LA RICERCA

Identità digitale, Spid allunga il passo: raggiunto il 61% degli italiani

Secondo l’osservatorio Digital Identity del Polimi 36,4 milioni di persone hanno accesso al sistema, con un +9% in un anno, mentre sono 39,3 milioni i possessori di una carta d’identità elettronica, a +23%. Ma gli obiettivi per il 2026 sono ancora lontani

Pubblicato il 28 Nov 2023

Domenico Aliperto

spid osservatori

Il 61% della popolazione italiana ha attivato Spid: si tratta di 36,4 milioni di cittadini maggiorenni (il 73% degli over 18) a cui si aggiungono 13mila minorenni (lo 0,18% della platea), con accessi totali stabili (oltre un miliardo nel 2022), in media 25 l’anno per utente. Inoltre, sono in possesso di Carta d’Identità Elettronica 39,3 milioni di italiani, ma la versione digitale della Cie, abilitata dall’app CieID, risulta ancora fortemente sottoutilizzata: solo 4 milioni di utenti la usano per accedere ai servizi online. A dirlo è la ricerca dell’Osservatorio Digital Identity della School of Management del Politecnico di Milano, presentata oggi in occasione del convegno “Identità digitale: tutte le strade portano al wallet”.

Se i rilasci della Carta d’Identità Elettronica sono cresciuti del 23% in un anno, emerge dallo studio, Spid sembra aver raggiunto un plateau, assestandosi a un tasso di crescita più contenuto rispetto agli ultimi anni: +9% da gennaio a novembre 2023 contro il +23% registrato nel 2022. Di questo passo, l’obiettivo fissato nel Pnrr di raggiungere 42,3 milioni di identità digitali entro giugno 2026 sembra ancora lontano.

“Il 2023, per l’identità digitale si può riassumere in due parole chiave: evoluzione e sperimentazione”, commenta Giorgia Dragoni, Direttrice dell’Osservatorio Digital Identity. “Continua il processo di consolidamento dei sistemi lanciati negli scorsi anni nei vari Paesi europei e aumentano le possibilità di utilizzo nel mondo digitale e fisico. Ma siamo agli albori di una vera e propria rivoluzione, rappresentata dal Wallet. Alcuni Stati hanno già iniziato a sperimentare il proprio modello e in un futuro non troppo lontano potremmo dimenticarci a casa patente e carta d’identità, che saranno caricate in un’app presente nel nostro smartphone. Una rivoluzione tecnologica, ma anche dal grande valore politico: la creazione dell’identità digitale europea è importante perché i cittadini dei 27 Paesi che la compongono condividano una comune identità”.

L’European Digital Identity Wallet: lo stato dell’arte

A livello comunitario, si è concluso il confronto sul fronte normativo di eIdas 2.0 tra le istituzioni europee e gli Stati membri, trovando un accordo sulla versione definitiva del Regolamento, che sarà alla base all’European Digital Identity Wallet, previsto non prima del 2026. Si sta lavorando alla stesura e all’aggiornamento continuo dell’Architecture Reference Framework, che definisce standard comuni, specifiche tecniche e linee guida per la creazione dei wallet nazionali conformi alla normativa europea e interoperabili fra gli Stati membri.

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Alcuni Stati hanno già iniziato una transizione dei sistemi attivi verso un modello di digital identity wallet, anticipando l’entrata in vigore del Regolamento eIDAS 2.0. In Francia è stata lanciata l’app France Identité, su cui è possibile memorizzare la versione digitale dei documenti di riconoscimento, in Grecia l’app Gov.gr Wallet consente non solo di dematerializzare la carta di identità e la patente, ma anche di utilizzarle per l’accesso a servizi digitali di banche e aziende delle telecomunicazioni, oltre che per il riconoscimento in luoghi fisici, come gli aeroporti.

Il percorso verso l’IT Wallet

Nel 2023 l’Italia, sottolinea lo studio, ha preso decisioni importanti sulla convivenza di Spid e Cie. Nonostante il rinnovo delle convenzioni degli Identity Provider di Spid giunto a maggio 2023 e valido per il prossimo biennio, la strategia dell’attuale Governo è portare questi due sistemi verso la convergenza. Spid si è ormai consolidato come chiave di accesso ai servizi pubblici, mentre continua a registrare un’adozione inferiore al proprio potenziale nel mondo privato. La Cie, nonostante la diffusione del documento fisico, risulta ancora fortemente sottoutilizzata per accedere ai servizi online nella versione digitale. In questo processo di consolidamento, l’Italia sta definendo la propria strada verso il wallet, costruendo un prototipo nazionale – l’IT Wallet – che dovrebbe essere un’estensione dell’app IO accessibile con Spid e Cie, contenendo in un primo momento la tessera sanitaria e quella della disabilità. Le discussioni tra le parti politiche e gli attori di mercato potenzialmente interessati a prendere parte al progetto sono in corso e contribuiranno a definire la strada che l’Italia sceglierà di percorrere.

La prospettiva degli utenti

Quest’anno l’Osservatorio ha condotto, in collaborazione con Ipsos, una rilevazione rivolta agli utenti internet compresi tra i 18 e i 75 anni. Di certo, gli italiani ormai hanno sviluppato una familiarità con Spid e CieID: circa 2 utenti su 3 possono essere considerati “medium user”, con diversi accessi all’anno o al mese effettuati tramite le loro identità digitali (il 64% degli utenti Spid e il 61% di CieID). Un utilizzo che resta però principalmente legato ai servizi della Pubblica Amministrazione, mentre gli utenti vorrebbero utilizzare questi sistemi anche in ambito privato. Il 27% per servizi offerti da istituti finanziari e banche, il 23% da aziende utility, il 22% per il riconoscimento in luoghi fisici, come gli aeroporti e le filiali bancarie (13%). L’app IO, invece, è stata scaricata dal 62% dei partecipanti al sondaggio, ma viene utilizzata principalmente in modalità informativa e consultativa per gli avvisi della PA.

Poco più di un utente su tre (il 36%) utilizza già un’app di wallet, tipicamente quella offerta dal sistema operativo del proprio smartphone (Google Wallet o Apple Wallet). L’utilizzo dei wallet però non è ancora completamente integrato nelle abitudini quotidiane degli utenti: il 46%, infatti, li utilizza principalmente per le carte di pagamento, il 33% per carte fedeltà, il 27% per biglietti di treni e il 23% di aerei. Solo il 18% di chi possiede uno di questi wallet può essere definito “heavy user”, il 45% è “medium user”, mentre ben il 31% è dormiente, con un utilizzo sporadico (13%) o addirittura nullo (18%). Quasi un utente su due, però, sarebbe propenso a caricare carta di identità, tessera sanitaria (48%) o patente (46%) in un wallet sicuro.

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