolete e difficili da usare spesso rallentano le persone, costringendole a perdere tempo – commenta Carlo Alberto Tenchini, direttore marketing e comunicazione Sharp Italia -. Da un lato le aziende devono capire l’importanza delle tecnologie interconnesse, dall’altro devono porre al centro lo sviluppo delle competenze umane, di quelle del manager e attivarsi per la creazione di scuole di formazione aziendali”.

Argomenti trattati

Approfondimenti

L
lavoro
S
server
S
sharp
S
stampanti
T
tecnologia

Articolo 1 di 2